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24 aprile 2018

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Salute

12.04.2018

Mal di testa?
Dito puntato su
odori e profumi

A volte un mal di testa che compare non appena una persona si avvicina non è una scusa. Potrebbe dipendere anche dal profumo. Ci sono infatti persone che soffrono di osmofobia, una sorta di incapacità a sopportare alcuni odori, con la conseguenza che in chi è predisposto anche un semplice aroma o un profumo intenso possono scatenare le crisi di cefalea e in particolare di emicrania.

 

Ovviamente la diagnosi di queste forme va sempre fatta dallo specialista e non bisogna decidere per conto proprio, anche per evitare il ricorso prolungato a farmaci contro il mal di testa. Se il disturbo è occasionale, questo atteggiamento è accettabile, ma se si ripete è sempre meglio chiedere indicazioni al medico. Tra gli altri ambienti a rischio, in ogni caso, c’è sicuramente la cucina. Aglio, cipolle, noce moscata e altre spezie possono dare il via ad attacchi di cefalea: oggi la scienza ha dimostrato che esiste una possibile correlazione tra l’esposizione ad un odore e lo scatenarsi del mal di testa. Oltre a questa scala di fragranze più o meno esotiche e ricercate, in persone particolarmente sensibili i fastidi possono manifestarsi anche per odori molto diffusi, da quelli legati alle profumazioni femminili fino agli effluvi del cibo.

 

Come se non bastasse, per gli esperti a volte l'osmofobia potrebbe essere considerata un vero e proprio criterio diagnostico per distinguere l’emicrania dalle altre forme di cefalea. Lo dicono le cifre. Una buona quota di emicranici è intollerante a odori intensi durante un attacco, vede cioè peggiorare il dolore se il suo olfatto si espone a determinati aromi. E per molti pazienti, se ci sono crisi emicraniche, la presenza di due odori diversi potrebbe peggiorare la situazione. Più raramente accade che l’odore, in genere uno e specifico, possa provocare da solo l’arrivo dell’attacco di emicrania. Diversa è invece la situazione quando si parla di mal di testa legato all’alimentazione. Basta portare alla bocca un cibo o una bevanda per veder comparire, a distanza di poco tempo, il fastidioso problema.

 

Ma è davvero sempre così? La scienza non concorda completamente. L’unico elemento che certamente scatena il mal di testa è il digiuno, a detta degli esperti. Per quanto riguarda l’alcol, ci sono dati che dimostrano come agisca da elemento scatenante, ma non tutti gli alcolici sono “temibili” allo stesso modo: dalle ricerche emerge che i vini bianchi possono dare cefalea più dei rossi e i liquori scuri, come whisky o rum, più di quelli chiari come la grappa o il gin. Insomma, la scienza continua ad interrogarsi sul rapporto tra alimentazione e mal di testa e a sparigliare le carte arriva anche una ricerca condotta all’Università di Cincinnati pubblicata sulla rivista Headache. Valutando i risultati di quasi 200 studi, gli scienziati americani propongono una doppia strategia: da un lato si può puntare sull’eliminazione degli alimenti che si suppongono incriminati, come quelli contenenti glutammato o i nitrati dei vini, dall’altro seguire regimi che potrebbero contrastare il classico cerchio alla testa. • 

F.ME.
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