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25 settembre 2018

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Una vita in circolo

21.05.2018

Qui si offre l’ambiente
giusto per i ragazzi

Volontari in cucina durante la Festa della Patrona
Volontari in cucina durante la Festa della Patrona

Il volontariato individuale non è una perdita di tempo ma, al contrario, fa crescere tutta la comunità. Ne sono convinte Monica e Susanna, le due collaboratrici del Circolo «L’atrio» di Santa Maria di Zevio, che illustrano il loro impegno e lo spirito che le anima. Monica è la mamma di due bambini; dedica un po’ del suo tempo per mantenere vivo un punto d’incontro come il Circolo Noi. «Sono tesserata da tempo», dice, «ma da poco mi sono messa all’interno del Circolo come volontaria. Con altri genitori e signori che già collaboravano con il Noi abbiamo deciso di trovarci una volta al mese per stabilire i turni di lavoro all’interno del Circolo. Vogliamo tenere aperto l’ambiente il più possibile, anche per alleggerire l’impegno di coloro che già si erano sobbarcati i vari turni. «Quindi, mentre tutti i pomeriggi ci sono i volontari che già in precedenza garantivano l’apertura», spiega, «nel fine settimana, quando l’afflusso al Circolo aumenta, garantiamo una presenza più assidua e continuata. Il nostro gruppo ha organizzato e continuerà ad organizzare dei pomeriggi domenicali con i bambini, dai più piccoli ai più grandi, per intrattenerli con giochi in scatola, dei lavoretti di bricolage». Durante le quattro settimane del Grest «anch’io ho partecipato, con un gruppo di mamme, per seguire i più piccoli; facevamo lavoretti, insegnavamo ricamo prima della merenda». Qual è lo spirito che spinge a collaborare all’interno del Circolo? «Il mio desiderio, come quello di tutti gli altri, è di “tener su” il Circolo, di non permetterne la chiusura; lo facciamo per i nostri ragazzi che vengono a giocare; per mettere a disposizione il nostro ambiente per gli adolescenti che, soprattutto in estate, lo frequentano per incontrarsi e divertirsi in un ambiente sano. Desideriamo che ci sia un punto d’incontro familiare e vivo per i ragazzi che, altrimenti, sarebbero allo sbaraglio. Insomma il Circolo è vivo, i volontari non mancano ma se ne accettano anche altri...». Susanna, invece, è una impiegata. «Lavoro buona parte del giorno», dice entusiasta, «e il mio tempo libero lo impegno nel volontariato; tra gli altri impegni mi dedico anche al Circolo Noi di Santa Maria. Ho iniziato da adolescente, quando avevo 15 anni, a fare l’animatrice del Grest; ora per motivi di lavoro ho dovuto lasciare. Dopo aver conosciuto il presidente Rizzi, sono entrata nel giro del servizio della Festa della Patrona e, da un paio d’anni, lo sostengo nell’organizzazione della manifestazione stessa. Collaboro anche nel servizio di apertura del Circolo durante il weekend: anche il mio intento è che il Circolo sia punto d’incontro per le famiglie e i giovani». Per la Sagra della Patrona, continua Susanna, «studiamo delle serate adatte ad ogni età: per i giovani, per le famiglie, la serata con il liscio ecc. per andare incontro a tutte le categorie della popolazione in un clima piacevole. Durante la sagra si impegnano un po’ tutti, ma la presenza maggiore è costituita da giovani. Da non dimenticare che, in cucina, lavorano volontariamente gli alpini. Il tutto con la speranza che un maggior numero di persone entri a far parte del nostro Circolo». Susanna è contenta di vedere che, nel volontariato, sono coinvolte parecchie persone: «Nel Grest, per esempio, si impegnano 15-20 mamme che si dedicano ai laboratori con i bambini, altre preparano la merenda. Gli animatori, quasi tutti adolescenti, sono 40-50. Da non dimenticare la festa della chiusura del Grest, che è il trionfo del volontariato: dopo la messa in chiesa tutti nel piazzale antistante il Circolo! «Si cena insieme», ricorda Susanna, «e poi inizia lo spettacolo, con le esibizioni di quanto hanno realizzato i ragazzi durante i laboratori di teatro, di danza, di musica nelle quattro settimane di Grest. A tutti si dà il riconoscimento, anche a coloro che hanno realizzato le scenografie. Così si fa conoscere alle famiglie quanto fatto. È un piccolo evento ma per i ragazzi e le famiglie è importante e coinvolgente». • G.B.M.

G.B.M.
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