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22 settembre 2018

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Una vita in circolo

11.03.2018

Gioia e idee,
qui l’importante
è partecipare

«Ado&Food with Jesus», incontri con gli adolescenti: una bella iniziativa che coinvolge decine di ragazziLe tavolate degli amici del Circolo in occasione della Festa della comunità
Un gruppo di giovani che garantisce il servizio agli ospiti della Festa della comunitàI partecipanti a una serata di «Apocaypse game», giochi e divertimento per gli animatori del Circolo NoiI volontari del Circolo Noi nella cucina della sedeTommaso Composta
«Ado&Food with Jesus», incontri con gli adolescenti: una bella iniziativa che coinvolge decine di ragazziLe tavolate degli amici del Circolo in occasione della Festa della comunità Un gruppo di giovani che garantisce il servizio agli ospiti della Festa della comunitàI partecipanti a una serata di «Apocaypse game», giochi e divertimento per gli animatori del Circolo NoiI volontari del Circolo Noi nella cucina della sedeTommaso Composta

Tante idee e tante cose fatte, tante proposte e tanti amici e simpatizzanti che partecipano, che fanno conoscenza con questa realtà che negli anni è diventata il baricentro per i giovani, le famiglie, gli adulti di Negrar. Parliamo del Circolo Noi «Regina Pacis», attivissimo nel paese della Valpolicella. «Questo ambiente», spiega il presidente Tommaso Composta, «prima che fosse sede del Circolo, era l’asilo parrocchiale. Era stato costruito da don Ferdinando Piccoli ed ha funzionato fino al 2004, gestito dalle Piccole Suore della Sacra Famiglia, fondate dal beato Giuseppe Nascimbeni. So per certo», continua Tommaso, «che c’era un oratorio giù, in un locale a fianco alla chiesa e alla canonica». Quando è sorto il Circolo Noi? «Guardando i documenti si deduce che una ventina d’anni fa l'oratorio aderì all’Anspi. Nel 2002 passò ad associarsi al Noi. Quando l’asilo ha trovato una nuova sistemazione e l’ambiente si è liberato, il Circolo Noi si è spostato in questa sede». Quali ambienti avete a disposizione? «Dopo alcuni aggiustamenti avevamo un bel bar e il salone. La cucina sempre a piano terra. Al piano superiore ci sono parecchie aule che venivano utilizzate per le nostre attività. All’esterno abbiamo una piastra polivalente e un forno per le pizze. Tuttavia, viste le esigenze degli adolescenti e dei giovani, abbiamo sentito il bisogno di ampliare il salone a spese del bar, anche per venire incontro a gruppi di non associati al Noi che vogliono liberamente usufruire del salone per feste o iniziative varie». Quando aprite il baretto? «Viene aperto il venerdì pomeriggio, il sabato sera e la domenica pomeriggio. Il lunedì pomeriggio, invece, è riservato agli anziani. C’è un gruppo di 15-20 anziani che viene a giocare a carte e a tombola. È nostra intenzione, e ci stiamo pensando seriamente, di fare qualcosa di più per gli anziani che, comunque, cercano sempre qualche ambiente tranquillo. Con la stagione nuova pensiamo di mettere a loro disposizione un giorno in più o due pur mantenendo una sera o un pomeriggio per i giovani. Ma abbiamo constatato che il piccolo bar non è affatto attrattivo per i ragazzi e giovani. A parte quando ci sono attività organizzate: allora il Circolo diventa un brulicare di ragazzi... Comunque considerando il gran numero d i bar che ci sono in piazza e la non felice collocazione del Circolo abbiamo considerato che ridurlo di dimensioni era la scelta migliore». Come gestite il Circolo? «Il Circolo è gestito da un direttivo di quindici membri e dura in carica quattro anni. Il vicepresidente e assistente spirituale è il curato don Luca. Gli associati al Noi sono circa seicento tra minorenni e maggiorenni». Quali attività programmate durante l’anno? «Nella nostra sede organizziamo tutti gli anni il pranzo della Comunità. Un altro incontro fisso con pranzo, dedicato agli anziani, lo organizziamo per l’8 dicembre, festa dell’Immacolata». Organizzate solo pranzi? «No, no. Per carità. Durante i quattro giorni del Palio del Recioto partecipiamo all’iniziativa con un carretto carico di circa 1.500 bottiglie offerte dalle varie cantine del paese. È quella che noi chiamiamo “pesca delle bottiglie”: chi estrae il numero corrispondente alla bottiglie se la tiene, altrimenti il costo del biglietto rimane alla cassa. Il ricavato della pesca serve per finanziare almeno tre iniziative. «Da sette-otto anni sosteniamo una missione in Mozambico a Namahaca», sottolinea Composta, «e da quest’anno, invece, contribuiamo ai lavori di ristrutturazione della canonica, nella quale troverà posto una casa-famiglia gestita da una coppia di sposi e che potrà ospitare una quindicina di ragazzi in difficoltà. Una parte, finalmente, servirà per la gestione del Circolo. Nella notte tra il 30 aprile e il 1° maggio programmiamo un pellegrinaggio alla Madonna della Corona. A piedi nella notte; vi partecipa sempre una sessantina di persone». Anche il 2 giugno, «ogni anno», precisa il presidente del Circolo, «organizziamo una camminata sul Corno d'Aquilio, la montagna della Lessinia che segna il limite settentrionale della Valpolicella. Queste iniziative servono a rafforzare lo spirito di comunità tra gli associati, godere della condivisione di momenti di felicità, rafforzare l'amicizia». E durante il Grest qual è il vostro ruolo? «Partecipiamo attivamente e collaboriamo con il don e con i vari animatori nelle attività, nella gestione della segreteria e della cucina. Alla fine di luglio il Circolo viene invaso, per cinque interi giorni e serate, dalla festa “Forever Young”. Vi si disputano vari tornei di calcetto in gabbia e volley in piscina, basket ecc. Si passano serate immersi nella musica. La partecipazione è corale perchè è un evento all’insegna dello sport, della musica e del divertimento». Un’altra iniziativa importante, precisa Tommaso, «è costituita dal GrInv (Grest Invernale), al quale partecipano i ragazzi dalla seconda elementare alla seconda media. Una serata con cena e giochi, i genitori hanno modo di dedicarsi del tempo prezioso sapendo che i loro figli sono in mani sicure. «E concludiamo con l'ultimo dell'anno. Lo festeggiamo con “L'ultimo con gli ultimi”. Riuniamo i giovani e andiamo, divisi in gruppetti, a portare un saluto e un sorriso ai paziente di alcuni reparti dell’ospedale Don Calabria, e agli ospiti di alcune case sociali del territorio (casa Perez, Nogarè e Ca’ Paletta) segno della nostra vicinanza cristiana». •

Gian Battista Muzzi
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