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Salute

18.10.2018

Malattia renale cronica
«Un'epidemia»
Come prevenirla

Malattia renela cronica: "Un'epidemia". Come prevenirla
Malattia renela cronica: "Un'epidemia". Come prevenirla

Basta poco. Due semplici controlli. E possiamo sapere se i reni sono in salute, prima che la loro funzione scenda a livelli pericolosi e compaia la malattia renale cronica, con l'insufficienza dell'organo che deve «pulire» il sangue. L'approccio moderno è non aspettare ma abituarsi a valutare la salute renale, esattamente come si fa con la pressione arteriosa o con il colesterolo. Per evidenziare la presenza di una malattia renale cronica e definire il suo stadio è sufficiente eseguire due semplici test: un esame delle urine per verificare la presenza di albumina ed un semplice esame del sangue, la creatininemia, con successiva stima, attraverso una formula matematica, del valore della filtrazione glomerulare, principale parametro indicativo del funzionamento dei reni. A lanciare l'appello sono gli esperti della Società Italiana di Nefrologia (Sin), per fronteggiare quella che sta diventando una vera e propria epidemia silente. I reni, infatti sono ingannatori. Stanno in silenzio e magari non danno problemi fino a quando la loro capacità di funzionare come «lavatrici» del sangue è scesa di molto. Allora, magari per caso, si scopre che si sta andando incontro alla malattia renale cronica, con l'incapacità degli organi di svolgere la loro attività. Oggi in Italia il 7,1 per cento della popolazione avrebbe qualche problema in questo distretto, ma la percentuale si impenna se si considera chi soffre di diabete, ipertensione, obesità e dislipidemia. «La malattia renale cronica», spiega Loreto Gesualdo, Presidente Sin, «è una condizione di alterata funzione renale che persiste da oltre tre mesi ed è classificata in cinque stadi di crescente gravità, dove il quinto stadio corrisponde alla dialisi o al trapianto di rene. I reni sono i «filtri» del nostro organismo e come dei lavoratori instancabili sono impegnati 24 ore su 24 e 7 giorni su 7 a depurarci dalle sostanze tossiche in gran parte derivanti dall'alimentazione. Tra le funzioni dei reni, vale la pena ricordarne alcune. I reni sono: controllori dell'equilibrio idrosalino, cioè regolano la quantità di acqua e sali contenuta nel nostro organismo, sono i produttori dell'eritropoietina, un ormone che determina la produzione dei globuli rossi, e della renina, un enzima che interviene nel controllo della pressione e, infine, interviene nel processo di attivazione della Vitamina D che regola il metabolismo osseo». La scarsa attenzione ai reni pesa non solo su chi ne soffre, ma sull'intero sistema sanitario. Si stima infatti che le risorse per la cura solo della fase terminale della malattia, dialisi e trapianto renale, si avvicinino al 2 per cento della spesa sanitaria totale, intorno ai 2-2.5 miliardi di euro. L'importante, quindi, è giocare d'anticipo. Sta a noi, con le buone abitudini, cercare di preservarli al meglio.

Federico Mereta
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