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Verona-Milano

03.02.2010

La stazione funziona ma non per i disabili

Fs ha affidato al Comune la pulizia della strada d’accesso e del piazzale esterno FOTOSERVIZIO AMATO
Fs ha affidato al Comune la pulizia della strada d’accesso e del piazzale esterno FOTOSERVIZIO AMATO

È una delle stazioni veronesi più importanti per il traffico di passeggeri (1.720 al giorno): in realtà è lo snodo ferroviario della provincia più frequentato dopo i due della città (Porta Nuova e Porta Vescovo). Le Fs a Peschiera funzionano bene, la posizione sulla Milano-Venezia è strategica: al di là dei pendolari «standard» (studenti e lavoratori), la differenza qui la fanno, soprattutto d'estate, i turisti. Ed è uno dei pochi casi, in provincia di Verona, in cui si trovano ancora i «vecchi» buoni servizi delle Ferrovie: una biglietteria in funzione con sportello aperto sette giorni su sette, sale d'aspetto al chiuso e riscaldate, servizi igienici anche per disabili, alta frequenza di corse, collegamenti con bus alla città e ai parchi acquatici della zona, posto di polizia presidiato, parcheggio libero ma anche a pagamento.Tutto, c'è tutto quello che in passato era presente in ogni stazione e che oggi, escluse poche eccezioni, non si trova più.
La differenza, in effetti, tra dove c'è presidio e dove manca, è oggettiva. Dove c'è un ferroviere a fare il biglietto ci si sente un po' meno abbandonati rispetto a dove è stato sostituito da macchinette infernali che: primo, si ha paura ad usare perchè si teme di sbagliare comperando un viaggio per Roma invece che per Verona; secondo, non si ha modo di chiarisi le idee, di avere informazioni e consigli sulla tratta più adatta alle proprie necessità; terzo, troppa tecnologia può andar bene per i giovani che anche senza istruzioni se la cavano benissimo con qualsiasi marchingegno ma per i più attempati è un ostacolo insuperabile. «Finchè c'è il personale a cui dire dove voglio andare, in che classe viaggiare, a che ora partire», spiega Teresa Tessari, sui 65 anni giù di lì, «bene, mi sposto tranquillamente con il treno ma dovessero tirarlo via anche a Peschiera allora dovrò rinunciarci o delegare la procedura a qualcun altro perchè davvero io ci capisco poco, manco so dove mettere i soldi, no, no, no non fa per me».
Non c'è alternativa. Finita l'era del rapporto umano, bisogna fare - tutti - i conti con display e monitor lampeggianti, con voci dell'altoparlante, emettitrici di biglietti e obliteratrici. Prima o poi, attempati compresi, il confronto con la tecnologia è inevitabile.
A Peschiera, si diceva, il «patrimonio» umano c'è ancora. Ed è un sollievo. C'è anche il bar interno con l'edicola. Ci sono le sale d'attesa pulite e riscaldate. C'è tanto - rispetto a dove le stazioni sono state ridotte a semplici punti di fermata - ma manca ancora qualcosa di importante: la possibilità per i disabili di superare le barriere architettoniche. I binari sono un piano sopra rispetto all'ingresso: al primo ci si arriva con una lunga scala, agli altri attraverso i sottopassaggi. Sono in corso lavori per la realizzazione di due ascensori ma finchè non saranno pronti anche su Peschiera pesa la pecca dell'inagibilità per chi non cammina. Con tanto di contraddizione: i bagni per i portatori di handicap sono al primo piano, quello che per raggiungerlo bisogna fare ben 34 scalini, mica uno. Superato a fatica l'ostacolo, per chi sta in carrozzina c'è un'altra sorpresa: la porta è chiusa a chiave, un cartello invita a rivolgersi al capostazione. Scatta la caccia al ferroviere, sperando di non dover scendere di nuovo i 34 gradini per cercarlo in biglietteria. Anche il sottopassaggio che porta ai binari 3-4 è nelle stesse condizioni di inagibilità per chi non cammina.
Altra nota stonata: le scritte oscene che addobbano la sala d'attesa all'aperto lungo le pensiline. Servirebbe una mano di bianco, si vedrebbe meno gente scuotere la testa; e sarebbe più «coerente» con il resto dell'ambiente, ben tenuto e pulito, addirittura con possibilità di fare la raccolta differenziata: Fs ha dislocato trepiedi per carta, plastica e misti.

Camilla Ferro
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