Seguici... Facebook Twitter Google+ Feed RSS
19 settembre 2018

Speciali

CHIUDI
CHIUDI

Chiudi

Una vita in circolo

04.06.2018

Amicizia e rispetto:
«Qui ci si sente
a proprio agio»

Un momento del musical 2017 proposto dagli adolescentiDon Francesco Todeschini
Un momento del musical 2017 proposto dagli adolescentiDon Francesco Todeschini

Il parroco, don Francesco Todeschini, nato a Lavagno nel 1943, è stato ordinato sacerdote nel 1971 e regge la comunità di Buttapietra dal 2009. A lui abbiamo rivolto alcune domande per avere un quadro complessivo della realtà sociale di Buttapietra e del ruolo che vi svolgono la parrocchia e il Circolo Noi. Don Francesco, qual è la situazione sociale, economica e culturale del territorio sul quale insiste la parrocchia? «Dal punto di vista sociale il paese è unito, c’è un sentire di valori buoni, parlo del capoluogo. Vi sono vari gruppi e associazioni. L’economia del paese è determinata dall’agricoltura e dalle piccole industrie. Si vive discretamente». «Culturalmente, ci sono delle belle iniziative, quali il teatro: musical, commedie, film. Un corso vicariale di Teologia per laici con sede a Buttapietra. Tre anni di incontri Conosci Verona? con filmati e uscite con la guida Katia Galvetto riguardanti la città e provincia e tante altre iniziative. Comunque la cultura è un argomento presente per vari motivi, non ultimo quello di aprirsi». E la situazione dal punto di vista religioso? Quali gli aspetti pastorali più significativi? «I praticanti assidui sono circa il 15 per cento degli abitanti, un altro 20 per cento è costituito dai saltuari; alcuni si fanno vedere qualche volta, il resto non si vede mai. «Tutti chiedono i sacramenti per i loro figli. La fede c’è, ma non sempre è legata alla vita. La maggioranza dei battezzati è cristiana solo in certe circostanze. Io sono vicino ai miei parrocchiani, tutti, e dedico due ore al giorno, dalle 18 alle 20, nella visita e benedizione delle famiglie e fabbriche passando da tutte e ogni anno. Riesco a dialogare con tutte le varie età. Il segreto è stare volentieri in mezzo ai parrocchiani e con tanta disponibilità». Come è organizzata la catechesi? «Oggi come oggi non è più possibile fare catechismo ai bambini delle elementari e ai ragazzi delle medie senza la collaborazione dei genitori. Per questo durante l’anno incontriamo i genitori di tutte le classi; un’attenzione particolare riserviamo a quelli della terza e quarta elementare che dovranno ricevere i sacramenti della prima Confessione e prima Comunione; altrettanto per i ragazzi della seconda media che devono ricevere la Cresima. «Ogni domenica si sceglie una classe e si invitano i genitori alla messa delle ore 9.30 animata dai loro figli. Poi genitori, figli, e catechiste al Circolo Noi fino alle 12.15: le catechiste con i ragazzi, i genitori con il parroco oppure con una coppia di sposi. Viene il 95 per cento. Per gli adolescenti organizziamo incontri serali su tematiche adatte a loro; sono seguiti da Sorella Roberta e animatori preparati». Quali le attività estive organizzate dalla parrocchia? «Facciamo ogni anno il Grest. Dura quattro settimane, al mattino e la responsabile è Sorella Roberta. Oltre 70 sono i bambini dalla prima elementare alla seconda media con circa 40 animatori. Il Grest serve anche agli animatori». Come giudica la funzione del Circolo Noi e quale è il suo ruolo in parrocchia? «È importante avere un ambiente parrocchiale che funzioni sia per i genitori sia per i figli. Io ritengo di essere fortunato perché ho trovato non solo un bell’ambiente, ma anche persone che lo fanno funzionare. Il segreto? Tante persone responsabili in piccoli settori e collaboratori, e ciascuno lavora per far funzionare bene la sua parte. Il compito del parroco è quello di cogliere le doti e qualità di ciascuno perché tutti occupino il ruolo giusto e possano dare il meglio; altro compito, non secondario, è di far convergere ogni azione dei volontari verso l’unità affinché ciascuno si senta valorizzato nel servizio dato alla comunità». «Il Circolo Noi», conclude don Todeschini, «ha l’obiettivo di creare una comunità aperta: tutti vi devono respirare un clima amichevole, fraterno, rispettoso e di fiducia reciproca. Ciascuno deve sentirsi a proprio agio e come a casa sua». • G.B.M.

G.B.M.
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento richiede l’utilizzo di un “cookie di dominio” secondo quanto indicato in Informazioni sulla Privacy del sito; l’invio del commento costituisce pertanto consenso informato allo scarico del cookie sul terminale utilizzato.

pagine 1 di 1