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Una vita in circolo

09.04.2018

Catechismo, Grest,
Acr tutto gira
intorno al Noi

Il parroco di Sant’Agostino, don Silvio Zonin
Un gruppetto di partecipanti alla gita a Roma dell’estate 2017Il parroco con i bambini del catechismoQuattro ragazze con i ramoscelli di olivo alla festa delle Palme
Il parroco di Sant’Agostino, don Silvio Zonin Un gruppetto di partecipanti alla gita a Roma dell’estate 2017Il parroco con i bambini del catechismoQuattro ragazze con i ramoscelli di olivo alla festa delle Palme

Don Silvio Zonin è originario di Buttapietra, dove è nato nel 1950. È stato ordinato sacerdote nel 1974 ed è stato destinato a Vigasio per tre anni. Quindi, per altri 6 anni, ha lavorato a Montorio e un anno, di passaggio, l’ha trascorso a San Nicolò. Dopo 11 anni a San Nazaro è stato trasferito come parroco a Vallese e dal 2009 è a Villafontana. Qual è la situazione sociale, economica e culturale? «Non è facile rispondere, anche perché si esigerebbe una conoscenza del territorio... che è molto più ampio dei confini della Parrocchia di Villafontana. La quale, per altro, è un crocevia di tre Comuni: la parte di Isola della Scala, prevalentemente agricola e con circa 300 abitanti;quelle di Oppeano e Bovolone, con circa 600 abitanti ciascuno, sviluppata sotto il profilo artigianale. Già questa spartizione – storica e con alle spalle un tentativo di unificazione fallito qualche anno fa – dice tutta la problematicità di un territorio, che ha a che fare con tre Amministrazioni, le quali devono comunque fare i conti con servizi da prestare, cittadini da servire, problemi da affrontare». Ad esempio? «Il problema dell’edilizia scolastica. L’edificio adibito da decenni alla scuola primaria, la scorsa estate – vuol dire a Ferragosto! - è stato dichiarato inagibile per motivi di sicurezza. Si è imposta, dalla sera alla mattina, la necessità di trovare una struttura adatta allo scopo, per salvaguardare la presenza delle elementari. Una presenza che, come è risaputo, non può essere cancellata facilmente dal punto di vista istituzionale». «La Parrocchia è stata interpellata», sottolinea don Zonin, «qualche settimana prima dell’inizio dell'anno scolastico, e si è trovata in una situazione a dire poco sconcertante. Un consulto rapido con le famiglie e gli amministratori ha condotto inevitabilmente ad optare per la soluzione provvisoria di mettere a disposizione gli ambienti di sua proprietà, così come si trovano, proponendo una convenzione per un uso temporaneo e parziale, in modo da poterli usare, per quanto possibile, anche per le attività pastorali. Ovviamente la scomparsa della scuola primaria segnerebbe un declino culturale deleterio. Anche perché abbiamo finora mantenuta in vita la scuola dell'infanzia, frequentata ed efficiente, unica di ispirazione cattolica in tutto il territorio amministrato da Bovolone». Spiega il parroco: «Lo sforzo che stiamo facendo è quello di salvare la cultura che, insieme con il campanile, cioè la religiosità e la vita cristiana della popolazione, può realmente imprimere nel territorio una qualità di vita diversa dalla sola produttività. «Dal punto di vista economico, Villafontana in questi ultimi dieci anni ha risentito fortemente della crisi. In questa zona cominciava l’artigianato del mobile, che per 40 anni ha qualificato e arricchito il nostro territorio. Adesso molte aziende hanno chiuso, si sono spostate o trasformate, e le maestranze sono state costrette ad emigrare». La situazione religiosa? «La pratica è ancora discreta. Gli adulti ci sono e abbiamo un buon nucleo di fedeli praticanti e convinti. Direi che frequenta il 20%. La religiosità è quella tradizionale, fondata sulla partecipazione all’Eucaristia, la preghiera, la devozione mariana. A questo proposito posso dire che c’è una forte sensibilità e spiritualità. Organizziamo ogni anno pellegrinaggi ai grandi santuari mariani e siamo alla seconda edizione di una settimana di evangelizzazione e di preghiera mariana. Quest’anno avremo con noi, nella nostra chiesa, la reliquia del Santo Papa Giovanni Paolo II con l’Icona della Madonna di Czestokowa, l'ultima settimana di maggio. L’anno scorso abbiamo ospitato l'effigie della Madonna di Fatima, con una partecipazione straordinaria di fedeli e di iniziative. Direi che la Parrocchia risponde con interesse alla proposta mensile – che prosegue da quattro anni – di una liturgia di evangelizzazione e di guarigione. L'incontro è aperto a tutti ed è apprezzato anche al di fuori dei suoi confini. La catechesi e le attività estive? «La catechesi per i ragazzi delle elementari e delle medie è offerta regolarmente, tutto l’anno, da un buon gruppo di catechiste, preparate e intraprendenti. Il loro impegno è encomiabile; si preparano con professionalità e competenza, sono attente, seguono i ragazzi, cercano di coinvolgere e interessare i genitori nel modo migliore. «Sono coordinate dai responsabili del Noi, che, a loro volta, organizzano le attività “di completamento”: l’Acr, il Grinv, vale a dire alcune giornate invernali durante le vacanze natalizie, intessute di formazione e giochi, il Grest (un mese intero, d’estate, dalla mattina alla sera, in cui sono coinvolti circa 120 ragazzi, tra partecipanti e animatori, con di tutto e di più) e il doposcuola, una attività che coinvolge una ventina di ragazzi, con pranzo e attività pomeridiane, offrendo sicurezza, serenità, formazione». E la funzione del Circolo Noi? «Se non ci fosse il Noi, e chi lo guida con competenza, passione e tempo, non ci sarebbe niente, o quasi, di quanto detto sopra! Il Noi ha una funzione eminentemente educativa, formativa e organizzativa. La scelta fatta e consolidata dai responsabili, in questi anni, è di qualità e di seria impostazione umana e cristiana. Direi che è il fiore all'occhiello della nostra piccola comunità. Piccola come numeri, ma responsabile, qualificata e attiva». • G.B.M.

G.B.M.
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