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Tumori, ora le terapie
sono personalizzate

18.02.2015

Tumori, ora le terapie
sono personalizzate

Un laboratorio dell'ateneo dove si sequenzia il genoma umano
Un laboratorio dell'ateneo dove si sequenzia il genoma umano

«Tra un anno arriveremo a definire l'intero genoma del cancro. E fra 3-5 anni saremo in grado di applicare questi risultati alla clinica, eseguendo sui pazienti una serie di test per individuare le specifiche mutazioni genetiche e procedere a una terapia assolutamente personalizzata».
Sono buone notizie quelle che arrivano dal decimo incontro del Consorzio internazionale del genoma del cancro (Icgc), riunito quest'anno a Verona, che vi partecipa in quanto sede di Arc-Net, Centro di ricerca applicata sul cancro dell'università scaligera coordinato da Aldo Scarpa. In riva all'Adige si lavora per studiare il genoma di 250 tumori del pancreas: solo una parte del lavoro che coinvolge altri 15 Paesi del mondo, impegnati a sequenziare il genoma di tumori sia comuni che rari (50 neoplasie in tutto), per scovare le mutazioni che provocano il cancro in oltre 25mila donatori. E giunti a metà del cammino, con quasi 13mila donatori sequenziati, i 220 ricercatori presenti fino ieri in Gran Guardia si sono detti ottimisti e hanno lanciato la fase due del progetto, che dura ormai da sette anni: il passaggio dai dati del genoma all'applicazione clinica.
TEST GENETICI. Lo sforzo fatto nella prima fase è servito a dare il “la” a una vera rivoluzione nella lotta contro il cancro: «Oggi siamo in grado di operare una classificazione molecolare dei tumori - ognuno dei quali è composto da un insieme di tumori rari - sulla base delle anomalie genetiche, cioè delle mutazioni, e non più dell'organo colpito», spiega Scarpa. Il tumore alla prostata, ad esempio? Non è uno, ma ne esistono una decina di sottotipi corrispondenti ad altrettante mutazioni, responsabili a loro volta di neoplasie in altri organi. «Per sette tipi di tumore, dal seno alla prostata, dal pancreas al cervello, abbiamo individuato i sottotipi, che riusciamo a identificare grazie a dei test genetici che all'Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona sono disponibili al costo del ticket: in questo modo, a breve, sapremo con quali farmaci trattarli». E il risultato è un duplice risparmio: non solo in termini di tossicità, evitando di “bombardare” tutti i pazienti con lo stesso farmaco (che in alcuni casi non ottiene l'effetto sperato) a prescindere dalla forma tumorale; ma anche economico, trattandosi di cicli di trattamenti che costano anche 100mila euro a paziente.
TERAPIE “SU MISURA”. Ma tra quanto queste terapie mirate saranno disponibili? «Già oggi, anche a Verona, operiamo in questo modo con i tumori del colon e del polmone, entro l'anno allargheremo l'esperienza al cancro della mammella e delle ovaie, ma tra qualche anno potremo applicare il sistema in maniera massiva», risponde Giampaolo Tortora, direttore dell'Oncologia medica dell'Azienda ospedaliera universitaria integrata, che annuncia a giorni la pubblicazione di una ricerca scaligera sul tumore del pancreas, del quale proprio qui sono stati identificati i sottotipi. «Il messaggio che vorremmo lanciare a chi soffre? Grazie alla definizione del genoma del cancro abbiamo già guadagnato anni di vita per i pazienti: prima, solo con la chemioterapia, la sopravvivenza media era 8 mesi, oggi,grazie alla terapia molecolare si superano i due anni. E ad oggi abbiamo ancora solo poche informazioni: con il genoma completo potremo mettere in campo trattamenti a lungo termine perché il paziente possa arrivare a convivere con la malattia».E.PAS.

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