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Una vita in circolo

03.06.2018

Quelli del «Noi»,
volontariato
senza colori

Foto di gruppo per i bambini e gli animatori che hanno partecipato all’ultima edizione del GrestAdolescenti e giovani del paese trovano al Circolo Noi un punto d’incontro e di confronto per la loro crescitaGiorgio Bighellini
Il presidente Renzo CordioliUna simpatica ricostruzione della «squadra» del Circolo Noi
Le premiazioni del torneo di calcio 2017 che si è svolto al Circolo NoiGli adolescenti di Buttapietra in occasione di una gita
Foto di gruppo per i bambini e gli animatori che hanno partecipato all’ultima edizione del GrestAdolescenti e giovani del paese trovano al Circolo Noi un punto d’incontro e di confronto per la loro crescitaGiorgio Bighellini Il presidente Renzo CordioliUna simpatica ricostruzione della «squadra» del Circolo Noi Le premiazioni del torneo di calcio 2017 che si è svolto al Circolo NoiGli adolescenti di Buttapietra in occasione di una gita

Buttapietra è un paese vivace, ricco di associazioni e di iniziative. In questo contesto si inserisce a pieno titolo il Circolo Noi dando un grosso contributo anche alla comunità civile: cerca di stimolare l’aggregazione durante il tempo libero, promuove iniziative culturali e sportive. Il tutto secondo lo spirito del volontariato che, come sostiene il presidente Renzo Cordioli, è «amore» e accoglienza degli altri, di tutti. «Ho quasi 51 anni», spiega Cordioli. «Da tre anni, dopo il rinnovo del direttivo, sono presidente mentre in precedenza ero il vicepresidente di Daniele Piacenza, che ringrazio molto per il lavoro svolto e per la sua attuale costante collaborazione. «Il nostro Consiglio è composto da dieci membri; inoltre abbiamo altri collaboratori, che non fanno parte del Consiglio, ma è come se lo fossero per il loro contributo quotidiano. Ogni membro del consiglio ha un proprio incarico, che cerca di svolgere creandosi intorno una piccola squadra». Quali sono le figure maggiormente significative nella vita del Circolo? «Comincerei da Francesca Bissoli, che io definisco la zia di tutti. Tutti la ricordano, da sempre, impegnata come catechista prima, e poi come coordinatrice della vita del Circolo; tiene i contatti con tutto il paese e gestisce i turni della sala giochi e tiene sotto controllo i vari eventi». «Un ruolo importante si è assunto Matteo Nascimbeni, responsabile del gruppo degli adolescenti e del teatro, insieme con Luca Bogoni; durante l’inverno, in occasione della Rassegna teatrale, e alla domenica pomeriggio, quando vi si svolgono partite di tombola giovani, predispone la sala. Da non dimenticare Michele Pellegrini, che garantisce la gestione del campo da calcio durante tutto l’anno e, in collaborazione con Carlo Manzini, tuttofare nel periodo estivo insieme a Marco Giarola, segue il torneo estivo. Altro personaggio storico è Sergio Marogna, un saggio che ci dà sempre dei buoni consigli e che lavora tantissimo insieme con Sergio Troiani. Tutti cari amici, che ringrazio di cuore». Quali sono gli ambienti del Circolo? «Quando, nel 2002, il parroco di allora don Egidio Maestrello, con l’aiuto della popolazione, decise di costruire questo complesso, dimostrò di avere gli occhi rivolti al futuro e alle necessità della nostra comunità. «Così abbiamo una vasta sala giochi; attigua c’è la sala che serve per i compleanni durante la stagione invernale; in estate i compleanni vengono festeggiati sotto il tendone offerto dalla famiglia Perbellini. Al piano superiore ci sono le otto aule per il catechismo e per altre iniziative. Sotto la sala giochi c’è un’altra chicca: il teatro, con 222 posti a sedere. In inverno vi si svolge la rassegna teatrale. «Poi c’è il campo di calcio», aggiunge Cordioli. «È stato il momento della svolta: anche il nostro don ha sposato l’idea di questo consiglio andando anche un po’ controcorrente, perché il costo sembrava un po' eccessivo... Il campo è quello del Circolo... Una volta era il classico campo in terra battuta all’ombra del campanile. Adesso è diventato un signor campo. È stato un costo, ma è stato anche un doppio investimento perché porta gente durante il giorno, che sono i figli nostri e, la sera, richiama varie squadre che chiedono l’utilizzo per i loro allenamenti e le loro partite. Gente e anche un certo introito per ripianare il debito. Il campo ha dato una