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17 novembre 2018

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Salute

20.07.2018

Zucchero bianco
e di canna?
Non c'è differenza

Zuccchero, svelati i falsi miti
Zuccchero, svelati i falsi miti

Chi, al bar, non ha mai allungato la mano sulla bustina dello zucchero di canna per dolcificare il caffè, scegliendolo al posto di quello bianco pensando di introdurre qualche caloria in meno e ottenere magari un miglior apporto nutrizionale? Niente di più sbagliato. Tra lo zucchero grezzo, comunemente chiamato zucchero di canna, e quello bianco non c’è nessuna differenza. Lo dice la scienza. È uno dei falsi miti e leggende sul cibo smontato da Dario Bressanini, chimico all’Università dell’Insubria, divulgatore scientifico e autore del volume «Contro Natura» (Rizzoli, 2015). «Sicuramente tra le bufale che circolano di più sul cibo ci sono quelle sullo zucchero», spiega. « Ciò che chiamiamo impropriamente zucchero di canna è comune saccarosio. I residui marroni che si creano nella lavorazione hanno un buon sapore, ma dal punto di vista nutrizionale non provocano alcun vantaggio. È sbagliato pensare che sia migliore. Guardando le analisi chimiche non c’è assolutamente differenza nutrizionale. A parità di potere dolcificante, hanno le stesse calorie. Il fatto è che assumiamo troppi zuccheri, dovremmo ridurli tutti». Qualche altro falso mito? Quelli che riguardano il glutine, ad esempio. «Non è vero che i grani moderni sono peggiori di quelli più antichi. Chi è celiaco non può mangiare né gli uni né gli altri», racconta ancora. «Molti sostengono poi di essere “sensibili“ al glutine. In realtà, facendo le prove “in cieco“, si vede che non hanno alcun reale beneficio ad evitarlo, a meno che non siano celiaci. In gran parte è una moda». Come sono una suggestione quelle lanciate sui supercibi del momento. «L’avocado, l’ananas, le bacche di goji sono buoni ma è sbagliato pensare che siano “supercibi“», conclude. I “supercibi“ non esistono. Bisogna solo controllare la dieta, seguirne una equilibrata». La verità, dunque, dov’è? «Sono le cose banali: mangiare pochi prodotti animali, tanta frutta e verdura, sia cruda che cotta».

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