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Il parcheggio del campione

19.11.2011

Piazzale XXV Aprile, via Crucis della sosta


 Sosta selvaggia e stalli non regolamentati: parcheggiare in zona stazione è un'impresa FOTO MARCHIORI
Sosta selvaggia e stalli non regolamentati: parcheggiare in zona stazione è un'impresa FOTO MARCHIORI

È una situazione incancrenita, peggiorata dal cantiere. Parcheggiare in zona stazione Porta Nuova - non solo in piazzale XXV Aprile ma anche nelle vie limitrofe - è un dilemma quotidiano per centinaia di cittadini. Un problema che invoca una soluzione, perlomeno un rimedio. E questo, a prescindere dal futuro parcheggio interrato davanti all'edificio ferroviario (293 stalli previsti), dal quale ci separano almeno un altro paio d'anni di lavori. Gli stalli sono merce rara. Perciò ci si arrangia occupando ogni angolo libero, spesso in divieto di sosta. Usare solo la repressione, facendo fioccare le multe, aggiunge una croce sulle spalle di lavoratori e residenti.
GUERRA DI STALLI. Cartelli stradali confusi o addirittura contraddittori, stalli non regolamentati, sosta selvaggia. E poi sporcizia e marciapiedi dissestati. Esaminiamo la situazione della sosta in piazzale XXV Aprile, partendo dal suo accesso, dietro il Tempio Votivo. In realtà, il caos inizia già prima, nell'incrocio tra le vie Colonnello Galliano, Dal Cero e la T4. Sebbene le fioriere lancino un segnale palese, si parcheggia a «incastro» sopra le ampie aiuole spartitraffico: qui contiamo una ventina di auto. Altre ancora sono piazzate nella curva che dà verso via Cardinale, in divieto di sosta.
Procediamo verso la stazione sulla strada rialzata, cioè quella che incrocia via Palladio e via delle Coste. La sosta avviene lungo i marciapiedi in tre file: sulla parte interna ed esterna delle banchine, lasciando solo un «corridoio» centrale per il passaggio, e inoltre alle estremità della carreggiata. Per sfruttare ogni metro quadrato, chi finisce con la ruota in un'aiuola, chi s'infila di sbieco. Tutto regolare, a quanto pare, visto che non ci sono segnali di divieto di sosta, eccetto quello che vige «dalle 7 alle 24 nei giorni delle partite di calcio». Solo su questa porzione di piazzale, stracolma, contiamo quasi duecento auto. Senza tener conto dei motorini, anche quelli in ogni dove.
Scendiamo a livello del palazzo ferroviario, nei parcheggi a pagamento riservati alla stazione. Nell'area P1 c'è una settantina di stalli, esaurita; una quarantina nella P2, a fianco dei taxi, piena pure quella. Tra i due spiazzi c'è la solita «collana» di auto in divieto di sosta di coloro che aspettano l'arrivo in stazione di un parente o un amico. I più diligenti cercano posto nello spazio per la sosta breve. Gli stalli a disposizione sono una ventina, ma trovarne uno libero non è facile, forse perché c'è chi non rispetta il limite di tempo (un quarto d'ora). E sotto il Tempio Votivo? Un'impresa anche qui, con appena quindici posti, più qualcun altro «ricavato» fuori dalle strisce.
BILANCIO FINALE. Alla disperata, ci si infila nelle vie laterali. Via Palladio: alto numero di auto in divieto di sosta. In via delle Coste si allunga la fila di stalli regolari sostando oltre le strisce, in via Nascimbeni il piccolo parcheggio è perennemente pieno. Ultima chance, la via a fianco alla Posta che va verso il terminal ferroviario. Gli stalli sono segnati in giallo e un cartello impone di esporre il contrassegno dei dipendenti. Contraddizione: accanto c'è il segnale di divieto di sosta, indistinto. A conti fatti, il «fabbisogno» di stalli in zona stazione supera la capienza prevista per il futuro parcheggio sotterraneo. Forse, per risolvere il problema, sarebbe utile riorganizzare lo spazio in superficie.© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lorenza Costantino
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