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21 settembre 2018

Cultura

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01.05.2010

Arrivano le mucche da parata. Mandria colorata nelle strade

La Mucca Areniana dipinta da Bruno Prosdocimi: fondo gialloblù e artisti dell’opera lirica
La Mucca Areniana dipinta da Bruno Prosdocimi: fondo gialloblù e artisti dell’opera lirica

Non fanno muuu, non ruminano, neanche sono vere. Sono le mucche della «Cow parade», evento artistico che dal 1998 fa il giro del mondo: dopo New York, Chicago, Londra, Mosca, Barcellona, Johannesburg, Montecarlo, gli animaloni di vetroresina puntano su Verona. La mandria colorata dovrebbe arrivare a breve. Mandriano, Claudio Santolin. Il fondatore della Giallo sistemi d'ombra, imprenditore creativo che in un paio d'anni ha fatto fare un balzo da 14 milioni di euro alla sua azienda, nonché sponsor dell'Hellas Verona, ha pensato che Verona potrebbe essere il set ideale per la manifestazione pop-artistica. Pascolo libero? In attesa del responso da parte del Comune, una mucca targata Verona è già stata dipinta da Bruno Prosdocimi. L'artista veronese l'ha chianata Mucca Areniana: sfoggia protagonisti delle opere liriche su immancabile sfondo gialloblù. «Sarà la prima mucca italiana a far parlare di Verona in giro per il mondo», dice Santolin, e farà il suo debutto il 7 maggio prossimo alla Cowparade di Roma, insieme a cugine di altri Paesi, decorate da stilisti, fotografi, designer internazionali.
È stato lo scultore svizzero Pascal Knapp a inventare la Cowparade: la prima edizione del 1998, a Zurigo, richiamò un milione di visitatori. Da allora, nel mondo, sono state dipinte più di quattromila mucche, poi vendute all'asta: sono stati devoluti in beneficenza oltre 20 milioni di euro. Al temine di ogni parata il voto di una giuria popolare stabilisce quali tra le mucche esposte in giro per la città saranno degne d'essere battute da Sotheby' s. I proventi sono devoluti a diverse associazioni no profit. «La mucca areniana rimarrà a Verona», assicura Santolin, «all'asta il miglior offerente sarò io».
Ce ne sono in doppiopetto, in smoking e ghette, un po' figlie dei fiori un po' on the road. Ci sono mucche filosofiche che invitano ad usare la testa (Use your head di Bruno Rainaldi) a riflettere sui problemi della natura (Matteo Thun, Oliviero Toscani) e dell'integrazione (Ugo la Pietra). Che comunicano con il suono (Andy) e con la luce (Marco Lodola, Filippo Cenetenari). Ci sono mucche-design decorate con disegni stilizzati (Stefano Giovannoni, Giulio Cappellini, Alessandro Medini, Marcel Wanders) o piuttosto fashion come fossero vestite con un abito alla moda (Elio Fiorucci, Agatha Ruiz De La Prada, Debora Sinibaldi, Coveri).
Addossate a un muro, ferme vicino a un incrocio o a un semaforo, in mezzo a una via pedonale o a una piazza, le mucche d'artista sono oggetti che raccolgono commenti. I più entusiasti sono, come sempre, i bambini, dotati di quel sano stupore che li fa esclamare «ma fanno il latte colorato?» Non c'è dubbio, visti i numeri, che le cowparade siano, comunque, degli eventi internazionali tra i più seguiti dell'arte contemporanea, una mostra a cielo aperto, senza coda e senza biglietto. In alcune città, vedi Firenze e Milano, sono state oggetto dell'attenzione anche dei vandali che le hanno seviziate senza ritegno. Una l'hanno pure sequestrata.
Arte, arredo urbano, marketing territoriale? Per Claudio Santolin «l'occasione per creare una nuova tendenza per la città e aprire un ulteriore traffico turistico che si abbinerebbe a quello della città d'arte».
Il cammino della mucca inizia in «stalla» (ampio spazio al coperto che funge da deposito) dove vengono decorate. Poi prosegue per strada, dal centro alle periferie, sotto gli occhi della città intera e si conclude con l'asta benefica di Sotheby's, ultima tappa prima di trasferirsi nelle case dei collezionisti che le hanno acquistate. Mucca dopo mucca, la Cowparade è una mostra che coniuga creatività, design e sensibilità sociale. «E se non sarà un evento di arte contemporanea», conclude Santolin, «per la città potrà essere un'opportunità di turismo internazionale».

Silvia Bernardi
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