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12 dicembre 2018

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08.03.2018 Tags: Lorella Cuccarini , Gabriele Pignotta , Giampiero Ingrassia , Teatro Salieri

Interviste

Cuccarini:«Dopo
30 anni di carriera
il mio...debutto!»

Giampietro Ingrassia e Lorella Cuccarini protagonisti di «Non mi hai più detto ti amo»
Giampietro Ingrassia e Lorella Cuccarini protagonisti di «Non mi hai più detto ti amo»

Ancora un tutto esaurito al teatro Salieri di Legnago. Sabato, alle 20.45, a concludere la rassegna di “Teatro brillante” arriverà la commedia Non mi hai più detto ti amo!, scritta e diretta da Gabriele Pignotta, che vedrà in scena due attori d’eccezione: Lorella Cuccarini, «la più amata dagli italiani» e Giampiero Ingrassia, che torna sul palcoscenico salieriano ad un anno di distanza da Cabaret. La pièce - preceduta da un incontro, alle 20, nel ridotto, con il critico Simone Azzoni - segna il ricostituirsi sulle scene della coppia diventata famosa nel 1997 con la versione italiana del musical Grease. Per la Cuccarini, si tratta, come lei stessa ci ha anticipato, della prima esperienza con la prosa.

Sembra davvero strano che per lei, con oltre 30 anni di carriera strepitosa alle spalle, questo sia un debutto…

Invece è proprio così (ride) e ne sono felice. Innanzitutto perché in questo mio esordio nella prosa ho al mio fianco Giampiero con cui avevo debuttato nel musical. E poi perché ad entrambi è subito piaciuta questa idea di ricostituirci come coppia: certo non siamo più i fidanzatini della Rydell High School, ma un marito ed una moglie, ormai maturi, alle prese con un equilibrio familiare che improvvisamente si incrina.

La pièce è centrata sul tema della famiglia con i suoi punti di forza, le sue fragilità, momenti alti, ma anche bui. Uno spaccato di vita che accomuna un po’ tutti…

Senza dubbio. Un aspetto interessante di questa commedia è proprio che in essa ciascuno di noi può ritrovare un pezzo di vita. L’obiettivo del testo di Gabriele Pignotta non è solo far divertire, ma anche ispirare una riflessione sulla vita vera, portare in scena dei personaggi vicini alla realtà di tutti i giorni con i quali ci si può identificare.

Serena, da lei interpretata, è una moglie e madre perfetta, che ad un certo punto decide di dedicarsi un po’ a se stessa, provocando un ribaltamento degli equilibri familiari. E’ un invito per le donne a guardare anche ai propri desideri?

In un certo senso si. Ma non solo per sé, anche per il bene della famiglia. A volte, il troppo amore finisce per soffocare gli altri, le loro ambizioni ed aspettative. In una parola, si trasforma in qualcosa di controproducente. Per questo, quando Serena decide di non mettere più in primo piano i familiari, si destabilizza tutto. Ma è solo così che può arrivare qualcosa di positivo: la figlia oppressa troverà finalmente il suo spazio per emanciparsi e il figlio, un autentico “mammone”, imparerà a crescere.

Negli ultimi tempi, sulla scia dello scandalo Weinstein, si è parlato tanto di molestie, in particolare nell’ambito dello spettacolo. Lei cosa ne pensa?

Pur essendo chiaramente dalla parte delle donne, non mi piace questa idea di sbattere il mostro in prima pagina. Occorre fare attenzione a come si parla. Non si gioca con la vita degli altri. Le molestie, quelle vere, si denunciano nelle sedi opportune, non su social o nei salotti televisivi. E poi non bisogna dimenticare che non esistono solo “piccole fiammiferaie” ingenue: ci sono donne che hanno costruito la loro carriera sui compromessi. E’ una scelta certo, ma anche un dato di fatto. Non un’opinione. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Elisabetta Papa
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