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06.03.2018

Gioco e biscottino
«Così prepariamo
i cani da ricerca»

La cagnolona Zoe e Elsa Gelio impegnate in una ricerca in superficie
La cagnolona Zoe e Elsa Gelio impegnate in una ricerca in superficie

È tutta una questione di naso. Noi abbiamo 5000 milioni di ricettori nella corteccia olfattive, loro da 125 a 300 milioni. Sono i Canis lupus familiaris. Li vediamo al Campo Scuola in via Verdi a Montericco di Negrar ogni venerdì e sabato, da ottobre a dicembre e con qualsiasi tempo, di razza o meticci, maschi e femmine, coi loro amici di elezione padroni-conduttori, al corso di educazione di base ed a quello biennale di specializzazione di ARGO 91, attiva del 1985. È l’Onlus Unità Cinofile di Soccorso nell’albo regionale del volontariato. Cercapersone a quattro zampe. Più due. Per salvare esseri umani travolti da sinistri o vittime di terremoti-frane-alluvioni o perdita dell’orientamento. Sono 30 coppie di unità cinofile ed istruttori con 5 esperti di logistica tutti volontari, operano in Italia ed all’estero chiamati da una catena di emergenza che coinvolge Prefetture, Carabinieri, 118, Soccorso Alpino e Speleologico, Vigili del Fuoco, Protezione Civile. Pure gli Alpini veronesi hanno cani da soccorso come l’associazione Diade. Non sono cani da traccia, i molecolari, i Bloodhod, non agiscono in acqua e sulla neve, ma cani “da scovo”: seguono una pista, un odore umano nell’aria anche dopo sei settimane, e bonificano il territorio. Avvertono con latrati continui se incontrano persone (se morte, uggiolano). L’addestramento non si basa mai sulla coercizione, ma sul rapporto fiduciario di gioco e premio: cibo, giochi, coccole del collega umano. Loro nelle selve più impervie ci “mettono l’anima”, ma dopo massimo due ore devono riposare, mezzora se agiscono dentro macerie. Come per i catastrofici terremoti dell’Algeria (2003), dell’Aquila (2009), alle alluvioni dell’Est veronese (2013), all’emergenza neve del 2011 nelle Marche, al terremoto dell’Emilia (2012) e, tremendo, il 24 agosto 2016 ad Accumuli ed Amatrice (Rieti) e ad Arquata del Tronto (Ascoli Piceno). Là, portati in elicottero, hanno operato fra le case crollate mentre le scosse continuavano. Sono attivi dagli 8 mesi ai 10 anni di età. A fine anno erano a Campofontana alla ricerca del disperso mai più ritrovato: 122 le persone impiegate, di lui è rimasta l’auto. Altri dispersi, avventuratasi sul Baldo e sul Carega o nei profondi selvaggi vai della Lessinia, ne hanno evidenziato il prezioso contributo. I volontari portano i loro cani nelle scuole, esempi fascinosi di passione. La presidente di ARGO 91, Laura Cavarzare cita: «L’amore per un cane dona grande forza all’uomo». È Seneca. •

Bartolo Fracaroli
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