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25 settembre 2018

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Una vita in circolo

19.12.2017

L’alleanza con figli
e genitori decisiva
per rilanciare la fede

Il Carnevale all’interno del Circolo Noi
Il Carnevale all’interno del Circolo Noi

Don Andrea Manara, originario di Palazzina, la frazione di Verona al confine con San Giovanni Lupatoto, è stato ordinato sacerdote nel 1995. Il suo primo incarico pastorale si è svolto nella parrocchia di Zevio (1995-99); in seguito è stato a Pescantina fino al 2003 e, per altri tredici anni, nella parrocchia di San Giovanni Evangelista. Dal 2016 regge le parrocchie di San Martino di Tours ad Avesa e di Montecchio di Negrar. Abbiamo raccolto le sue impressioni e le sue considerazioni sulla realtà parrocchiale. «Complessivamente le due comunità che mi sono affidate», spiega don Andrea, «superano i quattromila abitanti. La situazione, dal punto di vista religioso e pastorale, non si discosta molto da quella delle altre parrocchie della città e dell'hinterland; nel senso che i cosiddetti praticanti, in base ad una nostra indagine, si aggirano intorno al 16-17 per cento dell'intera popolazione. Il fenomeno dell'abbandono della pratica religiosa», continua, «è ormai da anni diffuso in tutta la chiesa italiana e il nostro compito è reso particolarmente difficile; siamo alla ricerca, tutti, di un nuovo spirito e di nuove modalità pastorali per accostare la gente e trasmettere il messaggio evangelico. E non è una cosa facile». Osservando attentamente la realtà parrocchiale si può dire che esistono tre categorie di pratica religiosa: «Quella di coloro che frequentano la chiesa secondo lo spirito tradizionale», precisa il parroco, «quella di coloro che vorrebbero la chiesa più presente nelle realtà socio-culturali della società (ed io la definirei un po' rivoluzionaria) e quella di persone ben formate che partecipano a gruppi di maggior impegno cristiano come l'équipe di Nostre Dame, di CL, dei Focolarini e dei Neocatecumenali. Questi gruppi sono presenti nella vita della parrocchia e danno un importante contributo». In questo periodo di incertezza ogni parrocchia sperimenta nuovi tentativi anche nella catechesi per i bambini e i ragazzi. Voi come l'avete organizzata? «Per alcune classi della scuola primaria e della secondaria», spiega don Andrea, «proponiamo degli incontri una volta al mese la domenica mattina (il catechismo seguito dalla messa) e riscontriamo una partecipazione positiva quando ad accompagnare i figli ci sono i genitori. Certamente si ottiene di più quando le famiglie sono anch'esse partecipi». Per le altre classi, invece, il catechismo si svolge durante la settimana: «Per i ragazzi delle medie l'incontro è al lunedì pomeriggio, per i bambini delle elementari il giovedì. Per i trenta-quaranta adolescenti proponiamo degli incontri il martedì sera. Stiamo anche pensando ad alcune iniziative da mettere in cantiere per i giovani nella prospettiva della futura Unità pastorale». Un ruolo importante nella formazione dei ragazzi svolge anche il gruppo degli scout (Verona 20) che ha la sede presso Santa Maria Ausiliatrice. «Valutando la situazione complessiva pensiamo che il ruolo delle famiglie sia fondamentale ed è per questo che confidiamo anche nel Circolo Noi», sottolinea don Andrea. Allora il Circolo Noi può dare un contributo in questo percorso? «La finalità del Circolo Noi-San Martino è eminentemente quella di riempire il tempo libero dei suoi associati, bambini, ragazzi, adolescenti, giovani, adulti e famiglie. Ma il direttivo del Circolo ha ben presente che le sue finalità si raggiungono compiutamente solo se riesce a fare da tramite tra la parrocchia e le giovani famiglie per coinvolgerle anche nel cammino formativo della catechesi». G.B.M.

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