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Una vita in circolo

26.11.2017

«Il Faro» da dieci anni illumina Roncolevà

I ragazzi partecipanti al campo giovani «Noi in gioco» pronti per il pranzo
I ragazzi partecipanti al campo giovani «Noi in gioco» pronti per il pranzo

Il Circolo Noi «Il Faro» di Roncolevà (Trevenzuolo), in questi giorni compie dieci anni. Infatti, muoveva i primi passi nel 2006 per la volontà e l'impegno di un gruppo di giovani, stimolati dalla presenza dell'Associazione nelle altre due parrocchie della nascente Unità pastorale di Trevenzuolo e Fagnano. Il loro intento era quello di creare un luogo d'incontro ricreativo, sociale e sportivo. Da qui il nome «Il Faro», un punto di approdo per avvicinarsi a un ambiente con sani principi morali e cristiani. ll parroco di quegli anni era don Franco Bontempo.

Il vecchio cinema-teatro parrocchiale fu totalmente ricostruito e diventò la sede del Circolo, che si affiliò al Noi Provinciale il 19 gennaio 2007; il primo presidente fu Gianluca Borelli. Il direttivo dell'epoca fece una prima indagine sulla realtà sociale e ne individuò i bisogni. Bisognava impegnarsi sui giovani, gli anziani, le famiglie e l'integrazione degli stranieri.

Le prime attività erano rivolte a tutte le fasce di età: tombole, feste per bambini, biciclettate, serate culturali, momenti ricreativi, gite, proiezione di film, incontri di formazione per famiglie. La partecipazione era buona anche grazie ai momenti condivisi con gli altri due circoli dell'Unità pastorale.

Nel 2010 si rinnova il direttivo e presidente diventa Stefano Benedetti. Quali sono stati i primi impegni che vi siete assunti? «Dopo i primi anni dell'“infanzia"», spiega Benedetti, «il Circolo era entrato negli anni della maturità. Per dare risposte puntuali e specifiche alle nuove esigenze della comunità abbiamo elaborato alcuni progetti importanti e sono nati il “Gruppo Sport”, il “Noi in Gioco” con il Campo estivo per ragazzi e giovani, “Expolevà” per momenti di integrazione con le famiglie degli stranieri, serate teatrali e le gite culturali».

Questi progetti, continua il presidente, «sono andati maturando pian piano dopo che avevamo notato come i classici calcetti, il ping pong e i giochi da tavolo non attiravano più i giovani. Così abbiamo iniziato a pensare alla sistemazione degli impianti sportivi, abbandonati da tempo. Ottenuti alcuni aiuti regionali e con fondi del Circolo abbiamo affrontato l'impresa. Nel 2012 abbiamo inaugurato il nuovo campo di calcio e il campo da tennis, entrambi con erba sintetica. Alla giornata inaugurale», conclude Benedetti con soddisfazione, «erano presenti Pierino Fanna e Osvaldo Bagnoli, vecchie glorie del Verona campione d'Italia e l'ex nazionale Damiano Tommasi».

Completata la ristrutturazione, gli impianti sportivi sono passati in gestione al «Gruppo sport» che ha iniziato a sviluppare una serie di iniziative: tornei estivi di calcio maschile a cinque e anche tornei femminili molto apprezzati. Nel campo da tennis sono partiti anche i corsi per bambini e adulti.

«Alcuni membri del direttivo, provenienti dall'associazionismo scout (presente a Roncolevà fino al 1996)», continua nella sua presentazione Stefano Benedetti, «hanno poi costituio il Gruppo “Noi in gioco” dando vita ai campi estivi per i ragazzi dell'Unità Pastorale. Siamo al settimo anno consecutivo; in questo modo durante l'estate ragazzi e giovani tesserati hanno la possibilità di passare una settimana di crescita umana e di fede in un luogo di montagna, accompagnati da un'équipe numerosa e preparata di animatori. I più grandi, invece, hanno affrontato un campo in bici in Val Pusteria e un campo in Sicilia con l'associazione Libera di don Ciotti».

Come detto, altre esperienze coinvolgenti e che offrono l'occasione di maggior conoscenza tra i soci sono le gite. «Siamo passati da passeggiate sui nostri monti della Lessinia a gite di più giorni nelle più belle città d'Italia, da Roma a Venezia e Assisi», ricorda Benedetti. «Per il 2018 è in programma Firenze. Devo ricordare che circa il 30 per cento della popolazione della nostra parrocchia è costituito da immigrati, richiamati dalla richiesta di manodopera nelle campagne o da aziende come Aia. Questa realtà sociale composita ci ha spinti ad un'iniziativa particolare.

«Mentre a Milano nel 2015», ricorda Benedetti, «era in atto l'Expo noi, qui in paese abbiamo organizzato “Expolevà”, un pranzo multietnico preparato da sette nazionalità diverse. I vari concittadini si sono presentati con i costumi tipici e ognuno ha presentato il proprio Paese d'origine. Da qui è nata una maggior conoscenza di queste famiglie che continua nel tempo con aiuti reciproci. Ricordo che fino al mese scorso (ora trasferito per motivi di lavoro) del direttivo ha fatto parte per 5 anni, Daniel, giovane nigeriano».

A Roncolevà non c'è il teatro ma, nel salone polivalente, si organizzano serate teatrali e musicali. «Sono intervenuti personaggi di spicco come Roberto Puliero. Abbiamo ospitato il "Gruppo del Cancel" nel quale recitano ipovedenti e il gruppo Teatrale dell'Università del tempo libero di Isola della Scala, realtà attente al sociale».

Il Circolo «ha un'attenzione particolare per le povertà e le necessità vicine e lontane. Cito due casi abbastanza emblematici: abbiamo un'adozione a distanza con l'Associazione Fratelli Corrà di Isola della Scala e i proventi del canto natalizio della Santa Notte lo scorso anno sono andati alla parrocchia di Arquata del Tronto di don Louis, il quale in primavera è venuto a ringraziarci di persona».

Quali prospettive e aspettative avete per il futuro? «Il futuro ci vedi impegnati a mantenere il quotidiano, che non è poco! Comunque stiamo elaborando grazie all'aiuto di persone competenti e con la collaborazione economica dell'Amministrazione comunale di Trevenzuolo, uno spazio d'incontro per i nostri anziani che non sia solo un momento di gioco della tombola e briscola. Altro aspetto che vogliamo aumentare», conclude il presidente, «è la collaborazione con gli altri gruppi locali. Molti piccoli paesi, e tra questi anche il nostro, stanno spopolandosi. Solo mettendoci insieme si riescono a costruire iniziative valide e partecipate».

Gian Battista Muzzi
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