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Una vita in circolo

11.12.2017

«Coinvolgere i laici per vincere
l’indifferenza globalizzata»

I bambini che partecipano a «Giochiamo una storia»Cortiland porta il divertimento nei cortili della parrocchiaIl torneo di calcio dedicato alla memoria di Federico PivaMonsignor Gianpietro FasaniAl Circolo Noi spazio ai tornei di carte: stavolta la sfida è a burraco
I bambini che partecipano a «Giochiamo una storia»Cortiland porta il divertimento nei cortili della parrocchiaIl torneo di calcio dedicato alla memoria di Federico PivaMonsignor Gianpietro FasaniAl Circolo Noi spazio ai tornei di carte: stavolta la sfida è a burraco

Dal settembre di quest'anno, quando è stata costituita l'Unità Pastorale che comprende le quattro parrocchie dei santi Pietro e Paolo del Duomo, della Madonna del Popolo, di San Girolamo di Rosegaferro e di San Matteo a Quaderni, mons. Giampietro Fasani ne è il moderatore. Ma dal 2011 è parroco del Duomo e regge una comunità di circa 12mila fedeli. «Ma non tutti frequentano la chiesa e le sue funzioni liturgiche. Solo un 15-20 per cento è assiduo alla messa domenicale», spiega don Giampietro, «e partecipa alla vita comunitaria. Ma ora la parrocchia si sta muovendo in maniera forte per l'apertura e per la sensibilizzazione dei laici. E per coinvolgere tutti abbiamo avviato, a livello di Unità pastorali, l'esperienza dei “Quaresimali” il cui tema è “Abitare il creato con lo sguardo proteso al futuro” per parlare di argomenti che interessano tutti, di tematiche aperte. È la nostra risposta a quella “indifferenza globalizzata”, come la definisce papa Francesco, nei vari campi della cultura, della politica, dell'accoglienza e della carità. «A questa attenzione nuova verso le problematiche della società», precisa il parroco, «si accompagna la catechesi verso le nuove generazioni che, tradizionalmente, è indirizzata ai ragazzi, adolescenti e giovani. «I ragazzi delle scuole elementari e medie sono circa un centinaio per classe», continua il monsignore, «e per la loro formazione abbiamo due percorsi. L'uno, quello classico, è il catechismo gestito da una settantina di catechisti nelle aule della scuola “Don Allegri”, che sono a nostra disposizione; l'altro percorso, invece, quello “catecumenale”, si svolge la domenica pomeriggio con la presenza dei genitori. Sono già 40 le famiglie impegnate in questo cammino e, devo dire che è la strada migliore perchè i ragazzi maturano un'esperienza di fede nel loro ambiente naturale, che è la famiglia. Sono attivi anche momenti formativi per adolescenti e giovani, anche se con numeri più ridotti». Dal 2016 i due gruppi scout di Villafranca 1 e Villafranca 2, aderenti all'Agesci, presenti nelle due parrocchie, si sono riuniti in un solo gruppo, pur mantenendo diverse sedi di attività. Per i 150 bambini/e e ragazzi/e ci sono 32 capi. «Anche questa è una forma aggregativa altamente educativa», ricorda monsignor Fasani. Per tutto il variegato mondo giovanile della parrocchia in estate si organizza il Grest, frequentato da circa 300 ragazzi (compresi gli animatori adolescenti, per i quali è obbligatorio un corso preparatorio di formazione); questa esperienza coinvolgente e divertente dura un mese. In seguito i ragazzi delle elementari e delle medie possono partecipare ai campi scuola. Nell'estate scorsa sono stati almeno 120 gli iscritti ad entrambi i campi. «La Vicaria», aggiunge don Giampietro, «organizza anche un campo per le famiglie, nell'ambito delle attività diocesane. Da non dimenticare che, sempre in agosto, hanno luogo anche i campi scuola degli scout. Come si può notare, in estate, c'è un gran movimento; non si tratta solo di vacanze, dietro c'è l'intento educativo e formativo. «Nella parrocchia sono attive altre realtà nell'ambito della carità: operano la Caritas, la San Vincenzo, il Centro Aiuto Vita e il Consultorio; nell'ambito della famiglia: Famiglie in rete; nell'ambito della liturgia: la Corale (degli adulti) e la corale dei bambini, che stiamo avviando». E la presenza del Circolo Noi, come la considera? «La parrocchia», conclude don Giampietro, «affida al Circolo Noi un compito impegnativo: quello dell'apertura, dell'accoglienza e dell'incontro con l'esterno. Insomma contribuire fattivamente a creare un senso di comunità». • G.B.M.

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