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Salute

05.09.2012

Medicina, due progetti veronesi per le aziende

Nuovi risultati dai laboratori di ricerca  dell'ateneo scaligero
Nuovi risultati dai laboratori di ricerca dell'ateneo scaligero

Ci sono anche due progetti di ricerca veronesi tra i trenta migliori presentati a Nordest Technology Transfer. L'iniziativa è stata promossa dalle due business school Fondazione Cuoa e Mib School of management, in occasione della prima edizione di Trieste Next, il Salone europeo dell'innovazione e della ricerca scientifica, che si terrà dal 28 al 30 settembre a Trieste.
L'obiettivo dell'evento è colmare la distanza tra impresa e ricerca e creare una piattaforma per promuovere un incontro diretto tra domanda e offerta di innovazione «ready to use», pronta all'utilizzo.
Nonostante la scadenza per partecipare sia il 9 settembre, i progetti presentati sono già un'ottantina e altrettanti gli imprenditori che si sono iscritti, alla ricerca di una soluzione per aumentare la competitività della propria azienda nei più disparati settori: dal farmaceutico alle nanotecnologie, dal metalmeccanico al terziario avanzato, dalla medicina all'energia.
Tra le trenta migliori idee selezionate ce ne sono anche due in arrivo dall'Università di Verona. Il primo è quello elaborato dal professore Ubaldo Armato, specializzato in Medicina e Chirurgia, che ha individuato nuove possibilità di utilizzo della seta nella cura delle lesioni cutanee, di interesse per le aziende biomediche e farmaceutiche. Grazie alle sue proprietà, infatti, la seta può diventare la materia prima con cui realizzare una vasta gamma di prodotti biomedicali, dalle semplici garze e cerotti a dispositivi più sofisticati da impiegare nell'ingegneria dei tessuti, con prestazioni più elevate e costi competitivi.
L'altro progetto, sviluppato dal ricercatore dell'Ateneo scaligero Giulio Innamorati, punta a una migliore diagnosi e cura del cancro del pancreas ed è rivolto ad aziende farmaceutiche o che si occupano di diagnostica. In particolare, la ricerca consente di affermare che una determinata proteina risulta espressa dalle cellule che originano tale tumore e si propone di utilizzarla: come biomarcatore, sviluppando un kit diagnostico utile a riconoscere stadi precoci, e come target farmacologico, attraverso un trattamento capace di inibirne la funzione.
Imprenditori, professionisti, enti pubblici o privati che vogliano prendere visione dei progetti, possono iscriversi alla piattaforma online.
Inoltre, è ancora aperta la possibilità di fissare incontri one to one per approfondire i singoli progetti con gli autori e valutarne eventuali applicazioni in azienda. Il 29 settembre alle 12, infine, al Teatro Verdi di Trieste, le proposte più significative saranno presentate a una platea di 300 imprenditori.
«Le innovazioni che abbiamo visto sono esempi eccellenti della vitalità della nostra ricerca», afferma Paolo Gubitta, direttore scientifico Area Imprenditorialità Fondazione Cuoa. «Ora invitiamo anche imprese, manager e professionisti a venire a Trieste a incontrare i ricercatori, dove sono certo troveranno opportunità per far ripartire le loro imprese».
Soddisfatto anche Andrea Tracogna, vicedirettore Mib School of Management: «Siamo molto impressionati dalla larga partecipazione del mondo della ricerca: è la dimostrazione che la distanza con l'impresa è più psicologica che reale e che i giovani ricercatori sono oggi pronti a uscire dai loro laboratori per mettersi al servizio del sistema produttivo».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Manuela Trevisani
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