22 gennaio 2019

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11.05.2011

A Cannes il corto rosso sangue del veronese Luca Caserta


 Il giovane regista veronese Luca Caserta, il cui corto «Dentro lo specchio» partecipa al Festival di Cannes
Il giovane regista veronese Luca Caserta, il cui corto «Dentro lo specchio» partecipa al Festival di Cannes

Le radici artistiche di Luca Caserta affondano nel teatro: figlio di Ezio Maria Caserta e Jana Balkan, fratello di Isabella, è cresciuto assieme al Teatro Scientifico - Teatro Laboratorio di Verona. Su quel palcoscenico ha debuttato alla regia e ha scritto i primi testi.
Oggi, però, il suo amore punta al grande schermo. Il cinema, oggi così ritroso alle novità, l'ha accolto a braccia aperte: il cortometraggio Dentro lo specchio parteciperà allo Short Film Corner del Festival di Cannes, prestigiosa vetrina internazionale all'interno della quale autori e registi hanno la possibilità di presentare il proprio lavoro al pubblico e ai professionisti del settore.
Una torrida notte romana; una ragazza che nasconde un'anima duplice e contraddittoria; un ragazzo ignaro, che cade nella promessa della passione facile. Si consuma tutto in pochi minuti, commentati dalle belle musiche del veronese Marco Ongaro (due pezzi dal suo ultimo album Canzoni per adulti). È un crescendo di sconcerto: l'incontro dei corpi è per lei, vittima nel passato di una ferita mai guarita, solo una messa in scena. A muoverla sono forze inquietanti e sulla coppia calerà un sipario rosso sangue.
Dentro lo specchio è un contenitore di linguaggi: dal noir al simbolismo fino all'horror.
Caserta riempie lo schermo di idee, metafore e citazioni, senza però aggredire lo spettatore con messaggi meta-cinematografici: gli indizi non sono invadenti, bensì perfettamente integrati nell'immagine.
Farfalle, gabbie, suggestioni espressioniste, una strizzata d'occhio a Polanski, luci e colori che esternano stati d'animo: ci sono tutti gli ingredienti perché il corto si faccia notare sulla Croisette.
Il film, prodotto dall'Accademia di cinema e televisione di Cinecittà, dove Caserta ha ottenuto il diploma di filmaker, si avvale dell'efficace montaggio di Brunella Perrotta, della cui supervisione si è occupato il grande Ugo De Rossi, collaboratore, tra gli altri, di Federico Fellini (Ginger e Fred), Sergio Citti (Mortacci), Pier Paolo Pasolini, Francesco Rosi e Elio Petri.
La fotografia è di Francesco Giusiani, il suono in presa diretta di Paolo Mattei; una menzione al trucco di Silvia Castellucci (sobrio ed evocativo) e agli effetti speciali di Fabio Bucci.
«La sceneggiatura del cortometraggio è tratta da un monologo dello spettacolo teatrale L'Appuntamento, da me scritto e diretto nel 2009. Lo spettacolo ruota attorno al tema della follia in alcune delle sue forme ed è il seguito ideale di un altro mio spettacolo del 2008, Otello - Altre verità, anch'esso incentrato sullo stesso tema», racconta il regista. Sono presenti anche tracce di un altro monologo: La vedova nera, interessante variazione sul tema dell'omicidio seriale.
Il fatto che Luca Caserta abbia deciso di misurarsi con le formule di generi da noi quasi scomparsi (il thriller e l'horror) ci fa sperare che il giovane cinema italiano possa ritrovare il vigore di un tempo. Ricordando che lo spettatore viene prima di tutto e che di sole commedie non si vive.

Adamo Dagradi
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