Seguici... Facebook Twitter Google+ Feed RSS
23 settembre 2018

Aree Tematiche

CHIUDI
CHIUDI

Chiudi

Salute

07.04.2012

Ovuli umani
in laboratorio
per battere
la sterilità

Ovuli, fecondazione in laboratorio
Ovuli, fecondazione in laboratorio

Scienziati americani e britannici stanno riscrivendo le regole della riproduzione. Le prime cellule di ovulo umano cresciute interamente in laboratorio potrebbero essere fertilizzate entro l’anno in laboratori britannici se le autorità sanitarie del Regno Unito daranno luce verde, scrive oggi il quotidiano Independent. L’esperimento rivoluzionario, se e quando sarà autorizzato, potrebbe aiutare donne sterili ad avere figli ma avrebbe anche il potenziale di evitare l’insorgere della menopausa e prolungare la vita riproduttiva femminile al livello di quella maschile.

I nuovi test vedono uniti biologi a lungo rivali che all’Università di Edimburgo e alla Harvard Medical School sono al lavoro per produrre i primi ovuli umani maturi da cellule staminali isolate da tessuto ovarico di donne. Finora era stato possibile isolare un numero relativamente piccolo di cellule di ovulo mature direttamente dalle ovaie di donne stimolate con ormoni. Questa limitazione tecnica aveva fatto sì che il numero di queste cellule, o ovociti, fosse limitato.

Fatto questo primo passo - riporta l’«Independent» - gli scienziati vogliono adesso tentare di fertilizzare gli ovociti cresciuti in laboratorio con sperma umano. Evelyn Telfer, dell’Università di Edimburgo, ha contattato informalmente la Human Fertilisation and Embryology Authority in vista della richiesta ufficiale per avere luce verde. «La fertilizzazione potrebbe avvenire entro l’anno», ha detto la Telfer al giornale. Gli embrioni che risulteranno dall’esperimento saranno studiati per un periodo fino a 14 giorni, il massimo consentito dalla legge, per vedere se sono normali: non saranno mai impiantati in un utero umano perchè considerati materiale da sperimentazione ma saranno congelati o lasciati morire. Se dal test usciranno embrioni sani le implicazioni potrebbero essere enormi: gli scienziati che adesso parlano della prospettiva di creare un "elisir della vita" probabilmente esagerano ma se si dimostrerà che gli ovuli da laboratorio si comportano esattamente come normali ovuli umani una conseguenza potrebbe essere l’addio alla menopausa, scrive il giornale britannico.

L’esperimento parte dal lavoro di uno del team, Jonathan Tilly di Harvard, tra i primi in Occidente a confutare il cosiddetto «dogma di Zuckerman», dal nome dello scienziato britannico Sir Solly Zuckerman che negli anni Cinquanta proclamò «inequivocabilmente» che le ovaie umane hanno un numero limitato di ovuli in esaurimento. Ricerche condotte negli ultimi otto anni, hanno invece dimostrato che le ovaie dei mammiferi sono molto più versatili e contengono cellule in grado di produrre una costante riserva di ovociti.

Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento richiede l’utilizzo di un “cookie di dominio” secondo quanto indicato in Informazioni sulla Privacy del sito; l’invio del commento costituisce pertanto consenso informato allo scarico del cookie sul terminale utilizzato.

pagine 1 di 1