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Una vita in circolo

05.12.2017

Duecento circoli
attivi e 83mila
iscritti

Tarcisio Verdari
Tarcisio Verdari

Parlare di «Noi Verona», per chi si occupa di Circoli e Oratori nella Diocesi dal 1983, vuol dire poter contare su un patrimonio storico di ben 34 anni. L’evoluzione del tipo di presenza e di servizio associativo è a dir poco sconvolgente: è passata tanta acqua sotto i ponti di Verona, ma son passati anni di storia, di cronaca, di personaggi, di rinnovamento, di ricostruzione, di restaurazione. E sono entrati in vigore nuovi linguaggi, sono state introdotte leggi inaspettate anche se auspicabili a coordinamento di un codice civile inadeguato, mentre il cosiddetto Terzo Settore, ora nuovamente in rifacimento, si è in questi anni ingrandito e diffuso quasi dilagando nella casistica normativa, giuridica e fiscale. Se nel 1983 ho faticato a trovare i pochi riferimenti di legge, a 34 anni di distanza la normativa è diventata un ginepraio, com’è in effetti per tutto il comparto fiscale italiano. Nei numerosi governi che si sono succeduti, ogni politico ci ha messo del proprio per ingarbugliare il rapporto fisco-contribuente. La riforma del Terzo settore, promessa e avviata dal Governo Renzi, pare giungere a un traguardo, anche se obiettivamente saranno necessari diversi mesi per approfondire, levigare, aggiustare, migliorare i relativi decreti attuativi. In una sera del settembre 1983, nel piano interrato della parrocchia dell’Addolorata in Borgo Trieste, ho accettato (incautamente) di occuparmi dell’associazione di Oratori e Circoli in Verona. La realtà era approssimativamente contenuta in una quindicina di circoli e in poco più di due migliaia di tesserati. La gestione era limitata alla distribuzione di tessere che ciascun circolo doveva (allora) compilare e intestare ai propri aderenti. Mi ci son voluti anni per capire cos’era l’associazione, cosa poteva e cosa non poteva fare, per individuare il regime fiscale corretto per quel tipo di enti. Se la legislazione era carente, le risoluzioni ministeriali erano paradossalmente contrastanti e per i primi sette anni si è navigato a vista, cercando di indovinare qual era il metodo più garantista ma anche meno invasivo per i circoli. Fin dall’inizio dell’ultimo decennio del secolo scorso le cose hanno cominciato a migliorare, con l’applicazione di norme dedicate a differenti ambiti associativi (volontariato, promozione sociale, sportiva, onlus, ecc.) il corpo normativo cominciò a svilupparsi e pur nella variabilità della casistica le linee generali erano chiare e definitive. Nel 2002, a seguito del Decreto Legislativo 460 del 1991 che impose la democraticità assoluta negli enti associativi, avvenne una scissione nell’ente a cui aderivano tutti i nostri circoli. Tale evento portò inevitabilmente alla costituzione di una nuova entità associativa che fu chiamata appunto Noi Associazione. Il passaggio dalla precedente associazione alla nuova compagine fu pressoché unanime nel Triveneto, molto importante in Lombardia, significativa in Piemonte e a macchia di leopardo nelle altre regioni d’Italia. Nel 2016 il numero dei tesserati a Noi Associazione surclassa quella precedente di oltre 100mila tesserati. Tornando a Noi Verona i tesserati 2016 sono 83mila, dei quali più della metà sono minori, in oltre duecento circoli affiliati, per cui finora risulta l’ente territoriale più consistente, più strutturato e organizzato d’Italia. Al punto che spesso diventa riferimento per chi cerca informazioni e aggiornamenti normativi. Più di 200 circoli, come è stato detto, con più di 80mila tesserati, significa approssimativamente un tesserato Noi per ogni dieci cittadini della provincia di Verona.

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Tarcisio Verdari - Segretario Noi Verona
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