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10 dicembre 2018

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06.12.2018

Interviste

Dalmonte, la Tezenis sulla pelle
«Virtus e Trieste, emozioni forti»

Tutta la grinta di Luca Dalmonte (FOTOEXPRESS)
Tutta la grinta di Luca Dalmonte (FOTOEXPRESS)

Due anni. La storia di Luca Dalmonte alla Scaligera iniziava nel tardo novembre 2016. Primo viaggio a Bologna, contro la Virtus. Settantasette partite dopo, Dalmonte porta con sé 45 vittorie e 32 sconfitte. Due play off giocati. Un ottavo posto la prima stagione (le prime otto giornate le aveva condotte però Fabrizio Frates, che rimediò tre vittorie e cinque sconfitte prima di essere sostituito), ed un sesto posto lo scorso anno. Verona fuori sempre ai quarti play off, prima con Ravenna e lo scorso maggio con la Fortutido. Il progressivo statistico raccolto fin qui da coach Dalmonte parla di un record 17-13 il primo anno (play off compresi), che diventa 22-15 la scorsa stagione. Oggi la Tezenis è 6-4, sesta, in piena corsa play off. La percentuale totale di vittorie del tecnico imolese è del 58.4 per cento.

Dalmonte, come ricorda la prima contro la Virtus?
«Ero spettatore non pagante. Arrivato da appena 72 ore. Impossibile intervenire così in fretta. Ero lì per guardare e incidere».

La sua partita più emozionante?
«Ce ne sono due. Il primo anno la vittoria all'overtime in casa contro la Virtus. E l’anno scorso il successo sempre in casa all’ultimo secondo contro l'imbattuta Trieste. Ma la più emozionante la sto ancora cercando. Sono proteso verso il futuro e verso qualcosa che deve ancora accadere».

Quand’è che ha detto: abbiamo fatto un capolavoro di strategia?
«Succede ai play off, quando devi cambiare in fretta, rivisitare la tattica, lavorare in velocità con staff e giocatori. E trovare intesa. Quindi penso alla serie vinta contro Biella il primo anno e la stagione successiva il 3-0 contro Legnano».

Il flop da cancellare?
«Tantissimi, molti salvati da giocatori e staff. Ma non vivo di occasioni perse. Se devo confessare un rammarico è quello di non avere fatto riposare la squadra prima di gara uno contro Ravenna dopo la lunghissima serie contro Biella che ci aveva prosciugato le energie. Avremmo dovuta gestirla diversamente. I ko di Recanati, Roseto e Ferrara? Anche le peggiori cadute devono essere utilizzate nel migliore dei modi».

Una partita che vorrebbe rigiocare all'infinito?
«Stiamo sull'attualità: le due sconfitte contro Forlì e Assigeco di quest'anno. Il desiderio sarebbe proprio quello di rigiocarle per quello che è stato l’esito finale degli incontri Ma nel nostro mestiere è determinante resettare e ripartire subito».

La “mia“ partita?
«Facile, quella contro Imola, visto che lì nello staff c'è mio figlio».

Una gara che dedica a...
«La mia prima dedica va sempre ai giocatori. Perché sono loro che faticano per prepararsi e per giocare».

E quella che ricorderà più a lungo?
«La dobbiamo senz’altro ancora giocare».

E la sfida tra Dalmonte che ne ha vinte sei di fila e quello che oggi è arrivato a quattro? Come la vive?
«Rifuggo i parallelismi. Si parla di squadre differenti. Non mi ricordavo nemmeno che la passata stagione ne avessimo vinte sei di fila. Ma la mia vera sfida la vivo in Tezenis contro Montegranaro. Mi fermo lì».

Simone Antolini
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