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Salute

17.05.2018

Web, cellulari, social
«Siamo vittime
del tecnostress»

L'iperconnessione col web è causa di stress
L'iperconnessione col web è causa di stress

Può essere per lavoro o per piacere. Ma alla fine, nell'epoca moderna, l'iperconnessione con il web è uno dei fattori che più crea stress. Vivere sempre in modalità online porta il nostro cervello a soffrire per lo stress generato dall'ansia da controllo continuo dei social media e delle email, e dalla possibilità di essere sempre raggiungibili e, quindi, sempre connessi. «L'uso eccessivo delle nuove tecnologie ha un ruolo molto importante», segnala Piero Barbanti, direttore dell'Unità per la Cura e la Ricerca su Cefalee e Dolore, Irccs San Raffaele di Roma. Il tecnostress, in particolare, è un fenomeno cui sono stati attributi parametri numerici ben precisi. Si definisce «tecnostressata» la persona che sta al computer più di quattro ore al giorno, fa più di 20 telefonate e manda più di 20 sms o messaggi via WhatsApp. I sintomi sono sostanzialmente tre: la sindrome da fatica informatica, ovvero un senso di grande stanchezza; l'insonnia e la depressione». Sia come sia, è certo che oggi quasi nove italiani su dieci soffrono di stress. A dirlo è una ricerca sulla relazione tra gli stili di vita e lo stress, promossa da Assosalute e condotta da Human Highway. L'85 per cento della popolazione intervistata ha sofferto negli ultimi sei mesi di almeno un disturbo, mentre il 45 per cento dichiara di averne avuti tre o più. Come si manifesta il malessere? Stanchezza, irritabilità, ansia, mal di testa, digestione lenta, bruciori di stomaco, insonnia, tensioni muscolari, a volte herpes sulle labbra e cuore che si mette a battere a gran velocità. Si tratta di problemi quasi sempre molto leggeri, ma che comunque possono penalizzare il benessere e la qualità di vita. La percezione di minaccia che fa scattare la reazione di allarme può essere molto soggettiva, tanto che situazioni stressanti per alcuni possono non esserlo per altri. «Ci sono individui che, per motivi psicologici o biologici, percepiscono come stressante ciò che in realtà è una situazione normale», segnala Barbanti. «Per costoro può risultare insopportabile anche andare tutti i giorni al lavoro, affrontare il traffico o, se parliamo di studenti, essere interrogati. Non è l'evento in sé a determinare una reazione stressante ma piuttosto il modo in cui lo affrontiamo. Ci sono tuttavia situazioni che generano stress più facilmente: preparare esami universitari, cambiare lavoro, affrontare un lutto o in generale avere ritmi di vita molto intensi. A queste si aggiungono poi fattori ambientali come il caldo intenso, l'impossibilità di muoversi, il fumo o il trovarsi in ambienti particolarmente rumorosi». Contromisure possibili? Se è vero che tutto comincia dalla testa, è anche vero che nella testa abbiamo gli strumenti per combattere lo stress. Sport, dieta sana e meditazione sono sicuramente utili alleati e «in attesa di cambiare il nostro stile di vita e il nostro approccio alla vita, l'utilizzo di farmaci sintomatici è certamente consigliato», conclude l'esperto. «Ansia chiama ansia, insonnia chiama insonnia: è necessario spezzare il cerchio».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Federico Mereta
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