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25 settembre 2018

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Una vita in circolo

26.03.2018

Il Circolo? «Una
grande risorsa
educativa»

Don Piergiorgio SoardoL’ingresso del Circolo Noi, dietro la chiesa
Tutti sui gommoni, pronti per la discesa sul fiumeUna riunione degli animatori del Grest parrocchialeBambini che partecipano al doposcuola
Don Piergiorgio SoardoL’ingresso del Circolo Noi, dietro la chiesa Tutti sui gommoni, pronti per la discesa sul fiumeUna riunione degli animatori del Grest parrocchialeBambini che partecipano al doposcuola

Don Piergiorgio Soardo è nato a Verona nel 1956 ed è stato ordinato sacerdote nel 1981. Dopo due anni trascorsi nella parrocchia di Santa Maria Regina ha ricevuto l’incarico di educatore in seminario dove, poi, ha assunto il ruolo di insegnante di filosofia della religione. Dal 1995 al 2000 è stato parroco a Santo Stefano; trasferito a Bussolengo nella parrocchia di Cristo Risorto vi è rimasto per una quindicina d'anni. Dal 2015 regge la parrocchia di San Michele Extra. Lo affianca, come collaboratore, don Gabriele Bordoni, altro docente dello Studio teologico di San Zeno. La parrocchia di San Michele (4.500 abitanti) è inserita in uno storico quartiere della città. La popolazione è, in buona parte, costituita da anziani, anche se non mancano le famiglie giovani e c’è un bel gruppo in una parrocchia che in questi anni ha visto l’arrivo di stranieri, che superano il 20% della popolazione e che sono la fascia più povera, anche se ciò non ha creato grossi problemi sociali. «Dal punto di vista pastorale», dice don Piergiorgio, «la situazione della nostra parrocchia non si discosta molto da quella della città: la frequenza alle funzioni religiose è andata diminuendo e possiamo calcolare che la partecipazione coinvolga il 15-20% della popolazione. Certo, anche tra gli stranieri ci sono alcuni cattolici che frequentano la chiesa. Si tenga poi conto che alcuni di coloro, che arrivano dai Paesi dell'Est, sono ortodossi, mentre tra i rimanenti molti sono musulmani. Insomma, la realtà degli stranieri è composita come quella degli italiani». In questa parrocchia «si vive e si percepisce, però, un vivo senso della comunità e di questo bisogna dare atto al lavoro svolto dai miei predecessori», dice don Soardo. «Così si nota negli anziani una bella religiosità, anche se tradizionale; altrettanto dicasi di quella fascia di giovani famiglie che, anche se minoritaria, sta diventando, col bellissimo Consiglio pastorale, il lievito dell'intera comunità». In alcune realtà la catechesi si caratterizza per modalità che tendono ad includere le famiglie, anzi a fare della famiglia il perno della formazione religiosa. Come la organizzate voi? «Da noi si svolge come nella maggioranza delle parrocchie. Partiamo con i bambini della seconda elementare, li accompagniamo alla prima Confessione, in terza, e alla prima Comunione in quarta e poi, fino alla Cresima in terza media. Ogni annata delle elementari vede la presenza di 10-15 ragazzi, che sono seguiti da due catechisti; altrettanto per le medie. Gli adolescenti hanno al loro fianco due responsabili adulti e alcuni animatori». I bambini delle elementari si trovano in base alla disponibilità dei catechisti, spesso il sabato mattina. «La domenica mattina, però, nei tempi forti, si trovano nell’antica “Cappella delle Benedettine” per svolgere un’attività legata al Vangelo della messa. I ragazzi delle medie s’incontrano il lunedì, mentre gli adolescenti si vedono il martedì sera. A proposito di adolescenti ricordo che quest'anno hanno fatto la meravigliosa esperienza della “Settimana residenziale”, ospiti in una struttura parrocchiale a Santa Maria Regina». Come si svolgono le attività formative estive? «Per quanto riguarda questo aspetto, devo ringraziare innanzitutto il Circolo Noi che, con la collaborazione di molti adolescenti-animatori, organizza le tre settimane del Grest. Per me il Circolo Noi è una grande risorsa educativa. Oltre al Grest, infatti, organizza un frequentato doposcuola che dura cinque mesi; offre accoglienza e opera per l’integrazione soprattutto dei ragazzi stranieri che io definirei “diversamente” italiani. Da non dimenticare le iniziative culturali che a me non possono che fare piacere». Nei «tempi forti» dell’anno liturgico, in Avvento e Quaresima, di martedì o giovedì, «agli adulti offriamo l'opportunità di approfondire il brano del Vangelo della domenica successiva. Non abbiamo una corale, però le messe sono sempre animate; quella del sabato sera dagli scout del Verona 9, la domenica dagli anziani e la messa delle 10,30 dagli adulti». A che punto è il cammino verso l'Unità Pastorale? «Stiamo camminando in rete con Castiglione; gli adolescenti già si muovono insieme. Mentre i campi scuola estivi raccolgono i ragazzi di San Michele, di Madonna di Campagna, del Beato Carlo Steeb e di Castiglione. In prospettiva, ci sarà anche la parrocchia di Montorio. «Su questo punto devo manifestare un'impressione positiva sul grande contributo che stanno danno i laici. Un po’ alla volta le cose si rovesceranno: noi preti diventiamo sempre più i collaboratori dei laici. E questo è un cambio di prospettiva non indifferente nel pensare la comunità cristiana. • G.B.M.

G.B.M.
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