21 febbraio 2019

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09.01.2019

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Manara: «Chiama Celentano?
È come se chiamasse la Patria»

Milo Manara al lavoro nel suo studio
Milo Manara al lavoro nel suo studio

«Quando chiama Celentano è come se chiamasse la Patria, bisogna rispondere: Presente!«, Così Milo Manara racconta come è iniziata la collaborazione tra lui e il Molleggiato. La mano del celebre fumettista italiano si è messa al servizio delle sue idee rivoluzionarie ed è nata la serie animata Adrian, fulcro dello show che andrà in onda su Canale 5, in diretta dal teatro Comploy di Verona, per nove serate. In un futuro lontano in cui il mondo è governato da una dittatura che costringe il popolo all’omologazione, Adrian è il super eroe che guiderà la ribellione, così come ha già fatto Adriano Celentano nel mondo della musica. Per questo progetto Celentano ha richiesto la collaborazione di colossi in ogni ambito della sua creazione e Milo Manara è la firma della realizzazione grafica della serie. «Dal punto di vista grafico ho avuto il ruolo del vertice della piramide, tutto è partito dalle immagini che disegnavo io a partire dalle indicazioni di Adriano Celentano», spiega il fumettista. Ascoltando le descrizioni dei personaggi del regista, Manara ha posto le basi grafiche del progetto, rappresentando i protagonisti della serie: Adrian e Gilda, la compagna del super eroe (nella vita Claudia Mori), in formato cartoon. «Perché l’animazione? Perché il tempo è passato e il tempo è lo scultore più impietoso che ci sia, quindi riscolpisce i volti in modo diverso da quando erano giovani e allora l’unica possibilità per recitare da giovani è il cartone animato»: così Manara motiva la scelta del fumetto che gli ha permesso di manifestare a pieno il suo stile grafico. Nella realizzazione di questi due personaggi l’artista ha dovuto dare loro vita, come si usa, di fronte, di profilo, di tre quarti e di schiena, sia nel primo piano che nella figura intera. Ma il suo lavoro si è spinto oltre. Su richiesta di Celentano, Manara ha dovuto creare per la coppia protagonista uno storyboard, quindi la sequenza delle scene più importanti disegnate in quasi animazione con particolare attenzione alle varie espressioni facciali dei personaggi, gioia, rabbia e stupore. Manara racconta Adrian, il protagonista di questa serie di animazione: «Adrian è Adriano Celentano se non avesse fatto il cantante e avesse continuato a fare l’orologiaio come faceva da ragazzino. È un ragazzo semplice a cui sta a cuore il pianeta e la giustizia sociale, l’equità del mondo. È un ragazzo normale che diventerà un capo popolo, un eroe romantico». Adrian rappresenta quindi il Celentano delle origini, il ragazzo della via Gluck, che ha come missione il cambiamento e la ribellione alle ingiustizie. Ruolo che calza su misura ad Adriano Celentano che dai racconti di giovinezza di Manara incarna la rivoluzione nel mondo musicale: «Quelli della mia età avevano pochi miti all’epoca e Celentano fin dalle sue prime apparizioni al Festival di San Remo, ha scombussolato quello che era il costume generale, il rock contro la lentezza di prima». Il fumettista racconta con orgoglio il momento in cui Celentano lo ha chiamato a ha avuto inizio la stretta collaborazione. Il contatto tra i due artisti, specialmente nei primi anni di questo lungo progetto, era quotidiano. Entrambi lavoravano esclusivamente su Adrian e si confrontavano su ogni progresso e idea con una intensissima frequenza. Tra i due si è creato un rapporto professionale molto stretto, forse a causa di quell’ironia e leggerezza che li contraddistingue. I disegni di Manara sono da sempre connotati da un carattere spigliato e allegro, e proprio questa è stata la richiesta di Celentano per la grafica di Adrian: leggerezza. Dalle prime anticipazioni di questo disegno animato, soprattutto le figure femminili e le scene erotiche sono chiaramente frutti creativi di Manara che dopo cinquant’anni di carriera ritiene un punto d’arrivo l’essere riconoscibile. La sua ironia, la sua ottica erotica ammorbidita e leggera valorizzano anche le scene più torride che si riscattano con un’allegria di fondo.

Giulia Parisi
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