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Salute

23.03.2012

Una spirometria per scoprire la Bpco

Un controllo del respiro per prevenire la Bpco
Un controllo del respiro per prevenire la Bpco

C'è un fantasma che si aggira nelle nostre case. Compare soprattutto negli anziani, specie se fumatori, e spesso viene identificato solo nelle corsie ospedaliere, quando invece avrebbe dovuto essere riconosciuto da tempo. Si chiama broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco) ed è la malattia che "non esiste", anche se ne soffrono 3 milioni e mezzo di persone in Italia. E dal 2002 al 2007, in attesa dei nuovi dati in pubblicazione a breve, i costi sanitari e sociali per far fronte a questa patologia sono quasi triplicati: da 2,4 a 5,8 miliardi di euro.
A sostenere l'importanza di dare un volto a questo fantasma è il professor Roberto Dal Negro, direttore dall' Unità Operativa di Pneumologia dell'Ulss 22 di Bussolengo, impegnato con altri 300 pneumologi provenienti da tutta Italia all'auditorium GlaxoSmithKline in un convegno dal titolo «Evoluzione nella conoscenza della Bpco per generare valore sostenibile» che si chiuderà oggi pomeriggio.
«Prima di tutto sarebbe opportuno che la Bpco fosse conosciuta, altrimenti non solo non esiste ma nemmeno c'è modo di prevenire le sue esacerbazioni quando si è ancora in tempo - spiega Dal Negro. Un paio di anni fa abbiamo condotto uno studio, pubblicato dal Journal of Health Science, sulla consapevolezza della malattia. Su un campione di 1200 persone rappresentativo della popolazione italiana, è emerso che il 45% non sapeva cosa fosse la Bpco, il 40% la considerava una malattia rara, 1 su 3 pensava che di Bpco si potesse guarire con qualche settimana di antibiotici e, infine, per il 62% degli intervistati non si trattava di una patologia in grado di portare alla disabilità».
Come si sa, o meglio: come sa chi ne è affetto, l'impatto della malattia è pesante.
«E lo è peraltro - prosegue Dal Negro - sin dagli esordi: è nelle fasi meno gravi che si inizia ad assistere al maggior declino delle funzioni respiratorie ed è proprio a partire da quelle fasi che sarebbe opportuno intervenire». In che modo? «Serve la massima collaborazione con la medicina del territorio, Nel 70% dei casi i sintomi sono infatti suggestivi fin dalle fasi precoci, soprattutto alla luce dei noti fattori di rischio (abitudine al fumo, rischi lavorativi, rischi ambientali). Sono questi le fasi in cui è da consigliare l'esecuzione quantomeno di una spirometria».
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