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Una vita in circolo

06.12.2017

Investire sui giovani,
la sfida della Pigna

I ragazzi del campeggio delle scuole medie a Cima Telegrafo, sul monte Baldo
I ragazzi del campeggio delle scuole medie a Cima Telegrafo, sul monte Baldo

Il presidente di un circolo Noi è una persona normale, ma deve avere una marcia in più. Prima di tutto perché ha ottenuto la fiducia del direttivo, ma anche perché non può badare al tempo che deve dedicare all’organizzazione delle attività, deve essere disponibile in ogni momento. Dal presidenteci si aspettano proposte, capacità relazionali e di traino. Insomma, chi si assume una responsabilità del genere deve mettere in conto di esporsi anche personalmente. Questa persona a Sant’Anna d’Alfaedo c’è, ed è Flavia Morandini, una donna vivace e tenace che regge le sorti del Circolo Noi «La Pigna» (la montagna deve pur far sentire la sua presenza!) dal 2008. Una donna di polso, che fa capire subito cosa pensa del rapporto tra la parrocchia e il Circolo. «Quando don Arnaldo lasciò Sant'Anna», esordisce Flavia nel raccontarci gli inizi della sua presidenza, «in parrocchia abbiamo assistito al susseguirsi di parecchi sacerdoti. Nel 2002 il Circolo passò all'Associazione Noi Verona ma, formalmente, i parroci erano sempre anche presidenti del Circolo. Per evitare l'immaginabile discontinuità nelle scelte operative di quel periodo, si decise che il presidente fosse un laico. Con ciò non volevamo una impossibile autonomia del Circolo rispetto alla parrocchia, bensì un coinvolgimento dei collaboratori laici nella gestione e programmazione del Circolo, sempre in sintonia con il parroco, in qualità di consigliere e assistente spirituale». La presenza di Flavia Morandini nelle attività del Circolo risale agli anni Novanta del secolo scorso, al fianco di don Arnaldo, e con la collaborazione dell’amica Albertina Peretti. Una lunga militanza, perciò. Che non le ha fatto venir meno l’entusiasmo e la dedizione. «Il Circolo Noi La Pigna», continua a spiegare la presidente, «ci permette di mettere in campo molte attività e di dar visibilità all'Unità pastorale. Perché noi operiamo in stretto contatto con le parrocchie, anzi ne siamo un po' il braccio operativo laico. Tant'è vero che, con i volontari del Circolo, realizziamo le manifestazioni educative e formative della parrocchia». Cominciamo dal Grest. «È un’iniziativa ormai più che ventennale e riscuote sempre un buon successo. Le famiglie ci affidano volentieri i loro figli perché sanno che sono in buone mani», sottolinea Flavia Morandini. «Il clima in cui vivono i ragazzi è sereno e le proposte educative sono serie. Il Grest si svolge in luglio nella parrocchia di Ronconi, dove abbiamo a disposizione un salone, delle stanze parrocchiali e un campo di calcio a undici. È frequentato da circa un centinaio di bambini e dura tre settimane; li seguono una cinquantina di animatori adolescenti e sette-otto adulti. La presenza degli animatori è doppiamente utile: agli adolescenti, che mettono alla prova le proprie capacità, e ai bambini, che possono vedere in loro un esempio da seguire. Per radunare i bambini delle varie parrocchie abbiamo organizzato il servizio di raccolta con un pullman e un pulmino, il cui costo ci viene in parte alleggerito dal contributo dei comuni di Sant'Anna e di Fumane». L’altra proposta che parrocchia e Circolo offrono alle famiglie è il campo scuola, per le classi terze, quarte e quinte della scuola primaria (30 bambini), organizzato nella parrocchia di Giare. Per i ragazzi delle medie seguiti da sette-otto animatori, il campo si svolge a Ferrara di Monte Baldo. Se queste sono le iniziative estive bisogna ricordare anche che durante l’anno, il sabato sera dopo la messa, i ragazzi delle medie possono incontrarsi par gustare insieme una pizza al taglio e assistere alla proiezione di un film. La domenica pomeriggio vengono organizzati dei giochi per i ragazzi delle elementari in palestra, che si usa grazie ad una convenzione con il Comune. «Sono iniziative piccole, se si vuole», aggiunge la presidente, «ma servono a creare delle relazioni serene che sfociano spesso in amicizie durature. E, dal momento che il Comune già organizza molte altre iniziative attraverso i servizi sociali, noi pensiamo che il nostro compito debba rivolgersi soprattutto verso i ragazzi. Il mio desiderio, in particolare, è quello di creare uno “spirito da oratorio”, nel senso buono e profondo del termine. Se un Circolo non investe sui ragazzi e sugli adolescenti diventa il Circolo dove si gioca a carte, per gli anziani». La signora Flavia ricorda che per alcuni anni il Circolo ha gestito il teatro comunale. In quegli anni furono fatte molte iniziative anche culturali, ma è acqua passata. «E noi, allora, ci buttiamo su altri momenti culturali e iniziative che coinvolgono ragazzi e famiglie come il Concorso dei presepi, che riscuote un buon successo».•

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