Seguici... Facebook Twitter Google+ Feed RSS
21 novembre 2018

Interviste

CHIUDI
CHIUDI

Chiudi

08.11.2018

Interviste

Tommy Emmanuel
stasera in concerto
al teatro Filarmonico

Tommy Emmanuel sarà al Ristori venerdì 9
Tommy Emmanuel sarà al Ristori venerdì 9

Tommy Emmanuel è considerato da critica, pubblico e colleghi uno dei migliori chitarristi al mondo. Può permettersi, come ha fatto nel recente album “Accomplice One”, di chiamare come ospiti fuoriclasse rock e country come Mark Knopfler, Jason Isbell, Ricky Skaggs, Jorma Kaukonen e Jerry Douglas. E quest’ultimo sarà con lui al teatro Filarmonico, venerdì 9 novembre alle 21 (biglietti su Geticket, al Boxoffice e nelle filiali Unicredit).

Emmanuel, in “Accomplice One” una canzone parla di un «song and dance man», un musicista che va di città in città per far divertire la gente. Anche lei si sente così?

Sì, un “song & dance man” è un intrattenitore. Se mi guardate in faccia, vedete i segni che hanno lasciato le difficoltà. Non cerco fama né denaro, voglio solo che la gente si diverta.

Se Chet Atkins è il nonno dei chitarristi, John Fahey lo zio strano e Mark Knopfler il cugino scozzese, lei, australiano, chi è?

Il chitarrista jazz inglese Martin Taylor mi chiama l’Abominevole Showman. Io mi sento l’Indiana Jones della chitarra. Mi piace l’avventura e adoro esplorare la parte ancora sconosciuta del mondo delle sei corde.

Si sente parte di una tradizione? A volte la tradisce?

La tradizione ha un senso profondo per me ma allo stesso tempo mi piace distorcerla. Non la consideraro terra sacra: una canzone è solo una canzone. Per rispetto e per amore di “Imagine”, per dire, non vorrei mai cambiarne la melodia. Ma non significa che non potrei. Mi sento parte di una lunga catena che da Django Reinhardt arriva a Merle Travis, Chet Atkins e Jerry Reed.

A proposito di Reinhardt. Nel suo nuovo album c’è il brano “Djangology”, dedicata a questo mitico chitarrista gypsy. I gitani hanno contribuito allo sviluppo del jazz e della musica popolare, non solo del flamenco.

Non la vedo come musica gitana, ma come musica e basta. Per me Django suona jazz, che vuol dire libertà di espressione. Robin Williams, quando faceva lo stand up comedian, da solo sul palco, diceva: “Questo è il mio jazz”. Quando suono un brano come “Mombasa” e faccio un assolo di percussioni usando la chitarra, quello è il mio jazz.

Fin dove può arrivare percuotendo la chitarra come fosse una batteria?

Chiedetemelo fra vent’anni.

Lei suona a una velocità vertiginosa e chi va veloce ha sempre ragione, no?

No. Guardate Eric Clapton. Non ha mai suonato veloce. A me piace veloce, a velocità media e piano. E poi, davvero io sarei veloce? Ascoltate Paco De Lucia. Certi suoi flamenchi sono velocissimi, eppure così profondi. Suona veloce solo quando la canzone lo richiede. E così faccio io.

E l’essenza qual è?

La qualità e l’integrità della musica, e se una canzone è scritta bene, se dice qualcosa. Potrei stupire il pubblico con la tecnica ma se ci fosse solo quella, diventerei noioso subito. Al pubblico si devono trasmettere emozioni, raccontando qualcosa. La tecnica non basta.

In due-tre passaggi di “Accomplice One” lei ride. Si diverte ancora a suonare?

Non è che dopo un po’ diventa un lavoro? No, non l’ho mai vissuto così. Mi diverto sempre. Il giorno in cui diventerà un lavoro, vorrà dire che siete al mio funerale.

In realtà è molto di più di un lavoro, no?

Sì, è una responsabilità. Atkins (mentore di Emmanuel, ndr) mi ha dato il certificato di chitarrista: per molti un onore, per me una responsabilità. Devo trasmettere ai giovani quello che mi ha trasmesso Chet. Ed è il motivo per cui sono sempre in tour.

Ma la chitarra, alla fine, cos’è per lei?

Una “weapon of mass construction”, un’arma di costruzione di massa.

Giulio Brusati
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1

Gara di solidarietà

Sondaggio

Alcuni tifosi non andranno allo stadio per protestare contro la gestione dell'Hellas. Fanno bene secondo voi?
Tifosi Hellas
ok

Sondaggio

Vota il veronese di Ottobre 2018
ok

Sport

Spettacoli