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20 febbraio 2018

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08.02.2018

Interviste

Bauli: «Politici,
stop promesse false
Serve più serietà»

Michele Bauli, presidente di Confindustria Verona
Michele Bauli, presidente di Confindustria Verona

A Verona si terranno le Assise generali di Confindustria. Un evento dal sapore politico, a pochi giorni dal voto. Dottor Bauli, che Confindustria abbia deciso di schierarsi?

Un evento politico? – spiega Michele Bauli, presidente di Confindustria Verona, che dell'appuntamento sarà il padrone dicasa – Sì, sarà un momento molto politico, in cui gli imprenditori presenteranno al Paese il loro progetto strategico. Credo non ci sia nulla di più politico.

Dunque, citando il redivivo Cavaliere, una vera e propria discesa in campo...

Se per discesa in campo intendiamo un forte richiamo dentro il dibattito elettorale per dire la nostra su dove si deve andare, con quali obiettivi e con quali progetti, allora dico di sì. Del resto Confindustria ha questo ruolo che deve giocare pienamente. Se invece qualcuno pensa ad un endorsement siamo fuori strada. Le Assise sono l'assunzione di responsabilità di Confindustria come parte sociale del Paese che si impegna su interessi generali, prima ancora chedi parte e lontano dall'arena dei partiti.

Un manifesto, quindi...

Si, un manifesto che non a caso viene presentato a due settimane dal voto, dopo due mesi di lavoro condiviso tra migliaia di imprenditori.

E lo si fa da Verona. Perché?

Intanto sono onorato che sia stata scelta la nostra città. Credo che il Nord Est e proprio Verona sia un’area del Paese che più di altre sta cogliendo le opportunità della ripresa dimostrando che le imprese sono il vero motore dello sviluppo. Basti pensare che la produzione a Verona cresce da 17 trimestri consecutivi e che negli ultimi 5 anni è aumentata la presenze di imprese straniere che hanno accresciuto del 12%i dipendenti: una parte d’Italia che spinge e si trasforma con 3 miliardi di euro previsti per investimenti nel 2018.

Insomma siamo un modello per il Paese.

È vero, credo che la scelta sia un grande riconoscimento per il territorio e per il nostro sistema produttivo.

Dicevamo che si tratta di un evento politico. Cosa pensa della campagna elettorale?

Penso sia una campagna che guarda al futuro del Paese con gli occhi fissi nello specchietto retrovisore anziché sulla strada che abbiamo davanti.

Commento duro. Cosa intende?

Troppa demagogia, troppe promesse irrealizzabili e nessuna proposta organica. Quasi tutti sono impegnati a dichiarare che metteranno in discussione quelle riforme che, con fatica, sono state approvate nella legislatura che si sta per concludere. Sembra si abbia come unico scopo lo smantellare riforme ancora incompiute ma legittimamente approvate. Una disfatta. Dimostrerebbe che in Italia nulla è mai definitivo e chenessun passo avantiè possibile, mentre il mondo intorno a noi si trasforma.

 

PER LA SECONDA PARTE  DELL'INTERVISTA CLICCA QUI.

Maurizio Cattaneo
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