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18 novembre 2018

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Una vita in circolo

26.02.2018

La forza del
volontariato fa
crescere la parrocchia

L’abate don Roberto Bianchini
Alcuni volontari nello stand delle bevande alla Fiera del riso
La sfilata delle mascherine per la festa di  CarnevaleRagazzini a tavola alla cena di San Silvestro all’interno del Circolo
L’abate don Roberto Bianchini Alcuni volontari nello stand delle bevande alla Fiera del riso La sfilata delle mascherine per la festa di CarnevaleRagazzini a tavola alla cena di San Silvestro all’interno del Circolo

Il parroco don Roberto Bianchini, nato a Bovolone nel 1957 e ordinato sacerdote nel 1984, guida la parrocchia di Santo Stefano di Isola della Scala dal 2008. Come tutti i parroci che l’hanno preceduto si può fregiare del titolo di Abate. Quale giudizio dà della sua parrocchia e del tipo di spiritualità che la caratterizza? «È una comunità viva quella di Isola, ricca di una molteplicità di gruppi. Le sue radici religiose sono profonde e, nonostante l’evidente disaffezione nei confronti della chiesa che caratterizza anche i nostri territori, la nostra apertura verso tutti si manifesta in ogni iniziativa che proponiamo. Un esempio è dato dalla Consulta che raccoglie i gruppi parrocchiali e quelli che con noi vogliono collaborare. È una realtà molto bella. Tra le tante iniziative mi piace ricordare quella dell’accoglienza dei profughi gestita da una équipe di famiglie in collaborazione con la Caritas, per il loro inserimento». Come avete organizzato l’annuncio del messaggio evangelico? «La catechesi è un momento importante del nostro ministero. Comincerei con il ricordare la catechesi per i genitori che chiedono il battesimo per i loro bambini. C'è poi l'Iniziazione Cristiana rivolta ai ragazzi delle elementari e delle medie. Per le classi delle elementari il catechismo si svolge in modo abbastanza tradizionale ogni 15 giorni il giovedì e sabato e i ragazzi sono seguiti da una quarantina di catechisti; anche per la prima e la seconda media il catechismo è quello tradizionale. Questi ragazzi sono seguiti da una ventina di catechisti per un’ora alla settimana, il venerdì. I ragazzi della terza media e i preadolescenti si incontrano con gli animatori. Per gli adolescenti, invece, che sono 110, l’incontro è il giovedì: dalle 19.30 alle 20.15 c’è una Cena comunitaria, alle 21 c'è l’incontro con gli animatori. Da quest’anno devo ricordare che questi incontri si svolgono in collaborazione con le parrocchie di Pellegrina, Erbè e, naturalmente, Isola, che costituiscono parte della futura Unità pastorale. Un altro momento importante riguarda la preparazione dei fidanzati al matrimonio; è un percorso particolare guidato da un équipe formativa». Ma tutta la struttura organizzativa parrocchiale come si regge? «Si regge sul volontariato. Sono circa 250 i volontari, divisi per gruppi, che gravitano intorno alla parrocchia e ogni gruppo ha il suo ruolo; ricordo in particolare i volontari che accudiscono la chiesa, i lettori, i ministri dell'eucaristia. Ricordo, inoltre, che tre sono i cori che impreziosiscono le nostre funzioni religiose: c'è il coro dei bimbi, il coro dei giovani, e la corale. Senza dimenticare una quarantina di chierichetti». Avete iniziative particolari che manifestino il senso della comunità e i segni della fede del passato? «Innanzitutto abbiamo dei gruppi di preghiera. Inoltre abbiamo due associazioni legate ai fratelli Corrà. Flavio e Gedeone Corrà nacquero Salizzole, ma poi si trasferirono e vissero ad Isola della Scala. Entrarono nell’Azione Cattolica e si adoperarono in parrocchia in opere di sostegno ai più bisognosi. Con motivazioni profondamente cristiane decisero di arruolarsi nella lotta di Liberazione, che li portò a morire nel campo di concentramento tedesco di Flossenbürg. Ai due fratelli è stata conferita la laurea honoris causa ed è in atto il processo di beatificazione. Queste associazioni hanno un forte legame con la missione di Goruè in Mozambico». Negli ambienti della parrocchia è, inoltre, presente la scuola dell’infanzia Don Antonio Adami, «un sacerdote maestro (1881-1959) che nel mondo della scuola di Isola ha fatto molto», spiega l’Abate. «Un mio predecessore, mons. Giorgio Scarsini, ha fondato nel 1978 “La Piccola Fraternità” a Isola. In seguito ne ha create altre in numerose parrocchie e diocesi, per l’accoglienza di persone diversamente abili». Durante l'estate anche voi naturalmente organizzate il Grest per i bambini... «Sì, senz'altro. Con il circolo Noi organizziamo il Grest, al quale partecipano 180 ragazzi seguiti da 70-80 animatori. Il nostro Grest si svolge solo nel pomeriggio dalle 15 alle 18.30 e dura 4 settimane, dal 10 giugno a metà luglio». «Ma la nostra parrocchia», aggiunge, «ha la fortuna di avere a Caorle una grande colonia, la Casa Maria Assunta. Inizialmente un altro mio predecessore, mons. Fontana, aveva acquistato una prima casa a Jesolo; successivamente con mons. Gianni Ballarini fu fatto il passaggio a Caorle. «In questa enorme casa per vacanze l’inizio e la fine della stagione sono riservati ad anziani e famiglie. Si susseguono poi gli ospiti della Piccola Fraternità e i gruppi degli sposi. Quattro turni li occupano i ragazzi delle elementari, delle medie e delle superiori in collaborazione con le parrocchie vicine. Durante l’estate passano complessivamente 1.250 persone. Si può solo immaginare il lavoro dei volontari... Torno a sottolineare che la nostra parrocchia vive per il volontariato. Ed io ringrazio tutti per il lavoro che svolgono». • G.B.M.

G.B.M.
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