Seguici... Facebook Twitter Google+ Feed RSS
21 novembre 2018

Speciali

CHIUDI
CHIUDI

Chiudi

Una vita in circolo

07.05.2018

Don Franco: la missione
è coinvolgere le famiglie

Il parroco don Franco Bontempo è a Bonferraro dal 2014Un gruppo all’interno della chiesa di corso San Gaetano a Pampuro
Il parroco don Franco Bontempo è a Bonferraro dal 2014Un gruppo all’interno della chiesa di corso San Gaetano a Pampuro

Don Franco Bontempo è parroco a Bonferraro dall’ottobre del 2014. Nato a Verona nel 1947, è stato ordinato sacerdote nel 1975; subito fu destinato alla parrocchia di Gesù Divino Lavoratore (1975-1977) e a quella di Santo Stefano (1977-80). I quattro anni successivi li ha trascorsi come curato a Lazise (1980-84) ed altri sette a Lonato (Brescia). Nel 1991 fu nominato parroco di Cerna e, dal 1995 al 2003, guidò Unità pastorale comprendente le parrocchie di Breonio, Cerna, Fosse, Giare, Molina, Ronconi, Sant’Anna d’Alfaedo e Vaggimal). In seguito, sempre in qualità di parroco, fu trasferito a Fagnano, Roncolevà e Trevenzuolo fino al 2014. Da allora regge le comunità di Bonferraro e Pampuro. Che tipo di paese è Bonferraro? «É difficile farne un quadro esauriente anche perché è un paese piccolo (1.500-1.700 abitanti). È vero che ci sono anche degli stranieri ma, oltre a non aumentarne troppo il numero, non creano problemi di convivenza. Dal punto di vista economico non si sta male: ci sono insediamenti industriali che danno lavoro ai residenti e anche a personale dei paesi vicini. Comunque, anche da noi come dappertutto, riscontriamo alcune difficoltà economiche. È un paese abbastanza calmo. La popolazione si fa fatica a tirarla fuori... E mi riferisco alla situazione parrocchiale: la gente fa anche delle proposte, ma quando si tratta di mettersi all’opera, nicchiano». La pratica religiosa è buona? «Arriveremo ai 200-250 i praticanti...». Che tipo di religiosità riscontra tra i fedeli? «C’è chi vive la religiosità tradizionale e chi si sveglia un po’ fuori. Mi sembra che ci sia un rinnovamento, almeno in quelli che frequentano regolarmente». E l’annuncio, la catechesi come è organizzata? «Da noi la catechesi si svolge ancora nel modo classico, tradizionale anche perché abbiamo una difficoltà a trovare le catechiste. Esiste un certo timore a prendersi la responsabilità nell’annunciare il vangelo. Per ovviare a questo abbiamo cominciato a riunirci tra alcune parrocchie per organizzare la formazione delle catechiste. Stiamo imparando; anch’io, come prete, sto imparando. «Sì, abbiamo delle aule e il catechismo lo dividiamo su due giornate, il lunedì e il mercoledì, cercando di non accavallare gli impegni sportivi dei ragazzi o altri compiti. I ragazzi del catechismo, elementari e medie, sono circa un’ottantina. Mentre i sacramenti dell’iniziazione cristiana (Confessione e Comunione) li amministriamo in terza e quanta elementare. La Cresima, invece, la amministriamo nei primi mesi della prima superiore. Ho trovato questa impostazione e l’abbiamo mantenuta». Come giudica la frequenza al catechismo? «La frequenza dei bambini delle elementari è quasi totale; lascia un po’ a desiderare quella dei ragazzi delle medie, perché hanno molti altri impegni. Con gli adolescenti si fa molta più fatica, anche se qualcosa si sta muovendo. Proponiamo un incontro settimanale alla sera ma, dal momento che frequentano la scuola fuori dal paese, rileviamo una certa difficoltà». Durante l’estate quali iniziative proponete? «Non siamo in grado di organizzare, con le nostre sole forze, il classico Grest o i campi estivi e siamo costretti ad aggregarci alle altre parrocchie vicine. Poiché il Comune organizza dei momenti aggregativi, noi mettiamo a disposizione i nostri spazi. Quest’anno ci hanno chiesto il campo sportivo e noi lo daremo sicuramente. Non è un campo sportivo regolamentare però... Abbiamo messo delle reti alte, in modo da poter giocare senza che il pallone finisca sulla strada». Come giudica la presenza del Circolo Noi nella parrocchia? «La giudico molto positiva. Il presidente, formalmente, sono io, però ogni iniziativa è concordata con il direttivo. C’è una sintonia di intenti tra noi, e il consiglio è molto affiatato e si dà da fare. Questo è l’elogio che si meritano tutti i membri del direttivo. Tuttavia la partecipazione della popolazione non sempre dimostra interesse». • G.B.M.

