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Una vita in circolo

06.12.2017

Don Franco punta sui ragazzi
e investe su famiglie e gruppi

Il parroco di Cavalcaselle, don Franco Perazzani
Il parroco di Cavalcaselle, don Franco Perazzani

«Questa è una zona baciata da Dio». Don Franco Perazzani, parroco di Cavalcaselle, non ha dubbi: quello gardesano è un territorio più fortunato di altri, la situazione socio-economica è migliore che altrove, la ricaduta del turismo si fa sentire. Insomma, le condizioni generali sono abbastanza soddisfacenti, ma il benessere ha anche allontanato molti fedeli. Originario di Vigasio, dove è nato nel 1953, don Franco è stato ordinato sacerdote nel 1981. Prima di guidare la parrocchia di San Filippo e San Giacomo a Cavalcaselle è stato parroco a Parona dal 1999 al 2009. «È vero, non ci si può lamentare perché non mancano posti di lavoro. Infatti la gente trova parecchie opportunità d’impiego nei molti campeggi e resort e nei ristoranti. I residenti della parrocchia», continua il parroco, «sono circa 3.500 ma i praticanti sono solo il 15 per cento. Una percentuale un po’ bassa, e se vogliamo andare alla ricerca delle cause di questa disaffezione nei confronti della Chiesa devo imputare una certa responsabilità alla Chiesa stessa, che non ha seguito molto la trasformazione della società. «Io penso che bisogna curare di più i rapporti con la gente e ascoltare le persone», sottolinea don Franco. «Ormai da anni tutti, bambini, giovani e adulti, conducono una vita sempre di corsa, indaffarati in mille impegni e lentamente si è passati da una religiosità tradizionale ad una religione fai da te. Tocca a noi preti andare alla loro ricerca... Questa è la nostra missione! E io uso l’occasione dei funerali, quando la presenza è numerosa, per fare il primo “annuncio” ai molti che frequentano la chiesa solo in quei tristi momenti, oppure nell'incontro con le giovani famiglie in occasione del Battesimo. Sono queste le relazioni da conoscere, costruire e valorizzare». A che punto sono l’Unità Pastorale e la catechesi? «Abbiamo già iniziato il nostro cammino dell’Unità Pastorale, che abbraccia i Comuni di Castelnuovo, Lazise e di Peschiera, per un totale di nove parrocchie e 28mila abitanti. E per quanto riguarda la catechesi vogliamo coinvolgere di più le famiglie rendendole protagoniste. Da quest’anno la catechesi dei ragazzi della quarta elementare verso la Prima comunione si terrà nelle case, con la partecipazione delle famiglie; altrettanto faremo per i ragazzi della terza media, che si preparano alla Cresima». Nella parrocchia i bambini che frequentano il catechismo, dalla seconda elementare alla quinta, sono una novantina e altrettanti sono quelli delle medie. «Seguiamo una modalità diversa per gli adolescenti e i giovani; ogni settimana li mettiamo a contatto con varie realtà del quotidiano. Abbiamo offerto loro la testimonianza degli alcolisti anonimi, la lezione di un esperto di tecnologia; abbiamo anche affrontato il tema attualissimo delle ludopatie, dell'alcolismo ed altri sono in programma per il prossimo anno. «Credo che il nostro modo di muoverci debba ispirarsi al numero 8 della Lumen Gentium, che cito a memoria: “Cristo è stato mandato dal Padre per evangelizzare i poveri... cercare e salvare ciò che era perduto; altrettanto la Chiesa avvolge d’amore tutti coloro che sono afflitti dall’umana infermità, soprattutto i poveri, riconoscendo in essi l’immagine del Salvatore... e in loro serve Cristo“». Se la catechesi è primo impegno, molte altre iniziative caratterizzano la parrocchia. «Durante l’estate», continua don Franco, «organizziamo il Grest. È un grande momento per i 150 ragazzi, gli animatori (30 adolescenti e giovani), le mamme coordinatrici, gli adulti coinvolti e gli anziani. Sono quattro settimane intense che iniziano con tre giornate al mare. «Tutte le attività sono ripartite tra il grande parco della Villa Sacro Cuore, messo a disposizione dalle suore Ancelle della Carità, il Centro parrocchiale e il centro sportivo comunale. Durante il Grest riscuote l’entusiasmo dei ragazzi la raccolta di alimenti per i poveri». La vita parrocchiale è vivificata anche dai vari gruppi, a cominciare dal gruppo «Anziano e ammalato», che ogni anno invia gli auguri di compleanno a tutti gli over 75 e, in occasione del Natale, manda a casa loro cotechino e lenticchie. Non manca la pesca di beneficenza il cui ricavato è devoluto alla Caritas, che mensilmente distribuisce alimenti e vestiario alle famiglie in difficoltà, in collaborazione con i Servizi sociali. Per concludere don Franco ricorda un altro impegno gravoso: il restauro della facciata della chiesa che, con l’aiuto della diocesi e la ricerca di altri finanziamenti, spera di concludere quanto prima. • G.B.M.

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