18 gennaio 2019

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Una vita in circolo

05.12.2017

Giovani e adulti,
il futuro
siamo Noi

Don Paolo Zuccari
Don Paolo Zuccari

Parlando di oratorio, abbiamo la fortuna e il dono di poter fare riferimento, dall’aprile 2013, al documento «Il Laboratorio dei talenti», approvato dai vescovi italiani, presentato come Nota pastorale sul valore e la missione degli oratori nel contesto dell’educazione alla vita buona del Vangelo. E’ il primo documento che la nostra Chiesa dedica per intero alla ricchezza dell’esperienza oratoriana. Si riconosce che «gli oratori non si sono limitati al recupero, all’istruzione o all’assistenza dei ragazzi», ma hanno saputo «valorizzare e abitare la qualità etica dei linguaggi e delle sensibilità giovanili, promuovendo a un tempo, musica, teatro, letteratura e contemporaneamente gioco, sport e festa». Gli oratori sono sempre stati colti come «ponti tra la Chiesa e la strada». Significati e valori fondamentali, storicamente, sono stati vissuti in vario modo e continuano ad essere diversificati, anche perché saggiamente e giustamente adattati a varie situazioni pastorali della parrocchie. Talvolta anche con nomi diversi: oratorio, ricreatorio, patronato, centro giovanile... Nella diocesi di Verona sono conosciuti come oratori e circoli affiliati a «Noi associazione». Se l’oratorio lombardo è pensato e vissuto come luogo di vita per i ragazzi, che ci vanno a tempo quasi pieno perché trovano tempi e spazi per lo studio pomeridiano, il gioco, l’incontro di catechesi, proposte di preghiera e di vita, quello veronese investe sulla catechesi dei ragazzi gestita direttamente dalla parrocchia, con incontri e proposte significative aperte anche alle famiglie che della realtà oratoriale sono parte attiva e anche gestionale. Così come hanno ritmi propri la preghiera, il canto, la vita delle associazioni. Tutto questo avviene spesso in luoghi e tempi diversificati; qualche volta nello stesso tempo e luogo. Ad una associazione come il «Noi», con i suoi circoli associativi, in questo contesto, viene richiesta soprattutto l’animazione del tempo libero. Nella misura in cui il «Noi» si colloca all’interno e al servizio della pastorale parrocchiale, è chiaro che assume tutte le dimensioni cristiane della vita e si pone al servizio della loro crescita, collocandosi all’interno di quell’importante momento di vita che è il tempo libero. Promuovere il tempo libero sembra non avere immediate connotazioni squisitamente pastorali, ma significa operare in tempi e spazi che possono trasformarsi in momenti di avvicinamento, di contatto e di testimonianza per tanti «lontani» o «estranei», di momenti irrinunciabili per qualsiasi realtà parrocchiale, consapevole che anche attraverso la gestione attenta del tempo libero si promuove una migliore qualità della vita: soprattutto nell’animazione di quella realtà che viene chiamata anche della soglia, ovvero il limite tra comunità ecclesiale e società civile, luogo di accoglienza di chi magari a catechismo non ci va più ma gode delle iniziative dell’oratorio parrocchiale. In questo modo si fa attenzione a quell’aspetto della carità che diventa interesse e servizio per l’ambito particolare di vita che è il tempo che si può occupare con il gioco, le proposte sportive, ricreative, culturali, di animazione sociale, di formazione (al servizio, alla gratuità, al volontariato; ma anche alla legalità – rapporto con il territorio, rispetto delle regole, osservanza delle leggi di gestione corretta, corsi sanitari). Vita e proposte dell’associazione «Noi» sono accolte nella nostra diocesi come importanti e riconosciute anche ufficialmente dal Vescovo, con la qualifica di «Associazione pubblica di fedeli» cristiani. Nelle parrocchie della diocesi di Verona ci sono varietà di condizioni e di proposte, che rispecchiano e rispettano la vita delle nostre comunità. E non tutte le parrocchie sono uguali. Anzi: per noi a Verona, se si parla di oratorio e circolo, si pensa soprattutto ad una serie di iniziative e proposte che hanno bisogno del supporto di qualche struttura (qualche stanza, uno spazio per il gioco) ma soprattutto hanno bisogno di persone disponibili, con un po’ di fantasia e tanta generosità. Si parla, ad esempio, di: iniziative varie in modo che l’oratorio non sia confuso con un bar (dove c’è); gite, per giovani e anziani, come occasioni di cultura, di conoscenza e divertimento, con momenti di fede e di preghiera; gioco e tornei per quei ragazzi che non giocano in campionati maggiori perché non dimostrano qualità eccelse, ma hanno comunque voglia e gusto – e quindi diritto – di fare sport; sala giochi con un calcetto, un tavolo da ping pong, e altri semplici giochi di società; famiglie che fanno i turni per animare la sala giochi, a contatto diretto con i ragazzi e i giovani; anziani che sfruttano l’occasione di uscire di casa, dove spesso vivono da soli, per andare al circolo dell’oratorio e stare qualche ora con i coetanei; corsi di chitarra, e di altri strumenti semplici, tenuti da volontari, che di fatto si rivelano un’opportunità per ragazzi di imparare; una piccola biblioteca e proposte di incontri culturali, per sostenere la fatica e la gioia del pensare; cura dell’ambiente parrocchiale esterno, ovvero l’area destinata ai giochi che, in tantissimi paesi, risulta essere l’unico spazio aperto a tutti. Il vivere tutto questo come associazione domanda l’attivazione dei vari livelli organizzativi, rispettando le regole di vita e gestione democratica; elezioni, assemblee, bilancio, consiglio direttivo...: sono termini entrati nella gestione ordinaria e realizzati ai vari livelli; e sono esperienze educative importanti. Progetto e ideali sono piuttosto elevati; le realizzazioni sono nelle mani di sacerdoti, responsabili di associazione, volontari, e tutte le persone che usufruiscono e contribuiscono a dare vita e concretezza ai nostri oratori. Spesso con sorprese positive, che emergeranno anche dai vari servizi giornalistici che presenteranno le singole realtà parrocchiali.

Don Paolo Zuccari - Presidente Noi Verona
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