17 febbraio 2019

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23.11.2018

Idoli dalla «Luna»
In Lunigiana
tra storia e mistero

Idoli? Divinità funerarie? Eroi? Ancora fitto il mistero sulle statue-stele simbolo della Lunigiana
Idoli? Divinità funerarie? Eroi? Ancora fitto il mistero sulle statue-stele simbolo della Lunigiana

È una regione di mezzo, tra l'Alta Toscana e la Liguria di Levante, terra ricca di storia, di panorami suggestivi, punteggiata da castelli. La Lunigiana è stata abitata dall'età della pietra, scelta per importanti insediamenti urbani in epoca romana, percorsa durante tutto il Medioevo dai pellegrini in transito sulla via Francigena. Un territorio delimitato dalle Alpi Apuane e dal Tirreno, che custodisce misteri e leggende. Si dibatte ancora, ad esempio, sulla funzione delle enigmatiche statue stele, rinvenute a partire dal diciannovesimo secolo nelle province di La Spezia, Massa Carrara e Lucca. Scoperte per caso da contadini intenti ad arare la terra o da imprese di scavo, le più significative sono in mostra nel museo delle Statue Stele Lunigianesi «Ambrosi» di Pontremoli, ospitato nel Castello del Piagnaro. L'edificio di origine longobarda, che è stato completamente restaurato nel 2015, risale alla seconda metà del 1200, ma è stato ampliato nei secoli. Si trova in posizione dominante sulla valle ed offre una splendida vista sul paese attraversato dalla confluenza tra il torrente Verde ed il fiume Magra. Espone 42 delle 82 statue-stele finora recuperate e raffiguranti figure maschili con corredo di pugnali o lance, e femminili dai grandi seni, che talvolta indossano ornamenti. Un'intera sala è dedicata alle sette stele di Groppoli, esposte in un'unica teca e colpite da luce radente in un ambiente oscurato per ricreare la sacralità dei reperti, che erano probabilmente inseriti in aree di culto. L'esposizione si avvale anche di strumenti multimediali e ripropone testimonianze filmate di chi scoprì le statue. Nonostante l'interesse generato dai ritrovamenti, gli interrogativi restano ancora molti. Ciò non ha impedito alle statue stele di diventare il simbolo della Lunigiana, entrate anche nei «loghi» di guide, dépliant turistici, esercizi commerciali.Pontremoli non offre solo la visita al museo Ambrosi. Collocato sulla via Francigena e citato per la prima volta da Sigerico, vescovo di Canterbury di ritorno da Roma nel 990, il paese è culturalmente vivace, sede dagli anni '50 del Premio letterario Bancarella, che si tiene a luglio. Interessante anche visitare le molte chiese ed il centro storico delimitato da porte medioevali.L'itinerario nella regione può proseguire lungo la via Francigena fino a Filattiera, dove ai piedi del borgo antico si può fare tappa alla pieve romanica di Sorano. Nel paese alto invece, si trova il castello Malaspina. La nobile casata toscana lasciò tracce della propria presenza anche a Fosdinovo, non lontano da Sarzana, dove è possibile visitare un altro castello, tuttora di proprietà della famiglia, che è il più grande e meglio conservato della zona. Qui, secondo una delle più famose leggende tramandate da generazioni, il fantasma della marchesina Bianca Maria Aloisia, morta a causa di un amore ostacolato dai parenti, vaga ancora per le numerose stanze del maniero. Una deviazione al percorso, infine, merita anche Fivizzano, la «Firenze» di Lunigiana, con la piazza e la fontana medicea, il museo della Stampa e le antiche mura.

Valeria Zanetti
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