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Una vita in circolo

26.11.2017

«Il punto di riferimento? Siamo Noi»

La grande festa di Carnevale del 2011 all’interno del Circolo Noi
La grande festa di Carnevale del 2011 all’interno del Circolo Noi

Un gruppo ben assortito, quello del Circolo Noi «Il Faro», fatto di persone che lavorano insieme. Perchè l’unione fa la forza, e i risultati si vedono. L’esempio arriva dal Gruppo Sport, di cui è responsabile Sergio Lucchini, 52 anni, aiutato da altri volontari. «Le esigenze dei giovani, che fino alla ristrutturazione degli impianti sportivi erano rimaste sopite, sono esplose e si sono manifestate pienamente in questi ultimi cinque anni.

«È stato necessario creare un gruppo apposito al quale affidare la gestione giornaliera della struttura. Il gruppo cura gli impianti e raccoglie le prenotazioni; perchè le richieste delle squadre, locali e non, sono numerose. Le nostre strutture sono completamente a norma e desideriamo che vengano rispettate tutte le regole sportive e di buona convivenza. Abbiamo, naturalmente, l'illuminazione per manifestazioni serali e notturne e i regolamentari spogliatoi.

«Gli impianti sono destinati ai soli tesserati», precisa, «ma dal momento che la situazione sociale è particolarmente complessa, il direttivo ha deciso che, durante il pomeriggio, tutti possano accedervi secondo lo spirito di accoglienza che anima il Circolo. Tocca a noi del “Gruppo sport” organizzare tornei di calcio e tennis durante l'anno; e offriamo a chi lo desidera, a prezzi calmierati, dei corsi di tennis per ragazzi e adulti con la presenza di un insegnante».

E la risposta? «È sempre alta e questo ci impegna a dare servizi puntuali e sempre all'altezza della situazione».

Vittorio Ferri, 55 anni, è attivo nel Circolo fin dall'inizio. «Anzi, sono uno dei fondatori del Circolo. In questi ambienti ho visto passare e ho vissuto tutte le attività e tutte le esperienze. Sono sempre stato membro del direttivo e all'interno di questo organismo ho sempre rilevato un grande spirito di collaborazione. Ed ho notato che tutti, secondo le loro capacità e caratteristiche personali, hanno dato il massimo».

Un’altra volontaria è Cornelia Baschera, tesoriere: «Noi del Circolo, dal momento che manca il curato, tentiamo di fare il suo “lavoro”.

Siamo in giro per il paese, visitiamo le famiglie e ascoltiamo i loro bisogni e desideri. Poi, compatibilmente con le nostre forze e le nostre possibilità, elaboriamo delle risposte sperando che siano gradite. Alla vigilia di santa Lucia, per esempio, passiamo in ogni famiglia dove sono presenti dei bambini e a tutti, proprio a tutti, lasciamo un regalino».

«A Roncolevà non c'è un bar», aggiunge Mara Meneghello. «È un paese che si sta sempre più rimpicciolendo e, per gli anziani, non esiste un ritrovo, un momento aggregativo anche solo per giocare a carte. Credo che la solitudine sia una brutta bestia contro la quale combattere. Noi del Circolo “Il Faro“ abbiamo, perciò, pensato di offrire loro, almeno nella sera di San Silvestro, l'opportunità di incontrarsi, di scambiarsi gli auguri mangiando qualcosa insieme. Da dieci anni si è instaurata questa tradizione; e tende ad allargarsi anche in altre occasioni. Sempre più frequentemente».G.B.M.

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