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Salute

10.02.2012

«Per 10 anni ho vissuto con le protesi Pip»

Intervento di chirurgia al seno
Intervento di chirurgia al seno

«Quando ho scoperto che le mie protesi erano proprio le Pip, di cui tanto si parlava al tg, sono rimasta a bocca aperta, mi ha preso il panico». A parlare è una veronese di 42 anni, responsabile di un negozio del centro, che lo scorso 14 dicembre ha scoperto di far parte della schiera di donne con protesi Pip al seno, protesi non mediche, con rischi più elevati di fughe di silicone e di rottura dell'involucro perché composte da materiale non conforme agli standard internazionali. Da quel giorno è iniziato un calvario, fatto di paure, notti insonni, un intervento per rimuovere le Pip e sostituirle con altre protesi nuove, costato la bellezza di 5mila e 200 euro. Tutte sborsate di tasca propria, ovviamente.
«I primi a sentire la notizia sono stati i miei genitori, ascoltando il tg, e me l'hanno riferita», racconta Francesca (nome di fantasia della signora), che nel 2001 si era sottoposta a un intervento di chirurgia estetica per aumentare il proprio seno di due taglie. «All'inizio non ho dato importanza alle loro parole. Mi sono detta: “Vuoi che io abbia proprio quelle protesi?”». Ma il dubbio le è tornato qualche giorno dopo, sentendo con le proprie orecchie gli ultimi sviluppi del caso «protesi Pip», mentre era a pranzo con genitori. «Ho deciso di chiamare lo studio medico che mi aveva seguito durante l'operazione, ma la segretaria non riusciva a trovare la cartella», ricorda Francesca. «Agitata, sono tornata subito a casa a controllare i documenti sull'operazione e c'era scritto che le mie protesi erano le famose Pip». Il mondo è sembrato crollarle addosso.
«Mi sono spaventata, ho richiamato lo studio e ho chiesto di poter essere visitata subito», racconta Francesca. «Il mio medico ha cercato di tranquillizzarmi, spiegandomi che non tutte quelle protesi erano difettose, ma solo alcuni lotti. Gli ho chiesto cos'avrebbe fatto se al mio posto ci fosse stata sua moglie e la risposta è stata immediata: le avrebbe subito rimosse». Un mese dopo, a fine gennaio, Francesca si è sottoposta a una nuova operazione per sostituire le protesi Pip con altre nuove e sicure. «Nel 2001 ero tranquillissima, mentre stavolta avevo mille paure: temevo che l'intervento non andasse bene, che ci fossero problemi con l'anestesia e anche adesso continuo a essere preoccupata», racconta Francesca. «Tra analisi, operazione, protesi, anestesista e giornata di Day hospital ho speso circa 5mila e 200 euro: in Francia so che il servizio sanitario rimborsa tutte le donne a cui erano state inserite protesi Pip per ragioni sia mediche che estetiche, mentre in Italia non è ancora chiaro».
Francesca si è rivolta all'avvocato Sandra Antico, legale di Adiconsum: «Se riuscissi a riavere un po' dei soldi spesi non sarebbe male, ma la cosa che mi interessa di più, in questo momento, è la salute».

Manuela Trevisani
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