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16.04.2010

Preben Elkjaer, la favola di Cenerentolo

Una foto storica: la felicità di Elkjaer, dei compagni e dello stadio
Una foto storica: la felicità di Elkjaer, dei compagni e dello stadio

3ª PUNTATA. «Reteeeeeeee!!!!»: la radiocronaca di Roberto Puliero, quella radiocronaca, è oggi nelle suonerie dei cellulari dei tifosi dell'Hellas, quelli che allo stadio c'erano e quelli che magari adesso hanno solo 16 o 17 anni. È il gol simbolo della cavalcata dello scudetto, è il gol dei gol. Lo segna Preben Larsen Elkjaer che quel giorno porta nella storia anche il suo scarpino destro, smarrito per strada prima di folgorare Tacconi, portiere della Juventus, e mandare in delirio il Bentegodi.
PRANDELLI IN PANCHINA. È il 14 ottobre 1984 e a Verona arriva la Signora, la squadra di Scirea e Cabrini, Tardelli e Rossi, Platini e Boniek, la squadra dalla quale erano arrivati Galderisi e Fanna e che tra le riserve aveva un certo Cesare Prandelli che sarebbe diventato allenatore di un Hellas di lusso.
Stadio stracolmo, solita tensione che però via via si scioglie perché l'Hellas dimostra di reggere - eccome! - il confronto con i campioni d'Italia.
Trapattoni lascia in panchina Platini appena rientrato dall'impegno con la Nazionale francese, ma non servirà a nulla inserirlo nella ripresa. Anzi, è proprio nel secondo tempo che il Verona colpisce una prima volta: al 62' Galderisi sfrutta l'uscita a vuoto di Tacconi sul cross di Fanna e insacca. Il Bentegodi ribolle, l'entusiasmo è a mille ma il bello deve ancora venire.
PIOLI UBRIACATO. A nove minuti dalla fine - «Cavallo Pazzo» o «Sindaco», chiamatelo come volete - raccoglie il rilancio della difesa, finta su Pioli, scatta via, allunga, non lo vedono più. Puliero al microfono urla «Elkjaer, Elekjaer, Elkjaer...». Un attimo per riprendere fiato osservando la prodezza del danese e poi quel lunghissimo, infinito «Reteeeeeeeeeeeeee!!!». Pochi si accorgono subito che nella sua corsa il danese ha smarrito la scarpa destra e ha calciato senza, ma è lui - mentre saltella come un grillo - a indicare il calzettone. Galderisi è incredulo, i gialloblù si abbracciano, la Juventus è schiantata.
«NORMALE». «Una rete normale», la definisce Elkjaer negli spogliatoi. Normale? L'Arena il giorno dopo titola: «È da leggenda». E la Gazzetta dello Sport commenta: «Il Verona sale in cattedra è da due lezioni alla Juve: esalta il suo primato con lo spettacolo e castiga il supercatenaccio dei campioni». Lo stesso Bagnoli si fa prendere dall'euforia: «Così si gioca solo in paradiso!», commenta il tecnico. Verona comincia a sognare.
LA RISPOSTA DELLA SAMP. Quel giorno la Doria batte anche la Fiorentina e resta incollata a un punto dall'Hellas, salito a 9. Torino e Inter chiudono sull'1-1 e i granata sono terzi a 7 punti insieme al Milan che batte la Roma. A 6 ci sono la Fiorentina e l'Inter mentre la Juve dopo cinque giornate è ferma a 5.

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