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13.04.2018

Aziende vitivinicole
Piace sempre più
il museo in Cantina

Sempre più numerosi i musei del vino nelle cantine veronesiUn visitatore «immerso» nel tino gigante all’interno del Masi Discovery Museum
Sempre più numerosi i musei del vino nelle cantine veronesiUn visitatore «immerso» nel tino gigante all’interno del Masi Discovery Museum

«Sola, tra le specie vegetali, la vigna è capace di farci conoscere il vero sapore della terra che la cresce». La scrittrice francese Colette riassume in questa frase il legame inscindibile tra vino e terra, tra vino e territorio. Ed è in virtù di quel legame che sempre più numerose aziende vitivinicole del Veronese hanno già inaugurato, all’interno della loro cantina, un museo per accompagnare il visitatore non solo in una degustazione guidata, ma anche in un viaggio in uno dei territori tradizionalmente più votati all’enologia.

 

CANTINA STORICA. Non si tratta di un allestimento in piena regola, ma di un’area della Cantina rimasta com’era a metà dell’Ottocento: Bertani espone tini di fermentazione, presse e i macchinari d’imbottigliamento originali, utilizzati all’epoca nella storica Cantina Bertani di Grezzana che, spiega Emilio Pedron, amministratore Delegato dell’azienda, «è stata fondata nel 1857. Da allora Bertani è uno stabilimento enologico che vinifica le proprie uve, produce i propri vini e li commercializza».

 

UN’AIA D’EPOCA. «La memoria? È tesoro e custode di tutte le cose». Parola di Michele Tessari, amministratore delegato di Ca’ Rugate, che si trova a Montecchia di Crosara, località Pergola, e che infatti ha inaugurato un enomuseo dove raccoglie oltre 150 pezzi tra strumenti e attrezzi del mestiere del vignaiolo, ambientati nel contesto della quotidianità contadina, che la famiglia Tessari ha ereditato dall’attività vitivinicola in circa 100 anni di storia. L’esposizione documenta lo sviluppo del percorso produttivo del vino, dall’arrivo dell’uva nell’aia di una casa degli anni Quaranta del Novecento, fino all’imbottigliamento: carretto, gerle, torchio, deraspatrici, strumenti per la determinazione dell’alcol, tappatrici da tavola e a mano, il grande torchio monumentale, senza considerare pompe a stantuffo, filtri in rame, un gassificatore. Chiude l’esposizione una cantina con enormi botti intarsiate e attrezzi per la pesa. «Un passo a ritroso», scrive la famiglia, «nel tempo capace di condurci, come il carro dell’Orsa Maggiore, verso il domani».

 

150 ANNI DI STORIA. Centocinquant’anni di tradizione sono invece l’eredità di Villa Canestrari, ubicata in Val d’Illasi, il cui museo si sviluppa in varie stanze: la più vasta raccoglie una serie di attrezzi che risalgono agli inizi del Novecento, fino alla “chicca” del quaderno di appunti di enologia, datato 1886, utilizzato da Carlo Bonuzzi, antenato della famiglia, che si diplomò nel 1888 alla Regia scuola di Enologia di Conegliano Veneto imprimendo un cambio di passo all’attività della famiglia. E, ancora, la ricostruzione di un laboratorio per le analisi del vino con apparecchiature d’epoca, il «granaio» per l’appassimento delle uve per i Recioti. «Un modo», affermano i vertici dell’azienda, nata negli anni Novanta dalla fusione delle famiglie Bonuzzi e Franchi, «per trasmettere ai giovani quanto era faticoso, eppure sempre affascinante, il lavoro dei nonni e bisnonni».

 

L’IMMERSIONE. Si chiama «Wine Discovery Museum» l’ultimo nato, il nuovo spazio espositivo di casa Masi tutto dedicato alla scoperta del vino alla tenuta Canova di Lazise dalla famiglia Boscaini, simbolo dell’Amarone. Un progetto, quello del Museo esperienziale del vino, fortemente voluto da Sandro Boscaini, presidente del primo brand vinicolo italiano quotato in Borsa.«Una nuova forma di fruizione turistica emozionale e sensoriale», afferma il presidente di Masi. Tre i percorsi: dalla terra all’uva, dall’uva al vino, dal vino alla tavola, che culminano nello scenografico tino da 50.000 litri dove è stato affinato per anni il Campofiorin, nel quale, in tre minuti, il visitatore rivive sette giorni di fermentazione attraverso immagini, profumi e suoni catturati dal vivo. •

Elisa Pasetto
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