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18 ottobre 2018

Cultura

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29.12.2017

Avanguardie russe in «Revolutija»

Malevich: «Quadrato nero»
Malevich: «Quadrato nero»

Settanta opere provenienti dal Museo di Stato Russo di San Pietroburgo, fino al 13 maggio, danno vita al Mambo di Bologna alla mostra «Revolutija» raccontando gli stili e le dinamiche di sviluppo di artisti tra cui Nathan Alt’man, Natal’ja Gončarova, Kazimir Malevich, Wassily Kandinsky, Marc Chagall, Valentin Serov, Aleksandr Rodčenko. Nel centenario della Rivoluzione, testimoniano la modernità dei movimenti culturali della Russia d’inizio Novecento: dal primitivismo al cubo-futurismo, fino al suprematismo e al costruttivismo, costruendo un parallelo cronologico tra l’espressionismo figurativo e il puro astrattismo. A curare la mostra è stata la vicedirettrice dello stesso Museo di Stato russo, Evgenia Petrova, con Joseph Kiblitsky. E se il focus è sui «minori», nel percorso spiccano opere iconiche e celebri come «Promenade» di Chagall; «Testa di contadino», «Cerchio nero», «Quadrato nero» e «Croce nera» (1923 circa di Malevich) oltre a «Su Bianco» di Kandinsky, al «Ritratto della poetessa Anna Akhmatova» di Alt'man, oltre a una poco canonica «Venere» nuda di Michail Larionov del 1912. Poi venne la rivoluzione. E non a caso la mostra si chiude con un ritratto di Stalin di Pavel Filonov: il dipinto iconico del realismo socialista dà l’idea di come il regime abbia cambiato tutta questa produzione artistica. A.S.

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