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Una vita in circolo

12.11.2017

L’alleanza degli adulti
che fa crescere i ragazzi

Un «selfie» dei ragazzi che hanno partecipato al Grest di PedemonteI ragazzi di Pedemonte che partecipano al Grest del Circolo Noi sotto il tendone in piazza
Un «selfie» dei ragazzi che hanno partecipato al Grest di PedemonteI ragazzi di Pedemonte che partecipano al Grest del Circolo Noi sotto il tendone in piazza

Vicini ai giovani e alle loro famiglie, aprendo la catechesi al paese, anzi portandola fuori dalla chiesa, nelle case, in mezzo alla gente. Una sfida per don Alessandro Castellani: in un paese di circa 3.500 abitanti, coloro che partecipano alla vita della comunità attraverso la liturgia e in altri momenti forti dell’anno liturgico sono 700-800. Altri, spiega il sacerdote, «pur vivendo personalmente la scelta della fede, fanno più fatica a partecipare alla vita della parrocchia limitandosi a frequentare la messa. Una buona percentuale vive la parrocchia solo come collocazione geografica; altri ancora sono completamente estranei alla sua vita. Tuttavia, precisa don Alessandro, «a Pedemonte è viva una notevole realtà associativa che testimonia una radicata capacità relazionale».

Nato a Bussolengo nel ’72, don Castellani è stato ordinato sacerdote nel 1997. é stato curato a Isola della Scala, poi nella parrocchia di S. Maria in Organo ha seguito la pastorale giovanile per cinque anni. In seguito è stato nelle parrocchie di Spininbecco e Carpi di Villa Bartolomea. Dal 2013 regge San Rocco.

Come è stata impostata la catechesi in parrocchia? «Noi abbiamo “descolarizzato” il catechismo. La catechesi non può essere una “scuola di dottrina”, ma è iniziazione alla vita cristiana», ricorda il parroco. «Non deve servire ad insegnare dei contenuti ai bambini, deve accompagnarli alla scelta di uno stile di vita cristiano. Ma i ragazzi non possono fare da soli; serve un terreno fecondo, quello della famiglia, nella quale camminare insieme».

Come mai insiste tanto sulla famiglia?

«La catechesi», sottolinea il parroco, «non può essere l’iniziativa di alcuni esperti, delegati dalle famiglie, a istruire e addestrare i ragazzi. È invece un cammino che passa attraverso la famiglia. Ecco perché il servizio della parrocchia verso gli adulti è oggi più necessario del servizio verso i piccoli. Infatti tanto più i grandi saranno permeati di Vangelo, tanto più anche i piccoli ne respireranno lo spirito».

Se questi, in sintesi, possono essere considerati i fondamenti teorici su cui si fonda il rinnovamento della catechesi nella vostra parrocchia, quali sono in concreto le modalità operative? «Stiamo passando dall’attività di una-due catechiste per gruppo-classe ad un'équipe, composta da catechisti con esperienza consolidata e genitori», spiega don Alessandro. «Il gruppo dei ragazzi di età omogenea deve essere limitato. Dell'équipe fanno parte i genitori i cui figli partecipano al gruppo.

«Il compito dei catechisti è prevalentemente indirizzato alla gestione del gruppo degli adulti: prima di occuparsi dell’attività con i bambini, l’equipe è il luogo di incontro e di confronto, di formazione e di crescita, degli adulti che la compongono. Una seconda scelta riguarda il calendario. I classici incontri settimanali sono stati sostituiti da incontri legati al calendario liturgico: Quarant’Ore e Tutti i Santi; Avvento e Natale, Quaresima e Pasqua, Pentecoste».

Dove si svolgono gli incontri? «L’altra scelta innovativa riguarda l’ambiente», annota don Alessandro. «Come luogo per la vita del gruppo, nel limite del possibile, è opportuno che alcuni incontri tra i ragazzi si svolgano presso una delle loro abitazioni, con la presenza dell’intera équipe catechisti-genitori. Per i ragazzi sarà così più facile cogliere il senso “domestico”, quotidiano della fede; potranno sperimentare l’accoglienza e l’ospitalità. Inoltre l’esperienza dice che è più facile ottenere il rispetto reciproco, l’attenzione, la disciplina.

«C’è poi un ulteriore impegno da parte dell’équipe: quello della preparazione e dell’animazione della messa domenicale in base al turno assegnato. Si tratta di leggere insieme la Parola di Dio, aiutando i ragazzi a comprenderla ed interiorizzarla, e provando a individuare un semplice segno adatto da proporre a tutti durante la messa. La messa domenicale, sul piano comunitario, favorisce anche l'incontro delle famiglie».

Per gli adolescenti e i giovani cosa propone la parrocchia? «La catechesi non termina con il sacramento della Cresima», sottolinea il parroco; «anzi il cammino continua per il “Gruppo Adolescenti”, ai quali proponiamo un incontro al lunedì su temi adatti all’età, con varie attività. Altrettanto si fa per i giovani dalla quarta superiore in su, che sono invitati alla gestione del gruppo stesso».

Durante l’estate quali attività offrite ai ragazzi?

«Due sono le offerte: il Grest e i campi scuola. Il Grest, quest’anno, si è svolto dall’11 al 30 giugno in collaborazione con il circolo Noi. Vi hanno partecipato i ragazzi dai 6 ai 12 anni, tutti con la tessera del Circolo. Si è svolto presso le strutture parrocchiali; alcune attività si sono tenute nel plesso scolastico della scuola primaria e nel parco pubblico in piazza degli alpini. Il direttore era un laico incaricato dal parroco e i ragazzi erano seguiti da un gruppo di animatori».

I campi scuola sono organizzati dal circolo Noi e durano una settimana, nel Villaggio di Gorgusello. Quest’anno si sono svolti dal 23 al 29 luglio per i ragazzi delle classi quarta e quinta della scuola primaria; dal 30 luglio al 3 di agosto per la seconda e terza classe sempre della primaria; dal 20 al 27 agosto per le classi della scuola media.

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