17 febbraio 2019

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12.10.2018

Perla dell’Egeo
A Rodi sulle orme
di San Paolo

L'acropoli di Lindos, uno dei tre più antichi insediamenti di Rodi: qui nel 58 d.C. approdò San Paolo
L'acropoli di Lindos, uno dei tre più antichi insediamenti di Rodi: qui nel 58 d.C. approdò San Paolo

C’ è un punto nel Mediterraneo in cui il mar di Levante incontra il mar Egeo e il Meltemi, il vento che spazza gli arcipelaghi greci, incrocia l’aria calda ed immobile del vicino Oriente. Accade a Prassonissi, ultima propaggine di Rodi, promontorio collegato all’isola da un istmo sabbioso, che l’alta marea può sommergere completamente. La spiaggia, bagnata dall’Egeo, è ondosa ed agitata. Quella lambita dal mar di Levante è calma e offre acque cristalline. Uno spettacolo naturale che diventa palestra per gli appassionati di windsurf o skysurf, che possono essere affittati sul posto; oasi di relax per chi vuole limitarsi a prendere il sole o a nuotare in una sorta di piscina naturale dalla rara limpidezza, con fondali chiarissimi tra cui si mimetizzano piccole sogliole e si incrociano vari esemplari di pesci. La penisola tra i due mari, lontana dal turismo di massa di Calitea e Faliraki, non è che una delle molte sorprese che riserva un viaggio nel sud della perla del Dodecaneso. Per chi vuole godersi l’ultimo sole prima dell’inverno l’isola dei Cavalieri, avamposto medioevale della cristianità contro i sultani (i Cavalieri di San Giovanni la abitarono dal 1309 al 1522, quando furono costretti a riparare a Malta, sconfitti da Solimano il Magnifico), assicura temperature estive e notti miti per tutto il mese di ottobre. Sulle lunghe spiagge accanto a Gennadi, può capitare di abbronzarsi per ore in assoluta solitudine. Da non perdere neppure l’ampia baia di Plimmiri, dove è possibile pranzare nella taverna di pesce affacciata al piccolo porto. Poco più a Nord, si incrocia invece la cala di Glystra, sabbiosa, dalle trasparenze incantevoli, definita da promontori rocciosi. A Kattavia, la deviazione per Pano Gialos è il punto di riferimento per un rettilineo di sabbia che fronteggia Ktenies e altri isolotti disabitati. In riva al mare crescono ginepri rossi giganti e gigli della sabbia. Da programmare, a pochi chilometri di distanza in direzione Nord, una tappa a Lindos, uno dei tre più antichi insediamenti dell’isola. La città, una cascata di case e tetti completamente bianchi, che affacciano sul mare a sinistra e sulla baia di San Paolo a destra (l’apostolo si sarebbe fermato qui nel 58 dopo Cristo per evangelizzare gli abitanti di Rodi) è sovrastata dall’antica acropoli, visitabile. L’ideale è organizzare l’escursione poco prima del tramonto perché l’abitato è costituito da un dedalo di strettissime vie, con negozi, in particolare di artigianato e gioielleria, bar e ristoranti, tra cui la brezza marina non ha facile accesso. La città può accontentare anche chi ama fare tardi e ascoltare musica dal vivo, fermandosi nei molti music bar, sempre affollati. Per chi invece preferisce una serata in tranquillità, in una tipica «taberna», è d’obbligo svoltare verso Lachania e sfidare il labirinto di vie strettissime per scegliere un tavolo ai ristoranti del posto, sotto grandi alberi e pergolati che lascia passare il vento fresco della sera. La cucina è semplice: è possibile degustare carne allo spiedo, moussaka e feta al forno, oltre alle verdure e all’immancabile pesce.

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