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Salute

26.10.2018

Piede diabetico,
cure e amputazioni
I numeri al centro

Al «piede diabetico», complicanza del diabete, è dedicato un convegno a Villafranca sabato 27 ottobre
Al «piede diabetico», complicanza del diabete, è dedicato un convegno a Villafranca sabato 27 ottobre

È una temibile complicanza del diabete che può portare all'amputazione e a mettere addirittura in pericolo la vita del paziente. Il cosiddetto «piede diabetico», una serie di alterazioni nervose (neuropatia) e vascolari (arteriopatia) responsabile della formazione di ulcere sul piede, è al centro di un convegno in programma sabato 27 ottobre, dalle 9, nella sala convegni dell'Istituto iperbarico di Villafranca.

 

Un appuntamento, coordinato da Renzo Miglioranzi, direttore dell'Istituto iperbarico, e Vincenzo Stoico, dell'Endocrinologia, Diabetologia e Metabolismo dell'Azienda ospedaliera di Verona, che affronterà gli aspetti della gestione conservativa e della terapia multidisciplinare di questa complicanza, che rappresenta uno degli esiti più gravi di una patologia che, negli ultimi anni, è in continuo aumento.«Il diabete si conferma in aumento nei diversi Paesi d'Europa anche se, fortunatamente, i tassi di ospedalizzazione rimangono stabili nell'ultimi dieci anni e l'Italia è tra i Paesi più virtuosi», spiega Stoico fornendo i dati.

 

«Con un tasso di ospedalizzazione intorno ai 60 pazienti ogni 100mila residenti, siamo sotto ai livelli di Regno Unito e Spagna. Anche il tasso di amputazione degli arti inferiori, ridotto del 40 per cento, ci pone tra i Paesi migliori in Europa». Magra consolazione, in realtà, perché ancora più inquietante è la proiezione per il futuro: nei prossimi trent'anni è atteso infatti un incremento del 55 per cento del numero dei diabetici nel mondo. Solo la punta dell'iceberg, perché il dato considera solo i casi noti, mentre quelli ancora non diagnosticati o che non si rivolgono ai centri di cura ammonterebbero a circa il 30%. Ma quanti sono i diabetici in Italia? Secondo gli ultimi dati Istat (relativi al 2015) nel nostro paese la prevalenza del diabete nel nostro Paese è del 5,4%, pari a poco più di 3,2 milioni di pazienti: un valore più che raddoppiato negli ultimi trent'anni, in aumento del 90% rispetto 2001.

 

«Da sottolineare», prosegue Stoico, «che l'incremento della malattia è inesorabile nel corso degli anni, in particolare nella fascia d'età fra i 50 e gli 80 anni. Ed è più diffusa nelle classi più svantaggiate, forse come conseguenza della maggiore diffusione di alcuni fattori di rischio, obesità e inattività fisica. Inoltre queste classi, per un diverso atteggiamento culturale, sono tendenzialmente meno diligenti nell'accesso ai servizi sanitari quanto nell'aderenza terapeutica». Valori superiori alla media si registrano al Sud, con 900mila diabetici contro 650mila al Nord-Ovest, 600 mila al Centro, 450mila al Nord-Est e circa 350mila nelle isole. Unico dato positivo è la riduzione dei ricoveri, scesi sai 121mila nel 2000 ai 97mila nel 2010. E il ricorso al regime ordinario è in calo, in favore di trattamenti in day hospital o in regime ambulatoriale. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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