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Una vita in circolo

06.12.2017

«Nati dall’entusiasmo
anche senza un bar»

Don Arnaldo Piovesan
Don Arnaldo Piovesan

Don Arnaldo Piovesan, quando fu mandato a Sant’Anna d’Alfaedo nel 1994, aveva 43 anni ed era nel pieno delle sue forze. Infatti non solo gli fu affidata la parrocchia del centro ma addirittura altre sette parrocchie, che costituirono una delle prime Unità pastorali del Veronese: quella della Lessinia Occidentale. Non era solo; con lui altri sacerdoti, co-parroci, dovevano servire queste comunità sparpagliate sull’altopiano. Come raggiungerle, come creare un punto di riferimento soprattutto per i ragazzi e la gioventù? Sull’esempio di altre parrocchie, dopo essersi consultato con chi di dovere e i suoi collaboratori, pensò di dar vita al Circolo Anspi. L’adesione all’associazione nazionale dava garanzie circa l’aspetto fiscale e il riconoscimento legale, ma la finalità prima era quella pastorale e dell’aggregazione formativa. Era quasi una necessità imprescindibile, una modalità pastorale di «fare chiesa» valida e sperimentata che poteva dare dei buoni frutti. «Agli inizi degli anni Novanta», ricorda don Arnaldo, «nella diocesi di Verona erano molti i circoli-oratori che svolgevano attività di animazione del tempo libero per i ragazzi e giovani. Allora, dopo aver sentito il polso dei miei collaboratori in parrocchia, decidemmo di fondare il nostro Circolo e di associarci all’Associazione San Paolo Italia. «Le strutture a disposizione erano poche, ma la realtà parrocchiale di Ronconi era ben dotata e questo ci faceva ben sperare. Aprire il Circolo con il bar? Neanche a pensarci perché nella piazza antistante la chiesa ce n’erano già altri. E chi ha mai detto che per fare un Circolo serva il bar? «Con grande entusiasmo partimmo ad organizzare il Grest e poi i campi scuola. La partecipazione fu subito corale e fummo invogliati a continuare», ricorda il fondatore del Circolo. «A queste iniziative se ne aggiunsero ben presto altre. Ricordo ancora le molte rappresentazioni teatrali, che noi offrivamo alla gente in piazza, dal momento che non avevamo neppure il teatro. Molti ancora oggi se le ricordano». Furono anni di grandi iniziative e di soddisfazioni. «Poi il vescovo mi trasferì a Monteforte d’Alpone...». Ma il suo coraggio e la sua forza hanno lasciato il segno: il circolo continua a crescere. Ora è al Chievo dove regge la parrocchia di Sant’Antonio, ma ricorda con simpatia i sette anni trascorsi a Sant’Anna d’Alfaedo e l’entusiasmo con il quale partì l’esperienza del Circolo.•

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