marcia in più al Circolo». Continua il presidente: «Come associazione, cerchiamo sempre di stare in panchina nel senso che, finito il torneo di calcio a giugno, un paese un po’ muore. Allora lasciamo libero campo alle altre associazioni. Se, però, nessuno si muove, allora entriamo in azione noi. Per questo, siccome quasi sempre tocca a noi, da quest’anno avvieremo una nuova esperienza con una rassegna teatrale estiva all’aperto». Quali le iniziative in questo meraviglioso contesto? «Ne elenco alcune, nella certezza di dimenticarne altre. In inverno c’è la rassegna teatrale, molto frequentata, durante la quale la gente si diverte molto. Il giovedì sera, sempre a teatro, i giovani organizzano tombolate, per finanziare le loro iniziative. A San Martino c’è sempre la castagnata. Festeggiamo poi Santa Lucia; andiamo ad aspettarla alla stazione del treno e, con l’asinello che la trasporta, ci spostiamo alla chiesa e poi al circolo, dove offriamo cioccolata e vin brulé. Ad ogni bambino viene regalato un pensierino. Nella sera di San Silvestro il circolo è a disposizione delle famiglie. E ci sono varie altre iniziative durante l’anno». Collaborate anche con la parrocchia nell’organizzazione del Grest? «Sì, sì. Collaboriamo con il Gruppo del catechismo durante il Grest. Da quest’anno c’è una novità: i due Grest, quello parrocchiale e quello organizzato dalle Povere Sorelle della Divina Provvidenza, le suore di don Calabria, sono accorpati. E, altra novità, il Grest si farà al mattino dalle 7.30 alle 13». Come mai questo cambiamento? «Altra novità: il Grest durerà quattro settimane e non più tre. Il tutto per andare incontro alle necessità delle famiglie. Sarà coordinato da Sorella Roberta, la cui presenza è importante. Qui si fa tutto insieme: Circolo, parrocchia e Suore di don Calabria. Quest’anno, ogni settimana, un giorno il Grest parrocchiale e quello comunale si uniranno per dare la possibilità ai compagni e amici di incontrarsi e divertirsi. Una bellissima iniziativa!». Cosa caratterizza il Circolo Noi? «Da quando sono presidente le porte del circolo sono sempre aperte a tutti. Sono fortunato a guidare questo Circolo perché, anche a prescindere dalle opinioni personali, noi siamo un’associazione di volontariato. E il volontariato non ha colori, è solamente donare. Per questo le nostre porte sono aperte anche ad altre associazioni. Noi dobbiamo creare ponti e non muri. Le associazioni di Buttapietra sono tante, forse anche troppe. Manca però un coordinamento». Conclude Cordioli: «Noi, rispetto a tutte le altre associazioni, abbiamo un don che, coinvolto, non dice mai di no. E per questo lo ringraziamo. Anzi, c’è una grande sintonia tra noi e lui. Altra cosa importante del nostro Circolo è sempre stata la sua autonomia, pur nella collaborazione con il parroco. Prima il parroco era il presidente del Circolo. Attualmente segue il Circolo ma non lo condiziona. E poi, quando il parroco se ne va, l’attività del Circolo continua perché i volontari continuano nel loro impegno». •

Gian Battista Muzzi
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Giovani e adulti,
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Casa don Bosco, la vita
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«Noi», il volontariato che fa bene a Lazise
Teatro, corsi e cene: partecipare è bello
«Coinvolgere
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San Martino,
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Ivano e Lauro
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A Illasi il miglior
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fare gruppo
Don Luigi: «Lavoriamo
insieme per
la gioventù»
È il gioco di
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vincere il «Noi»
Il Perdon d’Assisi
all’origine
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Unità pastorale,
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Amanda, nata
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Grest, 200 giovani
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Quelli del «Noi»,
volontariato
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«Bar dei preti»,
qui batte il
cuore del paese
«Il Noi rende concreto
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La forza del
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questo il «cuore»
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