G.B.M.
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1
Articoli
Tante idee per
frenare la fuga
della gioventù
Erbè, la rinascita
e tante idee
per crescere
«Presenza significativa
Il Circolo serve a tutti»
Corno-San Vito,
insieme non
solo per sport
«Il Circolo
è la nostra
frontiera»
Tomba Extra,
uno spirito
da protagonisti
«Siamo un ponte
fra strada e chiesa»
Gli adolescenti al
centro: «Sono
la nostra priorità»
Giovani e adulti,
a Soave si
sono fatti in due
«Partiamo dalla
famiglia per
diffondere la fede»
Vicini nel segno
dell’Amicizia anche
quando l’età avanza
«Noi», lo spazio
dove si cammina
insieme
Casa don Bosco, la vita
comune che fa crescere
Non solo «bar dei
preti» ma una
palestra di vita
«La Sorgente», tanto calcio ma non solo
«Siamo un condominio
al servizio dei ragazzi»
Al «Noi» le volontarie
fanno la differenza
«Un ambiente familiare
che dà fiducia ai genitori»
Il primo impegno?
Aiutare la comunità
«Noi», il volontariato che fa bene a Lazise
Teatro, corsi e cene: partecipare è bello
«Coinvolgere
i genitori così il
Circolo è di tutti»
San Martino,
il Noi moltiplicato
per cinque
Ivano e Lauro
sono la
memoria storica
«Senza sede,
ogni luogo è
occasione d’incontro»
A Illasi il miglior
investimento
è la famiglia
«Noialtri», sport
e gite per
fare gruppo
Don Luigi: «Lavoriamo
insieme per
la gioventù»
È il gioco di
squadra che fa
vincere il «Noi»
Il Perdon d’Assisi
all’origine
della sagra
Unità pastorale,
la sfida di un
cammino comune
Amanda, nata
grazie a
papa Paolo VI
«Uno spazio di
relazioni dove
riannodare legami»
I volontari fanno
grande l’estate
del «Noi»
Grest, 200 giovani
nel segno d i«Yubi»
Star, un unico
percorso per
quattro comunità
Sognare insieme,
così cambiamo
il paese
Quelli del «Noi»,
volontariato
senza colori
Dai giovani al teatro
l’importante è esserci
Amicizia e rispetto:
«Qui ci si sente
a proprio agio»
Al Circolo tutti
sono al centro
del mondo
«Volontari e creativi
qui nasce la comunità»
Si investe sui
bambini coinvolgendo
le famiglie
Dai Primi passi al
Grest vince lo
spirito di gruppo
Qui si offre l’ambiente
giusto per i ragazzi
«A Santa Maria
il punto fermo
siamo Noi»
Campalano, gli
anziani sono
protagonisti
Fede e campanilismo
in difesa
delle tradizioni
Don Franco: la missione
è coinvolgere le famiglie
Quelli del Noi,
volontari coi
piedi per terra
Don Pietro: «L’Acr
e gli scout sono il
nostro valore aggiunto»
Tempo libero
formativo su
misura per le famiglie
Dossobuono,
giovani con
lo spirito giusto
Coinvolgere le
famiglie per far
crescere i ragazzi
Noi Pèraro, la
forza trainante
dei giovani
Un contenitore
di idee che
aiuta a crescere
Catechismo, Grest,
Acr tutto gira
intorno al Noi
Dossobuono,
giovani con lo
spirito giusto
«Il Noi è una soglia:
qui si trova lo
spazio libero»
Impegno e
passione, altro
che gente da bar
Il Circolo? «Una
grande risorsa
educativa»
«Il Ritrovo» fa
muovere tutta
Vangadizza
Don Vittorino:
«I gruppi fanno
crescere la fede»
Gioia e idee,
qui l’importante
è partecipare
Tutto in famiglia:
la fede s’accende
stando insieme
«Bar dei preti»,
qui batte il
cuore del paese
«Il Noi rende concreto
quel che dice il Vangelo»
«Noi», officina
delle idee e
spirito vincente
La forza del
volontariato fa
crescere la parrocchia
«Noi di Sangio»,
la vera gioia
è condividere
Giovani e famiglie,
un’intesa vincente
Spazi e idee: è
questo il «cuore»
del paese
Bussolengo vince
la sfida della
solidarietà
Una Chiesa aperta a
tutti che aiuta e produce idee
Il sogno di don
Guerrino è realtà
A Garda si fa di tutto
per crescere insieme
Lanterne, risotti e solidarietà
«Vince lo spirito del Vangelo»
La fiducia fa bene alla collaborazione
Tutto a misura
di famiglie, e il
bar non serve
Coltivare le buone
relazioni fa crescere
la partecipazione
Porto e Canove,
qui l’alleanza
è ricreativa
Incontri, Grest e campi
scuola per mettere
i giovani al centro
Due «motori» per la solidarietà
Un paese di
campanari al
centro della musica
L’alleanza con figli
e genitori decisiva
per rilanciare la fede
Lo spirito giusto
che fa crescere
Avesa
Noi al plurale
per essere
davvero comunità
Foroni: «Le associazioni sono
state decisive per il rilancio»
«Coinvolgere i laici per vincere
l’indifferenza globalizzata»
Don Franco punta sui ragazzi
e investe su famiglie e gruppi
Porte sempre aperte
ai piccoli e ai grandi
«Il punto di riferimento? Siamo Noi»
«Una presenza che
dona energia vitale al paese»
«Il Faro» da dieci anni illumina Roncolevà
Punto prelievi, la sfida sociale
è occuparsi dei pazienti fragili
Don Daniele: «Noi siamo
come lievito nella pasta»
Al «Gabbiano» i giovani
imparano a volare
L’alleanza degli adulti
che fa crescere i ragazzi
Vitalità e accoglienza: il posto
giusto per giovani e famiglie
La forza dei gruppi fa crescere
l’aggregazione e la catechesi