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Salute

15.09.2012

Obeso un bimbo su dieci. L'appello dei medici

Un ragazzino obeso: un problema sempre più frequente
Un ragazzino obeso: un problema sempre più frequente

Quale bambino non ama dolci, merendine e fast food? Ma l'abbondanza di questa alimentazione poco salutare rischia di compromettere seriamente la salute dei più piccoli. In Veneto un bambino su 10 è obeso, mentre un altro 20 per cento è in sovrappeso. Dati in linea con la media nazionale, ma che negli ultimi anni sono cresciuti in modo allarmante. E il problema non è solo di natura estetica.
«L'obesità può essere un serio fattore di rischio per l'insorgenza di gravi patologie in età adulta, come diabete, ipertensione arteriosa, malattie cardiovascolari, cancro della mammella e del colon-retto», spiega Claudio Maffeis, direttore dell'Unità di diabetologia, nutrizione clinica e obesità dell'Ulss 20 di Verona ed organizzatore del quinto congresso «Nutrizione, metabolismo e diabete nel bambino e nell'adolescente», in corso ieri e oggi al policlinico di Borgo Roma, organizzato dalla sezione di Pediatria del dipartimento di Scienze dalla vita e della Riproduzione dell'ateneo scaligero, in collaborazione con la Società italiana di pediatria e la Federazione italiana dei medici pediatri.
«Fondamentale per la salute del bambino è una dieta equilibrata, ricca di fibre», precisa Maffeis. Via libera quindi a frutta verdura, pane e pasta integrali. Importante è anche la quantità di cibo. «Oggi si tende ad offrire ai figli porzioni molto più abbondanti del loro reale fabbisogno. Bisogna inoltre ridurre gli alimenti ad alta densità calorica. Anche la qualità dei grassi assunti svolge un ruolo nel possibile insorgere di malattie in età adulta».
La parola chiave è equilibrio. Mangiare cibi giusti e in giusta quantità, per avere il corretto apporto di proteine, grassi e carboidrati, unito al praticare attività fisica, rappresenta un buon fattore di protezione contro l'insorgere di future patologie.
Ma il peso del bambino, e quindi la salute del futuro adulto, non dipendono solo da lui: studi hanno dimostrato che l'alimentazione della madre in gestazione, e anche durante l'allattamento, è direttamente collegata con il rischio obesità del nascituro.
«Se la mamma mangia troppo, o troppo poco, durante la gravidanza, il piccolo ha una percentuale di rischio maggiore di sviluppare diabete, od altre patologie, in età adulta», precisa Maffeis, «anche il nascere sotto peso o l'aumentare molto durante i primi mesi di vita sono fattori di rischio. Durante l'allattamento la madre deve mantenere un alimentazione corretta, non mangiare in modo troppo abbondante».
Un altro fattore che invece spesso si tende a dimenticare è quello educativo. «Se il bambino vede i genitori nutrirsi bene, tenderà ad emulare i loro comportamenti e viceversa. Per questo è importantissimo il rapporto tra pediatra e famiglia, per una corretta educazione alimentare».
Ai primi segnali di serio sovrappeso, ad esempio se il bambino ha una circonferenza della vita superiore a metà della sua statura, è utile quindi rivolgersi al proprio pediatra, per prevenire l'insorgere di obesità con tutti i rischi collegati.

Elisa Innocenti
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