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18.07.2017

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San Fermo Maggiore, lo straordinario soffitto ligneo: un capolavoro del Trecento. La particolare struttura a carena di nave è composta da 16 capriate ed è lunga 54 metri. La soluzione che suggerisce il profilo di un vascello rovesciato è impreziosita da una «pinacoteca» con 416 immagini di santi, la più antica in città. I dipinti sono su tavole in legno inserite in archi scolpiti.

 

L’attuale restauro, che si concluderà in autunno, sta mettendo in luce alcuni aspetti meno noti attorno all’opera, come la sua creazione. Si ritiene fu il risultato di un cantiere di artisti che rimase al lavoro per circa 30 anni. Il soffitto in larice rosso fu voluto dai francescani che seguirono ai benedettini nell’estate del 1261. Il campanile romanico custodisce un concerto composto da sei elementi: quattro fusi nel 1755, uno nel 1768 ed un altro nel 1935.

 

I cinque bronzi più antichi sono opera di Domenico Crespi, un noto fonditore di Crema. Una curiosità: le campane furono create in una fornace costruita nel chiostro della chiesa e la stessa fu utilizzata per fondere altri bronzi in città. La sesta campana, invece, fu aggiunta nel 1925 dalla fonderia Cavedini di Verona. Nella torre ci sono due scale: una porta al soffitto ligneo, l’altra alla cella campanaria. Fermo e Rustico erano due cristiani provenienti da Bergamo e furono martirizzati nel 304 in riva all’Adige, appena fuori dalle mura della città. Le loro reliquie sono custodite nella chiesa superiore. 

Marco Cerpelloni
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