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21 novembre 2018

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Una vita in circolo

01.07.2018

È il gioco di
squadra che fa
vincere il «Noi»

Il saggio di danza alla fine del corso nel salone polifunzionale del ComuneIl direttivo del Circolo: Alberta Salaro, Elena Fozzato, Fabio Giri, Valentina Contin
Il saggio di danza alla fine del corso nel salone polifunzionale del ComuneIl direttivo del Circolo: Alberta Salaro, Elena Fozzato, Fabio Giri, Valentina Contin

Anche nelle più basse terre della Bassa Veronese, ai confini con la provincia di Rovigo, l’attrattività dell’Associazione veronese Noi ha raccolto i suoi frutti. Castagnaro, infatti, può contare su un Circolo «Noi Verde Valle» che, dal 2002 continua la precedente storia del Circolo Anspi e, prima ancora, dell’oratorio fondato e voluto dal parroco che guidava la comunità religiosa fra gli anni Cinquanta e i Sessanta, don Amedeo Mantovani. La presidente del Circolo, la signora Roberta Pilon, ci illustra non senza entusiasmo qual è la loro realtà associativa. «Il Circolo Noi ha la sua sede negli ambienti parrocchiali», chiarisce subito, «e collabora strettamente con il parroco, che ne è il consigliere spirituale. Le sue molte iniziative, programmate concordemente dal direttivo, suscitano un buon interesse e una notevole partecipazione, soprattutto durante il periodo della catechesi. «La nostra attività inizia a settembre, pressappoco con l’avvio delle lezioni scolastiche: organizziamo una festa che coinvolge famiglie e bambini dai quattro agli otto-nove anni. In quest’occasione la frequenza è sempre molto alta». Torniamo un passo indietro. Quali ambienti usate per le vostre iniziative? «Gli ambienti a nostra disposizione sono una sala grande, a piano terra, che è anche la sala parrocchiale», spiega la presidente. «Ciò significa che non solo noi la usiamo, ma può servire anche per altri incontri convocati dalla parrocchia. «Non è un bar nel senso classico del termine: tanto è vero che abbiamo una macchinetta che fa un caffè alla volta; non abbiamo neanche la cucina e questo ci penalizza, se guardiamo ai circoli vicini. Ma un Circolo non vive di solo bar. Usiamo anche la sala video e un’altra grande sala che noi definiamo “sala danza”. All’esterno c’è un campo da tennis. Una volta c’era anche un gioiello di teatro che, purtroppo, è andato in disuso...». Qual è la programmazione annuale elaborata dal vostro direttivo? «Come dicevo prima, apriamo l’anno sociale con una festa aperta alle famiglie. Nei mesi successivi, grazie all’impegno costante dei membri del direttivo, proponiamo dei laboratori di manualità in prossimità delle ricorrenze più importanti dal punto di vista religioso e aggregativo. Laboratorio per il Natale e laboratorio per preparare le mascherine in occasione del carnevale: molto allettante per i bambini, e per le mamme, è la sfilata delle mascherine». A questo punto interviene il vicepresidente Fabio Giri, il quale, oltre che a far parte della Pro loco ed essere una voce del coro parrocchiale, dedica anima e corpo al Circolo e si rammarica per il fatto che agli eventi organizzati dal Circolo le famiglie e i ragazzi vengano in massa. E non siete contenti per questa partecipazione? viene subito da chiedergli. «Certo che lo sono», risponde, «però vengono solo ad assistere. E nulla più. Tutto rimane caricato sulle nostre spalle. A nessuno viene in mente di proporsi come aiutante, collaboratore per darci una mano. Per loro è sufficiente che qualcuno, sempre gli altri, programmino e facciano. Tuttavia noi continuiamo nel nostro lavoro perché questo è lo spirito del Circolo Noi». Riprende il filo del discorso la presidente Pilon per illustrare alcune altre attività. «Nella nostra sala danza organizziamo dei corsi, che si concludono con un saggio. Ma è talmente grande l’afflusso di genitori e zie e nonne che lo dobbiamo fare nella sala polifunzionale messa gentilmente a disposizione dall’Amministrazione comunale. Altre due iniziative che riscuotono il consenso di parecchi ragazzi sono il corso di pittura e di disegno, con i quali cerchiamo di instillare il gusto del bello e dell’arte», aggiunge la presidente. «E per stimolare la curiosità abbiamo invitato al Circolo Kormetea Artis, che è un’associazione di promozione sociale che fa animazione con giochi di legno e laboratori creativi. La partecipazione dei ragazzi è stata stupenda. «In occasione della Festa della donna, l’8 marzo, sono state da noi le donne dell’associazione “Cuore di donna”. Erano invitate le mamme, mentre i ragazzi erano al catechismo, e abbiamo avuto la commovente testimonianza di donne operate di tumore al seno e che hanno infuso una grande speranza nelle donne presenti». Queste iniziative sono apprezzate dalla gente? «Noi ce la mettiamo tutta e abbiamo ottenuto anche dei buoni risultati. I nostri associati, infatti, raggiungono la ragguardevole quota di trecento. Potremmo anche andare oltre... Vorrei continuare ricordando anche l’iniziativa organizzata in occasione della “Festa della Vita” rallegrata dalla presenza dei volontari dei “Nasi rossi”, che hanno diffuso tanta allegria con i loro sketch». Anche la segretaria Alberta Salaro condivide quanto presentato dalla presidente: «Oltre a redigere i verbali, incarico affidatomi dal direttivo, mi piace organizzare ed essere presente ai vari laboratori, intrattenere i bambini; mi diverto a fare i lavoretti con loro: amo di più la vita all’interno del circolo, che è molto vivace soprattutto in inverno. Nel periodo estivo, invece, se consideriamo il periodo del Grest e quello durante il quale i ragazzi sono in vacanza con le famiglie, la vita del Circolo segna il passo». Un’altra voce importante del Circolo è Valentina, anch’essa del direttivo, che è considerata un po’ la memoria storica dell’associazione. La sua adesione al Circolo risale infatti a quando viveva a Porto di Legnago. Trasferitasi, subito si è messa a lavorare qui a Castagnaro. In questi ultimi anni la sua esperienza si è sviluppata, soprattutto, nell’organizzare un gruppo di anziani che settimanalmente, la domenica pomeriggio, si trovano per giocare a tombola. E, come avviene in tanti altri Circoli Noi, i premi non consistono in euro bensì in cioccolata, latte e biscotti... Ma è sempre presente a tutte le iniziative. Conclude la presidente Pilon: «La nostra attività sportiva inizia a maggio e il campo da tennis è parecchio frequentato da adulti e ragazzi. Il Grest, invece, è organizzato dalla parrocchia e il nostro contributo consiste nell’occuparci delle iscrizioni. Tutto il resto è caricato sulle spalle di don Alessandro che lo gestisce con l’aiuto degli animatori e di alcune mamme. La nostra missione è quella di collaborare con la parrocchia, identificandoci con essa per creare momenti di fraternità condivisa aprendoci ai bisogni del tempo libero di tutta la comunità». •

Gian Battista Muzzi
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