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22 settembre 2018

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Una vita in circolo

25.06.2018

I volontari fanno
grande l’estate
del «Noi»

I ragazzi del Circolo Noi San Bartolomeo sulla scalinata davanti al santuario della Madonna della Corona, sul monte BaldoRagazzi e animatori si divertono e creano all’interno dei laboratori nataliziIl presidente Stefano ZevianiIl gruppo dei volontari del Circolo di Villa BartolomeaAlcuni bambini alla partenza della corsa coi sacchi
I ragazzi del Circolo Noi San Bartolomeo sulla scalinata davanti al santuario della Madonna della Corona, sul monte BaldoRagazzi e animatori si divertono e creano all’interno dei laboratori nataliziIl presidente Stefano ZevianiIl gruppo dei volontari del Circolo di Villa BartolomeaAlcuni bambini alla partenza della corsa coi sacchi

Il primo ricreatorio di Villa Bartolomea fu costruito, in corso Fraccaroli, nella piazza del paese, da don Luigi Bertera, ancora alla fine dell’Ottocento. Ma si deve all’opera di don Adelino Perini la nascita di un vero oratorio; lo aiutava il curato don Antonio Peroni. Tuttavia la vera struttura che cambiò il volto agli ambienti educativi e aggregativi della parrocchia nacque con don Tiziano De Guidi che, costruendo la canonica nel 1992, ristrutturò completamente la vecchia trasformandola nell’attuale Circolo Noi San Bartolomeo. Il presidente è Stefano Zeviani, 26enne laureato in economia che fa il praticante in uno studio di commercialisti e revisori legali, eletto nel 2016. Quali sono gli ambienti a vostra disposizione? «Gli ambienti sono della parrocchia e dati in gestione al Circolo. Da poco li abbiamo tinteggiati con l’apporto di tanti volontari. Siamo fortunati perché la struttura è molto vasta e ci permette di svolgere una serie di iniziative, in estate e in inverno, che ci fanno essere un punto di riferimento per tanti ragazzi e famiglie. «Abbiamo a nostra disposizione un grande salone con bar», sottolinea Zeviani, «che per noi è relativamente importante, con giochi da tavolo; accanto c’è un’altra sala per incontri e compleanni. Al piano superiore si trovano 12 aule che servono per il catechismo e per il Grest; e in più un’aula video molto utilizzata dagli adolescenti. Sotto la canonica e il Circolo c’è il teatro parrocchiale con 199 posti a sedere, nel quale organizziamo, da parecchi anni (da settembre a febbraio) la tradizionale Rassegna teatrale dialettale. Anche la canonica, in caso di bisogno, ha la possibilità di offrire altri ambienti». E all’esterno? «Davanti al Circolo c’è un grande spazio verde per il Grest, con parchetto giochi sfruttato da ragazzi e famiglie. Le strutture sportive consistono in un campo di calcio a 7 e un campo di pallavolo». Come è organizzata l’attività? «Il Circolo ha preso il nome del patrono della parrocchia: San Bartolomeo. In inverno è aperto solo sabato e domenica e, proprio perché non vogliamo pensare solo ai ragazzi ma alle varie fasce sociali, durante tutto l’anno il pomeriggio il circolo è aperto per un gruppo di anziani che si trovano per giocare a carte. Questi anziani gestiscono in autonomia il Circolo, aprono e chiudono. Hanno un paio di incaricati che hanno anche frequentato i corsi ed hanno il loro libretto sanitario. «In estate abbiamo una frequenza altissima», sottolinea. «Un bel gruppo di volontari si alterna per tenere aperto il Circolo tutte le sere e garantire un servizio adeguato: è diventato il punto di riferimento per ragazzi e famiglie». Quali iniziative contraddistinguono la vostra attività annuale? «Varie sono le iniziative: in gennaio proponiamo la Festa del tesseramento che serve per avere nuovi tesserati e confermare i vecchi iscritti. Partecipiamo al concorso dei presepi organizzato dal Noi provinciale. Seguono, poi, varie feste a tema: nel periodo di carnevale organizziamo una Festa della mascherina; in marzo-aprile c'è la Festa di primavera con giochi per i bambini, giochi di una volta in legno, che appassionano anche gli adulti. «In giugno, insieme con la parrocchia organizziamo la Festa della Comunità, una tradizione che si ripete da anni. Ed è la festa che chiude le attività pastorali con la fine del catechismo, del gruppo degli adolescenti alla quale partecipano tutti i gruppi attivi in parrocchia, le due corali (la corale storica fondata da don Perini) e il coro che anima le messe domenicali con un’età media più bassa di quelli della corale; partecipa anche la Caritas. Dal 2016 la Festa della Comunità è stata estesa anche a tutti i gruppi e la chiamiamo Festa della Comunità e del Volontariato; coinvolge il Gruppo Alpini, l’Avis e le varie associazioni sportive. Con questi gruppi, durante l’anno, abbiamo organizzato iniziative; tra queste l’evento di sensibilizzazione sulla droga ecc.». Altro momento clou è il Grest... «Noi diamo il nostro supporto logistico e mettiamo a disposizione parecchi volontari», spiega Zeviani. «Cerchiamo di formare gli adolescenti anche con il contributo dei giovani di Casa Serena. In settembre c'è la Festa di Fine Estate ma, in realtà, è la festa di apertura del nuovo anno catechistico e pastorale... Nei mesi caldi organizziamo i tornei di calcio, calcetto e ping pong solo per associati. Sempre in estate organizziamo serate a tema, il martedì. Una è stata dedicata alle poesie, l’altra alla musica; in un’altra serata si è svolta una mostra fotografica con un piccolo concorso interno, al quale hanno partecipato parecchie persone». Aggiunge Zeviani: «Tutti gli anni, il 25 aprile, organizziamo la Festa degli Aquiloni, che consiste in un laboratorio per i ragazzi che, aiutati dagli adulti, si costruiscono il loro aquilone e, sull’argine dell’Adige, li lanciano in volo. Ci sono premi all’aquilone che vola più alto, a quello più bello. A proposito di questa iniziativa ricordo che, da alcuni anni, abbiamo messo in atto una proficua collaborazione con il Circolo Noi di Spininbecco e Carpi. Con quel Circolo facciamo almeno un paio di incontri formativi. Da ultimo, con lo psicologo don Andrea Brunelli, abbiamo organizzato l’incontro “Conoscere i propri figli”, con una grande partecipazione». Come risponde la popolazione alle vostre iniziative? «Credo di poter dire che risponde positivamente se abbiamo superato gli 800 iscritti. Come circolo ci identifichiamo con la parrocchia e facciamo da tramite con i giovani e le famiglie in particolare, facilitando, in alcuni casi, il loro avvicinamento alla realtà parrocchiale».

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