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Una vita in circolo

04.02.2018

Il sogno di don
Guerrino è realtà

La sala giochi del Circolo Noi
La sala giochi del Circolo Noi

Il sogno di un parroco all’altezza della sua missione si erge, concreto, a Bussolengo. Si tratta del Centro sociale parrocchiale a due passi dal centro del paese. L'oratorio di Bussolengo era situato di fronte alla chiesa parrocchiale, dove oggi ha sede l’amministrazione comunale. Erano gli anni Settanta e la società era in fermento: l'economia, grazie ad una concentrazione di piccole e grandi aziende calzaturiere, viaggiava florida verso un avvenire che si sperava prosperoso. Il mondo giovanile sognava nuovi orizzonti libertari e s’impegnava nella vita civile e religiosa con generosità e una certa spavalderia. Per dare un indirizzo a questi fenomeni sociali il parroco don Guerrino Chiavelli, attento ai bisogni materiali, sociali e formativi della sua gente, ideò un centro per offrire agli operai una mensa a prezzo politico e al mondo giovanile un punto di riferimento nel quale concentrarne gli slanci. Un ambiente, perciò, che non aveva niente a che fare con i Centri sociali, fenomeno di aggregazione nati nell'alveo culturale della sinistra o destra extraparlamentare, negli anni Settanta. Per parecchi anni fu il centro di accoglienza dei giovani, fulcro di mille iniziative educative e ricreative; con il passare degli anni e il sopraggiungere di mutamenti sociali e culturali le attività del Centro andarono rallentando anche a causa di problemi gestionali. Fino a quando giunse il parroco don Luigi Magrinelli che, con un gruppo di volonterosi attenti, come lui, ai problemi giovanili e dell’oratorio, creò nel 1992 il Circolo Anspi «Pier Giorgio Frassati» con l’intento di rilanciare il Centro sociale parrocchiale come luogo d'incontro, di aggregazione, gioco e formazione cristiana. Dopo dieci anni di rinnovato slancio, nel 2002, ci fu il passaggio dall’Anspi al Noi, Oratorio e Circoli di Verona. Dopo parecchi anni di lavoro intenso, di fatica e anche di delusioni ma, soprattutto, molto impegno da parte dei volontari che hanno dedicato il loro tempo libero per mantenere l'ambiente accogliente e stimolante per i giovani e per tutta la comunità, nel 2008 il Centro è stato rinnovato. Si è partiti dal piano terra e si sono sistemati il bar ed i bagni vicino alla biblioteca. Si sono rifatti completamente tubature e impianti idrici come pure gli impianti elettrici. L'ingresso al bar è stato spostato; si sono allargati e completamente rifatti i bagni; sono state create due zone distinte: la prima dedicata ai giochi con uno spazio per i più piccoli ed una zona adibita alla consumazione con uno spazio specifico per la lettura. Sono stati rifatti i pavimenti, è stato inserito un contro soffitto fonoassorbente, si è ritinteggiato tutto ed è stato sostituito l’arredo ad eccezione del bancone che ha subito un restyling per armonizzarlo all’ambiente. Alla conclusione dei lavori don Giorgio così ringraziava tutti: «Ora la struttura è di nuovo adeguata ai tempi: è stato il Consiglio Pastorale Parrocchiale che ha riflettuto e quindi deciso di intervenire. È stato il Circolo Noi “Pier Giorgio Frassati” che ha reso operativa la decisione. Sono state tante persone che hanno messo mano concretamente e si sono rese disponibili per rendere gli ambienti belli, accoglienti, funzionali. Non resta che adeguare anche la proposta perché tanti che possono passare da qui trovino un ambiente formativo. Le famiglie, i ragazzi, i giovani, gli anziani si riapproprino di ciò che è loro e diventi ancora un punto di riferimento importante per il presente e il futuro di Bussolengo. «Ai tanti che hanno contribuito alla riforma, il nostro sincero e riconoscente “grazie”. Mi si permetta di ricordare una benefattrice che con il suo lascito ha permesso, senza grossi aggravi economici per la comunità, di eseguire i lavori: la signora Lina Castellani. Là dal cielo ci guarderà con quel suo cipiglio burbero, capace a volte di nascondere un animo nobile e, sotto sotto, tenero e buono. E sorriderà bonariamente soddisfatta, vedendo che i suoi beni materiali, anche dopo la sua morte, hanno fatto un gran bene alle generazioni a lei successive. Che Dio le renda merito!». • G.B.M.

G.B.M.
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