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Il censimento in pillole

27.04.2012

Il censimento in pillole

Popolazione
Popolazione

I risultati provvisori del 15° Censimento generale della popolazione e delle abitazioni restituiscono un’immagine dell’Italia in cui risiedono 59.464.644 persone, delle quali 28.750.942 maschi e 30.713.702 femmine. Con una differenza di 1.962.760 individui, dunque, la popolazione femminile supera quella maschile: in media ci sono 52 donne ogni 100 abitanti.

Il comune più piccolo è Pedesina, in provincia di Sondrio
Il comune più popoloso è Roma (2.612.068 residenti) quello meno popoloso Pedesina, in provincia di Sondrio, con soli 30 residenti. Il più densamente popolato è Portici, in provincia di Napoli (12.311,7 abitanti per chilometro quadrato), mentre quello che dal 2001 ha aumentato di più i suoi abitanti è Rognano, in provincia di Pavia (+220,1%) al quale si contrappone Paludi, in provincia di Cosenza, che detiene il primato del più forte calo demografico nei dieci anni (-41,2%). Con i suoi 1.307,7 chilometri quadrati, Roma è anche il comune più esteso mentre il più piccolo in termini di superficie è Fiera di Primiero, in provincia di Trento, che ha appena 0,2 chilometri quadrati.
Sono questi alcuni dati salienti che l’Istituto nazionale di statistica diffonde oggi, disponibili online su I.Stat, il datawarehouse dell’Istat, accessibile dai siti istat.it e censimentopopolazione.istat.it.

Sette comuni su  dieci hanno meno di 5 mila abitanti
L’istantanea del Paese scattata lo scorso 9 ottobre mostra inoltre che il 46% dei cittadini censiti vive al Nord, il 19% al Centro e il 35% al Sud e nelle Isole. Il 70% degli 8.092 comuni italiani ha una popolazione inferiore a 5 mila abitanti; in questi comuni dimora abitualmente il 17% della popolazione, mentre il 23% vive nei 45 comuni con più di 100 mila abitanti.
Dal confronto del dato preliminare del 2011 con quello definitivo del 2001 si registra una crescita della popolazione pari a 2.468.900 persone. Anche le famiglie residenti sono aumentate, da 21.810.676 a 24.512.012, ma sono più piccole, con un numero medio di componenti che passa da 2,6 nel 2001 a 2,4 nel 2011.

In 150 anni la popolazione è quasi triplicata
Nei 150 anni tra il primo Censimento italiano (1861) e il più recente (2011), la popolazione residente in Italia è quasi triplicata, passando da poco più di 22 milioni a circa 59,5 milioni di persone. La variazione media annua della popolazione ha fatto registrare valori massimi in corrispondenza dei primi decenni del secolo scorso. I valori minimi si rilevano negli ultimi decenni e l’andamento è divenuto sostanzialmente stabile.
I primi risultati del 15° Censimento segnalano un incremento di popolazione nel periodo intercensuario del 4,3%. La popolazione è cresciuta soprattutto al Centro-nord dove oltre il 70% dei comuni ha registrato un incremento demografico; all’opposto il numero dei residenti è sceso in oltre il 60% dei comuni localizzati nel Sud e nelle Isole.

Un Paese sempre più multietnico
La popolazione straniera abitualmente dimorante in Italia è quasi triplicata, passando da 1.334.889 persone censite nel 2001 (dato definitivo) a 3.769.518 nel 2011 (dato provvisorio). Un incremento proporzionale si rileva anche nell’incidenza degli stranieri sul totale della popolazione, che sale dal 2,34% al 6,34%. La situazione italiana si avvicina così sempre di più a quella dei paesi con una più lunga tradizione immigratoria. Il forte aumento di cittadini stranieri contribuisce in maniera determinante all’incremento della popolazione totale nel decennio tra gli ultimi due censimenti, confermando la tendenziale staticità demografica della popolazione di cittadinanza italiana.  

Le abitazioni sono il 5,8% in più rispetto a dieci anni fa
Dai primi risultati, in Italia si contano 14.176.371 edifici - l’11% in più rispetto al 2001 - e 28.863.604 abitazioni, di cui 23.998.381 occupate da persone residenti. Sono 1.571.611 le abitazioni in più rispetto al censimento del 2001, con un incremento del 5,8%.
Nel 2011 c’è stato un aumento vertiginoso del numero delle famiglie che dichiarano di abitare in baracche, roulotte, tende o abitazioni simili: sono 71.101, a fronte delle 23.336 del 2001.

Un censimento con più testa e meno gambe
Il censimento 2011 si è avvalso di una rete di rilevazione semplificata rispetto a quella adottata nelle precedenti tornate, ma adatta a gestire le numerose innovazioni di metodi e tecniche. Il numero dei rilevatori impiegati è stato pari al 60% di quello del 2011, secondo quanto auspicato e preventivato dall’Istat. Il loro lavoro è stato fondamentale non solo nella raccolta casa per casa dei questionari non consegnati autonomamente via web o negli uffici postali e comunali, ma soprattutto nella verifica di qualità delle informazioni e nell'assistenza alla compilazione.
Il 96,9% degli oltre 25 milioni di questionari di famiglia personalizzati è stato spedito per posta. Il recapito postale ha avuto esito positivo nel 94,8% dei casi. Il mancato recapito è stato causato soprattutto da trasferimenti, decessi e irreperibilità dei destinatari. I questionari non pervenuti alle famiglie per via postale sono stati consegnati dai rilevatori.

La grande collaborazione delle famiglie
Le famiglie hanno potuto restituire il questionario compilato attraverso il web, ai centri comunali di raccolta e ai rilevatori o negli oltre 14 mila uffici postali italiani.
Il 44% dei questionari è stato restituito agli uffici comunali di censimento, il 22,6% agli uffici postali e ben il 33,4% via Internet. A compilare il questionario sul  web sono state in misura relativamente maggiore le famiglie che vivono nei comuni fino a 5 mila abitanti (37%) e al Sud (40%).

Un censimento tecnologico
Il Censimento del 2011 è stato il primo completamente assistito da tecnologie web, grazie a un software articolato in più componenti, che ha garantito la massima sicurezza nella trasmissione e conservazione dei dati. I siti del censimento sono stati sviluppati facendo prevalentemente uso di tecnologie open source. E’ stato messo a disposizione un questionario online, utilizzato da  8,2 milioni di famiglie. Più di 84 mila operatori della rete censuaria si sono serviti giornalmente del Sistema di Gestione della Rilevazione per dare supporto all’esecuzione delle fasi operative del censimento, che ha permesso, ad esempio, di calcolare i primi risultati direttamente a partire dai dati del sistema.

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