25 marzo 2019

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06.10.2010

A piedi o in bici lungo l'Adige

Costituisce sicuramente uno dei percorsi più gettonati e frequentati dai podisti veronesi, complice anche il fatto che almeno un tratto di questo itinerario è diventato decisamente più popolare da alcuni anni, in seguito alla chiusura domenicale di lungadige Attiraglio, nel tratto che va da ponte Catena a Parona: nei giorni festivi gli amanti del jogging si ritrovano dunque a convivere anche con ciclisti e pattinatori, oltre che con tanti che alla corsa preferiscono una passeggiata, magari genitori con pargoletti al seguito. In realtà però proprio da qui, o, meglio, da un chilometro prima, cioè dal ponte di Castelvecchio, parte un itinerario che i veri podisti frequentano non solo nei giorni festivi, quando anche la strada asfaltata è libera dal traffico automobilistico, ma pure durante la settimana, negli allenamenti strappati alle ore di lavoro. Finite le ferie estive, per tenersi in forma è utile continuare l'attività fisica e L'Arena proporrà ogni settimana percorsi adatti a tutti per allenarsi alla corsa a piedi, una vera mania esplosa in questi anni che coinvolge migliaia di veronesi di tutte le età. Non c'è insomma momento del giorno in cui su questo tracciato dove si alternano un tratto acciottolato, asfalto e sterrato. non si incontri qualcuno intento all'allenamento, forse anche per il fatto che questo percorso costituisce un'ottima soluzione per chi desidera allenarsi nella corsa senza allontanarsi troppo dal centro città, potendo scegliere su soluzioni e lunghezze differenti a seconda del fiato e del tempo a disposizione.
Dal ponte di Castelvecchio parte infatti la via alzaia, vale a dire il sentiero che corre parallelo alla strada asfaltata ma restando a fianco dell'Adige: un acciottolato che si snoda ininterrotto fino a Parona, più stretto nel tratto che arriva fino al Chievo, più ampio dalla diga del Chievo a Parona. In totale di tratta di sette chilometri lungo l'Adige, che conducono esattamente al ponte della Ferrovia di Parona. Il primo tratto, quello che da Castelvecchio va alla diga del Chievo, è un acciottolato un po' sconnesso: attenzione alle caviglie, dunque, o cercate di restare sulla parte in marmo che corre vicina all'Adige. Arrivati a Parona si può scegliere: o proseguire ancora sul sentiero che costeggia l'Adige e che a partire da lì diventa sterrato, oppure attraversare il ponte della Ferrovia e tornare alla partenza optando per un circuito ad anello, con qualche possibile variante.
Una volta attraversato infatti il ponte e fatta la piccola discesa che riporta a fianco dell'Adige, al podista si presentano due possibilità, entrambe su asfalto: proseguire diritto per qualche centinaio di metri, quindi svoltare seguendo la strada asfaltata, via Barucchi, in direzione della trattoria "Alla Sorte", procedere ancora lungo il tratto in leggera salita per arrivare alla discesa che porta alla diga del Chievo. Si può arrivare però allo stesso punto percorrendo l'altro tratto di via Barucchi: dopo la discesa del ponte della ferrovia di Parona, svoltare a sinistra, imboccare la salita, quindi di nuovo a sinistra, percorrere tutto il tratto in leggera pendenza che costeggia la ferrovia per arrivare poi sotto il volto del ponte della ferrovia e ritrovarsi alla stessa discesa che porta alla diga del Chievo. Da qui, dopo una sosta alla fontanella che si trova all'inizio della pista ciclabile, si può imboccare lo sterrato che corre sulla riva sinistra dell'Adige e sbuca nel quartiere Navigatori: un tratto molto bello, ombreggiato, sistemato di recente. Solo in brevi passaggi ci sono sassi un po' sconnessi, per il resto è uno sterrato molto buono, che regge bene anche in caso di pioggia. Finito il tratto sterrato, restano 800 metri di asfalto (c'è un comodo marciapiede) e si arriva a Ponte Catena: lo si attraversa e si ritorna alla partenza a Castelvecchio. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Alessandra Galetto
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